A proposito di Anders Breivik, il killer di Utoya

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Oggi tocca leggere che Anders Breivik, l’autore della strage sull’isola di Utoya (77 morti, tanto per rinfrescarci la memoria), ha fatto causa LUI allo Stato norvegese per “detenzione disumana”: si lamenta del fatto che i suoi visitatori siano sempre tenuti al di là del vetro, che gli venga controllata la corrispondenza e che gli sia stato negato il permesso si frequentare Scienze Politiche all’Università di Oslo. E alla prima udienza di questo processo, Breivik si è premurato di fare il saluto nazista davanti ai fotografi non appena la guardia gli ha tolto le manette…
Ora, che la Norvegia sia un Paese brutale e disumano si sa e lo dimostra, inequivocabilmente, il fatto che non abbiano neppure l’ergastolo (infatti Breivik dovrà farsi solo 21 anni)…
Spero che Breivik questo processo lo vinca, e che gli diano uno sconto di pena, anzi l’amnistia (sempre che esista nel sanguinario sistema giudiziario norvegese). E spero che il giorno della sua ritrovata libertà esca dal portone del disumano carcere di Oslo ostentando il saluto che tanto bene gli riesce, rendendosi conto solo a quel punto, una volta abbassato il braccio, di avere di fronte tutti i genitori, i fratelli, le sorelle e gli amici dei 77 ragazzi indifesi che ha ammazzato a fucilate senza ragione a Utoya. E spero che lì, per una volta, venga davvero fuori qualcosa di disumano e sanguinario nelle placide vene norvegesi.

“We shall overcome”, canta il Boss in questo suo straordinario intervento al concerto del 2011 tenutosi a Oslo in memoria dei ragazzi di Utoya. “Noi risorgeremo”. Loro no, purtroppo, e questo, la fin troppo civile Norvegia, spero non lo dimentichi mai quando si parla di Breivik.

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Gianluca Puzzo

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