Analisi della NFC: Atlanta, Dallas o Green Bay, chi sono gli anti-Pats?

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Ed eccoci ad analizzare, division per division e squadra per squadra, anche la National Football Conference, quella da cui ci si aspetta di veder emergere la squadra in grado di interrompere (e virtualmente chiudere) l’era vincente dei New England Patriots e di Tom Brady. I numeri ci sono, almeno per tre squadre, ma tradurli in una vittoria al Super Bowl è tutto un altro discorso.

NFC EAST

DALLAS COWBOYS
Dopo il favoloso record di 13-3 della scorsa stagione, non si può non inserire Dallas tra le pretendenti al prossimo titolo, ma la realtà della off season, a ben vederla, lascia più di un punto interrogativo sui texani. C’è la squalifica per 6 giornate di Elliott, innanzitutto, in seguito a una brutta storia di violenze domestiche sulla fidanzata; la sanzione è ancora in sospeso, visto l’appello fatto dai legali del giocatore presso una corte esterna alla NFL, ma che giochi subito o no, la tranquillità e la concentrazione non saranno al 100%, c’è da scommetterci. Inoltre, Dallas ha perso molti, troppi titolari in difesa: i due cornerback Carr e Claiborne, le safety Church e Wilcox, i dt McClain e Free. Magari i nuovi faranno bene ugualmente, ma dubito che l’affiatamento funzioni da subito, come richiesto da un calendario impegnativo. Certo, in attacco ci sono Prescott e Bryant, due garanzie assolute, ma la difesa non sembra proprio il top.

NEW YORK GIANTS
A guardare l’attacco, fanno paura questi Giants. Si chiede un’ultimo fuoco d’artificio a Eli Manning, d’accordo, ma pochissime altre squadre possono vantare un tris di ricevitori come Beckham jr., Shepard e il nuovo arrivato (dai Jets) Bandon Marshall. Qualche perplessità la desta la linea offensiva, ma non si accettano scommesse sul fatto che New York produrrà punti in quantità. Sulla difesa ci saremmo aspettati qualche movimento di mercato in più, visto il netto calo con cui aveva finito la scorsa stagione, mentre i titolari sono sempre quelli. Molte delle ambizioni di questi Giants dipenderanno proprio dalla tenuta della difesa; se regge, possono anche vincere la division.

PHILADELPHIA EAGLES
Hanno una division durissima, ma questi Eagles potrebbero essere la sorpresa della stagione, almeno nella NFC. Il qb Carson Wentz è chiamato a una definitiva prova di maturità, ma per aiutarlo il front office dei Jets gli ha messo intorno un’orchestra davvero niente male: running back Darren Sproles, ricevitori Jeffrey Smith, Torrey Smith, Alshon Jeffery e Jordan Matthews, tigh end Zach Erts e una linea solida ed esperta. La difesa non ha grandi stelle, ma ha cambiato poco e potrebbe maturare bene. Hanno un calendario complicato, soprattutto in trasferta, ma potrebbero stupirci.

WASHINGTON REDSKINS
La telenovela di Kirk Cousin (resto-vado-resto ma solo per un altro anno) potrebbe non giovare allo spogliatoio dei Redskins, disperatamente a caccia di un leader dopo la grande illusione di RGIII e la partenza di due stelle come DeSean Jackson e Pierre Garçon. La squadra è di buona qualità, sia in attacco, dov’è arrivato Terrelle Pryor a ricevere, sia in difesa, dove è stato preso un perno importante come il linebacker Zach Brown da Buffalo. Il calendario, però, è tremendo, con sfide extra division contro Denver, Oakland, Chiefs e Seahawks. È davvero difficile agguantare una wild card.

NFC NORTH

CHICAGO BEARS
Difficile che questi Bears, con il modesto Glennon in regia, possano vincere più delle tre partite vinte lo scorso anno. La squadra è modesta in entrambe le fasi, la division ha dentro dei leoni più forti e il calendario non darà certo una mano a partire in fiducia, visto che le prime quattro giornate vedranno i Bears affrontare nell’ordine Atlanta, Tampa, Pittsburgh e Green Bay…

DETROIT LIONS
Lo scorso anno, dopo il ritiro di Calvin Johnson, in molti avevano previsto un’annata difficile per i Lions, che invece avevano colto i playoff. Ora la storia si ripete: un qb di talento, Matthew Stafford, protetto da un’ottima linea (preso Lang dai Packers) ma con poca qualità intorno, sia nelle corse che nei ricevitori. Saranno probabilmente in corsa fino alla fine per una wild card, ma è difficile che possano fare di più.

GREEN BAY PACKERS
È tutto sulle spalle di Aaron Rodgers, anche quest’anno, dalle parti del Wisconsin. Non che gli manchino le capacità, ci mancherebbe, ma per il titolo potrebbe non essere abbastanza, ancora una volta. La sua linea ha perso due pezzi pregiati come Lang e Tretter, ma si è aggiunto un formidabile tight end come Martellus Bennett, grande bloccatore e buone mani. I ricevitori sono sempre Nelson, Cobb e Montgomery, mentre la difesa, vero neo degli ultimi Packers, non è stata affatto migliorata. La vittoria della division sembra scontata, ma per vincere il Super Bowl servirà qualche exploit.

MINNESOTA VIKINGS
A mio parere, i migliori pretendenti alla wild card, da questa division, sono i Vikings. Lo scorso anno, dopo una partenza fulminante con 5 vittorie consecutive, avevano perso 8 delle ultime 11 partite, evidenziando su tutto una linea offensiva inadeguata. Ora sono arrivati due nuovi offensive tackle, Reiff e Remmers, e un signor running back, Latavius Murray da Oakland, a chiudere definitivamente l’era di Adrian Peterson. E al timone c’è sempre Sam Bradford, che non sarà il miglior qb della lega, ma il suo lavoro lo sa fare egregiamente ed è nel pieno della maturità. Il calendario è abbordabile, soprattutto all’inizio.

