F1 ’18: i motori si riaccendono subito in Cina

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Dopo alcune ore dall’ultima bandiera a scacchi, l’attenzione è già rivolta al Gran Premio della Cina, dove nell’albo d’oro (in calendario dal 2004) spiccano le cinque vittorie di Hamilton, seguite dalle due ottenute da Alonso e Rosberg.
Negli ultimi quattro anni è sempre stato un pilota Mercedes a salire sul gradino più alto del podio.
L’anno scorso le prestazioni in qualifica rispecchiarono il risultato della gara, vinse Hamilton seguito da Vettel, preannunciando non solo un mondiale in equilibrio quantomeno tra due team come non succedeva da alcuni anni, ma anche la sicura ritrovata competitività della Ferrari.

Al week-end cinese, si arriva sulla scia di quanto accaduto in Bahrein, dove la Ferrari con una scommessa sulla strategia, ha vinto una gara che pareva scontata dopo i tempi del venerdì e del sabato.
Mai come quest’anno, le prestazioni in qualifica (tranne che nei circuiti cittadini) potranno essere capovolti in gara, sia per la scelta di strategie diverse che per altre variabili come ad esempio una safety car.
Sotto il profilo dell’affidabilità, Mercedes e Ferrari si presentano a Shanghai ad armi pari, se Hamilton ha dovuto sostituire il cambio, gli occhi sono puntati anche sulla monoposto di Vettel per il cambio della centralina prima delle qualifiche (il regolamento prevede la rotazione di sole due unità in tutta la stagione).
Intanto, la Ferrari non vinceva le prime due gare del campionato dal 2004.

Nel gruppo gli equilibri sembrano essere cambiati, di questo dovrà stare attenta anche la RedBull, designata inizialmente terza incomoda per il mondiale.
Il doppio ritiro è amarissimo, basti pensare che non accadeva da cinque anni e mezzo, nel Gran Premio d’Italia 2012. Per Verstappen e Ricciardo non è più tempo di proclami da podio, quanto piuttosto andare a punti con maggiore frequenza.
Cresce la fiducia in casa McLaren (terza al momento tra i costruttori), a punti per la seconda volta consecutiva con entrambi i piloti, mentre prosegue la regolare marcia della Renault.
Morale altissimo per la Toro-Rosso, capace di zittire gli addetti ai lavori con una super prestazioni di Gasly (premiato driver of the day) ai piedi del podio, specie in una pista di “motore” come quella del Bahrein.
È passata in secondo piano la notizia della sostituzione delle prime componenti della power-unit Honda, non si può campare sempre su aspetti negativi.
Ritrova il sorriso anche la Haas che dopo aver rimescolato i ruoli dei componenti al pit-stop, ha finalmente raccolto i primi punti dell’anno.
Grande entusiasmo in casa Alfa Romeo-Sauber, non solo per aver lasciato il fondo del gruppo ma per i primi punti raccolti col nono posto di Ericsson, oltre a nuovi margini di miglioramento con l’ingaggio di un esperto d’aerodinamica.
La Force India deve necessariamente ritrovare il passo se vuole confermare il quarto posto costruttori della passata stagione, mentre per la Williams l’obiettivo primario diventa il ritrovare un po’ di competitività, dopo aver concluso amaramente nelle ultime posizioni l’ultimo Gran Premio.

Semaforo verde allo Shanghai International Circuit, domenica 15 aprile alle ore 8;10 (18;30 locali).

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Andrea La Rosa

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