Alfieri tricolore

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Dopo un anno di attesa, sono finalmente alle porte i Giochi Olimpici di Tokyo. Rispolveriamo l’elenco degli atleti italiani che hanno portato il tricolore ai giochi olimpici estivi, con una novità delle ultime ore. Per ulteriori notizie alle Olimpiadi, invitiamo i nostri lettori a consultare i post contenuti nella sezione prettamente dedicata.

Alberto Braglia, primo portabandiera italiano.

Nonostante un’Olimpiade preannunciata come atipica nella sua essenziale forma che riguarda il coinvolgimento degli spettatori, a SportOne piace comunque guardare l’aspetto emozionale, come quando ci sentiamo avvolti dalla bandiera tricolore.
È ormai imminente la sfilata degli atleti nella cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo, che hanno visto un percorso a dir poco tormentato, dove ciascuna rappresentativa nazionale è capitanata dal portabandiera che apre la passerella dopo l’annuncio dello speaker; per tradizione tocca alla Grecia inaugurare la sfilata, chiude il Paese che ne ospita l’edizione.
Se la partecipazione ad un’Olimpiade costituisce l’apice di una carriera sportiva, il ruolo del portabandiera è la massima espressione di rappresentanza del proprio Paese in mondovisione: scopriamo quindi tutti gli alfieri italiani delle Olimpiadi estive.

Nelle prime tre edizioni di Atene 1896, Parigi 1900 e Saint Louis 1904 non era prevista nessuna sfilata e di conseguenza alcun portabandiera, figura introdotta a partire da Londra 1908 dove al White City Stadium (poi demolito nel 1985) aprì la delegazione azzurra il ginnasta Pietro Bragaglia che però non partecipò ad alcuna competizione.
A Stoccolma 1912 toccò ad un altro ginnasta, Alberto Braglia poi medaglia d’oro nel concorso individuale (lo era già stato anche nella precedente esperienza di Londra) ed in quello a squadre; ad Anversa 1920 venne scelto lo schermitore Nedo Nadi vincitore di ben cinque medaglie d’oro, personaggio amato dal pubblico tanto da essere d’ispirazione in una storia del celebre fumetto Topolino, sempre ad Anversa per la prima volta venne letto il giuramento olimpico.
A Parigi 1924 toccò ad Ugo Frigerio che vinse la marcia dei 10000 metri, bissando il successo della precedente Olimpiade dove aveva vinto la medaglia d’oro anche nei 3000 metri; Frigerio fu portabandiera anche nell’edizione di Los Angeles 1932 dove nella 50 km vinse la medaglia d’argento stabilendo la migliore prestazione con l’abitudine di gridare “Viva l’Italia” in prossimità del traguardo.
Facendo un passo indietro, ad Amsterdam 1928 fu la volta del sollevatore Carlo Galimberti poi deceduto prematuramente nel 1939 per le ustioni riportare nel tentativo di evitare lo scoppio di una caldaia mentre evacuava coraggiosamente il fabbricato (era pompiere capo-drappello con il grado di brigadiere).
Ai Giochi di Berlino ’36 che servirono alla Germania nazista per esercitare tutto il proprio sfarzo oltre alla visione propagandistica del regime, nell’Olympiastadion sfilò col tricolore lo schermidore Giulio Gaudini, che nella stessa occasione vinse l’oro nel fioretto a squadre ed individuale, poi la medaglia d’argento nella sciabola a squadre.

Dopo la lunga pausa dovuta al secondo conflitto mondiale, la rinascita avvenne in quel di Londra 1948 col ruolo di portabandiera assegnato al velocista Giovanni Rocca, ad Helsinki 1952 fu la volta della ginnasta Miranda Cicognani mentre a Melbourne 1956 e Roma ‘60 toccò allo schermidore Edoardo Mangiarotti, protagonista di una carriera eccellente coronata da ben tredici medaglie olimpiche, ventisei quelle mondiali oltre ai successi ai Giochi del Mediterraneo, Universiadi e Campionati Italiani.
A Tokyo 1964 toccò ad un altro schermidore, Giuseppe Delfino a coronamento di una straordinaria carriera che si concluse proprio in Giappone a 42 anni, vincendo la medaglia d’argento a squadre.
A Città del Messico 1968 venne scelto Raimondo D’Inzeo che, con otto presenze, è l’atleta italiano ad aver disputato più edizioni dei Giochi Olimpici, record condiviso col fratello Piero e con l’ex canoista Josefa Idem, che per la precisione, in quanto naturalizzata, disputò le prime due edizioni con i colori della Germania Ovest. Poi a Montreal 1976 fu il turno di uno dei più grandi tuffatori di tutti i tempi, Klaus Dibiasi, che nella stessa occasione vinse la medaglia d’oro dalla piattaforma 10m.
Quelli di Mosca 1980 furono soprattutto le Olimpiadi del boicottaggio americano per l’invasione sovietica dell’Afghanistan poi seguito da numerose altre nazioni; moltissime rappresentanze, pur non aderendo alla protesta, decisero comunque di far gareggiare i propri atleti sotto la bandiera olimpica, tra queste l’Italia che si presentò con atleti che non facevamo parte di gruppi militari, in totale una delegazione di 159 atleti che in venti discipline raccolsero un numero di medaglie tale da piazzarsi al quinto posto del medagliere.
Gli anni ’80 furono un momento d’oro per l’atletica, così a Los Angeles 1984 toccò a Sara Simeoni aprire la sfilata azzurra, poi a Pietro Mennea nell’edizione di Seul 1988.
Ci avviciniamo ai giorni nostri col canottiere Giuseppe Abbagnale nell’edizione di Barcellona 1992, la schermitrice Giovanna Trillini ad Atlanta 1996, edizione ricordata anche dalla sorprendente presenza di Muhammad Alì come ultimo tedoforo durante la cerimonia d’apertura, delegato ad accendere il braciere. A colpire fu l’orgoglio, lo spirito e la voglia di rivalsa davanti agli evidenti effetti della malattia.
A Sydney 2000 toccò al “molleggiato” cestista Carlton Mayers pilastro della nazionale italiana, così soprannominato per la somiglianza con Adriano Celentano, poi ad Atene 2004 al ginnasta Jury Chechi che in Grecia a 34 anni dopo una carriera ricca di successi, vinse la medaglia di bronzo agli anelli.
Infine arriviamo a Pechino 2008 col canoista Antonio Rossi, Londra 2012 per la schermitrice Valentina Vezzali, Rio de Janeiro 2016 a Federica Pellegrini che nonostante una straordinaria carriera sarà ancora presente in Giappone per l’ultima volta, e la recente scelta di affidare il ruolo di portabandiera a Tokyo per la prima volta a due atleti, il ciclista Elia Viviani e la tiratrice al volo Jessica Rossi entrambi già vincitrici di medaglie d’oro olimpiche.
Infine la bella notizia divulgata nelle scorse ore, che vede protagonista la pallavolista azzurra Paola Egonu scelta per tenere la bandiera olimpica con i cinque cerchi nella cerimonia d’apertura.

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Andrea La Rosa

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