F1 ’20: i giorni del Coronavirus

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Aggiornamento della difficile programmazione, tra rinvii, cancellazioni di Gp, modifiche al regolamento e notizie varie. Addetti ai lavori in prima fila contro per la pandemia.

Sono giorni frenetici per lo sport, alle prese con la riorganizzazione dei calendari, tentando di dare una programmazione poco prevedibile, argomento comunque seguito dagli sportivi come intrattenimento e distrazione alle quotidiane notizie sugli effetti del Coronavirus. La F1 dopo i rinvii dei Gp di Olanda, Spagna ed Azerbaijan, per la prima volta nella storia vede cancellato l’appuntamento di Montecarlo, in ultimo posticipato anche l’evento canadese, arrivederci (forse) il 28 giugno a Le Castellet, condizionale d’obbligo visti i numeri dei contagi e decessi da stato di guerra. Oggettivamente difficile pronosticare un inizio di campionato visto che, anche disputando gare senza pubblico, il circus tra meccanici, responsabili, commissari, giornalisti e vari addetti ai lavori conta centinaia di persone, numeri che contrastano con il buonsenso dell’attuale situazione oltre alle misure di ciascun governo. Il calendario tra annullamenti e rinvii presenta tredici gare delle ventidue inizialmente previste, aggiornando la statistica del campionato con l’inizio più ritardato, “primato” che resisteva dal 1951. Questa situazione, qualora il campionato dovesse iniziare, porterà delle modifiche al regolamento, innanzitutto nella diminuzione del numero di power-unit a disposizione (da tre a due?) viste le molte gare non disputate. È ufficiale lo slittamento al 2022 del nuovo regolamento tecnico e sportivo che sarebbe dovuto entrare il vigore dalla prossima stagione, di conseguenza è stato vietato ai team di sviluppare le soluzioni aerodinamiche di quelle monoposto. Effetti che stravolgeranno i programmi incluso il mercato, visto che tranne Verstappen (RedBull) e Leclerc (Ferrari), tutti i big sono in scadenza di contratto per la programmazione dei team di attendere le risposte dai primi Gp. Nonostante questo rinvio, la McLaren ha confermato che dal prossimo anno monterà le power-unit della Mercedes, accordo inizialmente legato alla rivoluzione tecnica sopra citata, motivo che costringerà il team ad un extra

lavoro per adattare il proprio telaio alla motorizzazione della casa tedesca. Sempre dalla prossima stagione, ritornerà il team Aston Martin (oggi sponsor in RedBull) che assorbirà le strutture dell’attuale Racing Point.
Intanto di riflesso sono inevitabili anche le conseguenze economiche, è il caso di Mclaren, Williams e Racing Point che hanno sospeso una parte dei dipendenti tagliando gli stipendi anche ai piloti. Per i tifosi ed appassionati in astinenza, sul canale social della F1 sono state trasmesse le repliche dei più entusiasmanti Gp dei tempi recenti, mentre giorni addietro grazie ai potenti mezzi tecnologici, si è disputata una gara virtuale sul tracciato di Melbourne cui hanno partecipato molti piloti titolari, tra questi Leclerc vincitore alla bandiera a scacchi, di conseguenza come prova di normalità, la Ferrari ha festeggiato esponendo la bandiera col cavallino accanto a quella tricolore, all’ingresso della sede di Maranello. Nell’ultimo periodo le fabbriche dei team sono rimaste chiuse, dopo che i vertici della F1 hanno deciso di anticipare le ferie estive, nel tentativo di inserire delle gare nel periodo tra Luglio ed Agosto. Ma nessuno è rimasto fermo, perché i sette team con sede nel Regno Unito sono protagonisti del “Progetto Pit-Lane”, impegnate nella produzione e fornitura di dispositivi respiratori, con l’obiettivo di unire le forze sfruttando le competenze e l’estrema tecnologia, per lavorare ai dispositivi medici, aumentare la produzione dei progetti di respirazione e sperimentare nuove soluzioni. Tra queste la Mercedes ha convertito le macchine impegnate nella produzione in pistoni e turbocompressori, in apparecchi respiratori di sua produzione. In casa Ferrari i vertici aziendali insieme ad altre aziende in orbita, hanno sostenuto un importante donazione acquistando ventilatori, apparecchiature mediche varie e prodotti sanitari, contribuendo ad assistere l’enorme richiesta di produzioni di ventilatori polmonari, oltre alla disponibilità della fabbrica per aiuti utili a fronteggiare la pandemia.

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Andrea La Rosa

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