NFC SOUTH

ATLANTA FALCONS
Dopo una così drammatica e sconvolgente sconfitta come quella subita nell’ultimo Super Bowl, l’unica vera domanda sui Falcons è capire quante scorie di quella notte sono ancora rimaste nelle teste dei giocatori. Il calendario verrà incontro a Ryan e soci, con un inizio soft contro i Bears e, dopo i Packers al secondo turno, un trittico molto abbordabile come Detroit, Buffalo e Miami; e poi, alla settima giornata, l’attesissima rivincita contro New England. La squadra è praticamente la stessa, con la significativa aggiunta del defensive tackle Dontari Poe a rinvigorire i front seven difensivi. Quindi forte, fortissima, a patto che tutti abbiano cancellato l’ultimo Super Bowl…

CAROLINA PANTHERS
Dopo un 2016 disastroso, figlio dell’umiliazione subita dai Broncos due Super Bowl fa, i Panthers provano a tornare al posto che competerebbe loro per qualità complessiva e talento della sua stella assoluta, quel Cam Newton che ora sembra aver risolto i suoi problemi fisici. A Newton, Olsen e Kuechly, il front office ha aggiunto due pezzi pregiati come l’offensive tackle Kalil e il linebacker Julius Pepper, per provare a dare esperienza e forze fresche. Le prospettive, però, sono enigmatiche: i Panthers possono correre per il titolo così come affondare in un’altra stagione anonima. A loro la palla.

NEW ORLEANS SAINTS
Il calendario ha una partenza complicata (Vikings, Patriots e Carolina alle prime tre) ma il mercato è stato buono e molto attivo. Drew Brees è sempre al timone dell’attacco, che ha perso Cook ma ha preso una freccia come Ginn jr. e rinforzato la linea con la guardia Warford. Buona la difesa, dove si è data profondità al reparto dei linebackers. Manca sempre un grande running back, di quelli capaci di mettere le partite in freezer negli ultimi minuti, senza buttare via vantaggi epocali com’è successo troppo spesso a questi Saints, ultimamente. Saranno quindi capaci di andare oltre le 7 vittorie della scorsa stagione? Anche qui, vale l’enigma dei Panthers: da fortissimi a inconcludenti il passo è insospettabilmente breve.

TAMPA BAY BUCCANEERS
A Tampa si preparano a vivere l’atteso terzo capitolo dell’era Jameis Winston, talentuosissimo quarterback pronto a spiccare il volo verso il top della lega. Nel suo anno da rookie il suo record è stato di 6-10, poi 9-7… e ora? Il front office ha aggiunto uno splendido ricevitore come DeSean Jackson al suo pacchetto offensivo, per cui è lecito definire l’attacco di Tampa come esplosivo ed estremamente pericoloso. In difesa sono arrivati un paio di uomini d’esperienza, ma non è ovviamente lì il punto forte della squadra. I Bucs sembrano sul punto di uscire dal limbo delle sorprese e correre per la leadership della division.

NFC WEST

ARIZONA CARDINALS
È una squadra sempre pericolosa, specie in casa, ma l’impressione è che il front office stia aspettando l’addio di diversi veterani per sbloccare il salary cap e ricostruire la squadra. Carson Palmer, Larry Fitzgerald e David Johnson potrebbero essere all’ultima stagione; ce la metteranno tutta per chiudere alla grande, ma sono in calo già dallo scorso anno, inutile nascondersi dietro un dito. Il calendario, inoltre, non ha dato una mano, con diverse trasferte lunghe e due delle ultime tre fuori casa. Difficile che possano tornare ai playoff, ma hanno il vantaggio di una division che, eccezion fatta per Seattle, è davvero poca cosa.

LOS ANGELES RAMS
D’accordo che la difesa fa vincere le partite, ma qualche punto bisogna pur segnarlo sul tabellone. E questo sarà il maggior problema di questi Rams, affidati al giovane qb Jared Goff e ad un running back pieno di acciacchi come Todd Gurley. La difesa rimane piuttosto forte, ma i playoff sono un miraggio.

SEATTLE SEAHAWKS
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: Seattle è forte, è la favorita assoluta per la division e può arrivare fino al Super Bowl. Partendo da questi presupposti, ci preme però sottolineare alcune perplessità sul mercato, come l’arrivo Lacy da Green Bay e il mancato acquisto di uomini di linea offensiva per rinforzare un reparto sulla carta davvero debole e inesperto. La difesa è sempre dominante, Richard Sherman è ancora un seahawk e la “legion of boom” è salva, almeno per un altro anno.

SAN FRANCISCO 49ERS
Dopo due sole vittorie nella scorsa stagione, questo è l’anno zero per i nuovi 49ers. Nuovo coach, nuovo GM, tanti nuovi giocatori, tra addii dolorosi e qualche rancore (vedi la vicenda Kaepernick). Tra tante facce nuove, però, non c’è quella di un qb di qualità o, almeno, di sicura prospettiva; si è preferito puntare su un giocatore a fine carriera, Brian Hoyer, che non potrà garantire molto più che un’onesta condotta di gara. A ricevere sono arrivare le mani pregiate di Garçon da Washington, e alcuni nomi interessanti in difesa fanno ben sperare, ma arrivare a 4-5 vittorie sarebbe già un trionfo.

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Gianluca Puzzo

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