F1 ’19: non è un caso

F

Vittoria per Hamilton che nonostante un contatto iniziale, ed in virtù di una strategia differente, vanifica la prima fila della Ferrari (2°Vettel-4°Leclerc). Terzo Bottas.

Il caso ha sempre l’ultima parola sulle scelte e sulle forze in campo. Ma non si vincono casualmente sei titoli costruttori di seguito, idem per Hamilton ormai prossimo al sesto titolo personale. Non basta, ancora una volta, la settima pole in stagione di Leclerc, sesta consecutiva per una Ferrari, con Leclerc e Vettel autori di un’impeccabile partenza. In una gara focalizzata sulla gestione delle gomme, per preservarle col miglior ritmo nell’incertezza di effettuare una sosta più degli altri, hanno avuto ragione Hamilton e la Mercedes, in virtù di un ottimo passo gara ed un solo pit-stop, montando la gomma più dura al giro n.24 e cristallizzando poi le posizioni negli ultimi giri. Mercedes sontuosa anche considerando alcuni fattori, come il contatto iniziale di Hamilton con Verstappen che sembrava aver compromesso la gara, e l’incidente in qualifica di Bottas, che aveva costretto i meccanici a fare gli extra per sostituire le parti danneggiate. Amara la pole di Leclerc, con una strategia a due soste penalizzante ed uno stint con la gomma medium poco veloce, mentre Vettel, dopo aver ritardato la prima sosta mantenendo un ottimo passo pur gestendo le gomme, non è riuscito ad attaccare Hamilton nella fase finale nonostante gli pneumatici più freschi. Col senno di poi, sarebbe stato meglio non ritardare troppo la sosta, effettuandola in parallelo col prossimo sei volte campione del mondo. Alla RedBull non si sono di certo annoiati, con Verstappen dapprima penalizzato dalla pole di tre posizioni per non aver rallentato (leggerezza

dovuta all’adrenalina?) nel terzo settore dove si era verificato l’incidente di Bottas. Poi dicevamo del contatto in partenza con Hamilton, ed una foratura nel duello con Bottas che l’ha escluso dalle posizioni di vertice; ripartito dal fondo, ha rimontato fino alla sesta posizione. Bella e concreta la gara di Albon, a lungo terzo in classifica poi scalato dopo i pit-stop, infine quinto al traguardo. Risultato negativo per la McLaren, perché nonostante la quarta fila in qualifica, Sainz ha concluso tredicesimo mentre Norris si è ritirato; per il giovane britannico gara compromessa al pit-stop per una ruota mal fissata. Il quarto posto tra i Costruttori resta comunque al sicuro, perché la Renault ha pagato la squalifica dei piazzamenti del precedente Gran Premio del Giappone. Il motivo? Il sistema frenante non conforme e di aiuto alla guida, fatto notare dal reclamo della Racing Point. In pista il team francese ha limitato i danni (8° Ricciardo), ma deve guardarsi da Toro Rosso (9° Gasly) e Racing Point appaiate al quinto posto. Grande il tifo per il pilota Racing Point ed idolo di casa (346 mila spettatori per tutto il week-end) Sergio Perez, settimo al traguardo. Ancora un risultato negativo per l’Alfa Romeo, lontana in qualifica dalla top-ten, che in gara ha visto il ritiro di Raikkonen e la prestazione di Giovinazzi, purtroppo segnata da un errore al pit-stop nell’avvitamento della gomma posteriore destra, che gli ha fatto perdere molte posizioni. Lontana la Haas, partita dalla nona fila con Grosjean addirittura dietro la Williams di Russell. Ora rapido trasferimento verso Austin, il 3 novembre sarà già Gran Premio degli Stati Uniti d’America, terz’ultima prova del campionato.

Piloti

  1. Hamilton (Mercedes)_363 pt
  2. Bottas (Mercedes)_289 pt
  3. Leclerc (Ferrari)_236 pt
  4. Vettel (Ferrari)_230 pt
  5. Verstappen (Red Bull)_220
  6. Gasly* (Toro Rosso / Red Bull)_77 pt
  7. Sainz (McLaren)_76 pt
  8. Albon** (Red Bull / Toro Rosso)_74 pt
  9. Perez (Racing Point)_43 pt
  10. Ricciardo (Renault)_38 pt
  11. Hulkenberg (Renault)_35 pt
  12. Norris (McLaren)_35 pt
  13. Kvyat (Toro Rosso)_34 pt
  14. Raikkonen (Alfa Romeo)_31
  15. Stroll (Racing Point)_21 pt
  16. Magnussen (Haas)_20 pt
  17. Grosjean (Haas)_8 pt
  18. Giovinazzi (Alfa Romeo)_4 pt
  19. Kubica (Williams)_1 pt
  20. Russell (Williams)_0 pt

* (12 gp_63pt in RedBull)
** (12 gp_16pt in Toro Rosso)

Costruttori

  1. Mercedes_652 pt
  2. Ferrari_466 pt
  3. RedBull_341 pt
  4. McLaren_111 pt
  5. Renault_73 pt
  6. Toro Rosso_64 pt
  7. Racing Point_64 pt
  8. Alfa Romeo_35 pt
  9. Haas_28 pt
  10. Williams_1 pt

Autore

Andrea La Rosa

2 commenti

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  • Ciao Sebastiano,
    concordo il commento di cui ti ringrazio. Una nuova generazione di piloti è pronta in blocco a caratterizzare anche il prossimo, perchè oltre a Verstappen e Leclerc, c’è da considerare Albon che bene sta facendo in RedBull, Gasly in ripresa con la Toro Rosso, Sainz e Norris con margini di crescita da verificare secondo quanto saliranno le prestazioni della Mclaren, c’è Russell che, nonostante una Williams da fondo classifica, ha fatto intravedere importanti qualità. Tra questi aggiungerei Giovinazzi purtroppo sfortunato in qualche occasione che meriterebbe la conferma, ed Ocon nuovamente in pista nel 2020 con la Renault.

  • Campioni del mondo si diventa quando sei il miglior pilota, guidi la migliore macchina (lo ha detto Enzo Ferrari) e hai un pizzico di fortuna.
    Hamilton ha tutto questo e quindi merita tutti gli allori conquistati.
    La Ferrari ha degli ottimi piloti, sta migliorando la macchina ma la fortuna non è decisamente dalla sua. I quasi 4 secondi persi da Vettel nel doppiaggio prima del pit stop e i 3 secondi volatilizzati con il malfunzionamento della pistola avvitatrice (e una strategia meno conservativa) potevano regalare emozioni diverse ad un gran premio nel complesso divertente.
    Resta il piacere di vedere tre team che stanno livellando le prestazioni verso l’alto, con bravi piloti alla guida che sicuramente rivitalizzeranno la prossima stagione, sperando, da tifoso, colorandola di rosso.

Andrea La Rosa

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