Luigi Rivolta

Classe 1982, napoletano, Luigi cresce portando con sé tutte le influenze dell’epoca: il Napoli di Maradona, i cartoni animati giapponesi, la musica di Pino Daniele, la saga di Star Wars. Il risultato è un fanatico del calcio e dello sport, appassionato di fumetti, cinema e serie tv, che appena può ascolta Nero a metà o Musicante. Da ragazzino gioca a basket e tennis, provando ad emulare i suoi grandi idoli Hakeem Olajuwon e Ivan Lendl. Ovviamente, gli esiti non sono quelli sperati. Ad imitare Eddie Irvine, altro suo grande idolo, fortunatamente non ci pensa mai.

Appesa la pergamena di laurea alla parete, comincia subito a scrivere di calcio, girando per tutti i campi di Napoli. “Visto che non sono un grande agonista, provo a raccontarlo, lo sport!”. Questa una delle sue massime di vita che usa per dissimulare una indiscutibile mancanza di atletismo che, però, non lo frena nel provare il baseball, sport del quale si innamora e che pratica per qualche anno.

Da due anni vive a Milano per amore e per lavoro, nonostante la terra natia sia sempre con lui. Critico, polemico e spigoloso, ha anche qualche lato positivo, che ancora deve essere scoperto del tutto.

Tifoso sfegatato del Napoli e degli Houston Rockets, nella sua vecchia camera ci sono ancora appesi i poster di Ritorno al Futuro, Blues Brothers e Ghostbusters, le foto degli amici, di Diego e di Schwoch, insieme agli autografi di Pelé e Carl Lewis. E lì rimarranno per sempre.

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