F1 ’20: Soči… di Kimi

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Oltre al risultato della gara, in Russia il pilota Alfa Romeo Kimi Raikkonen ha eguagliato il record di Gp disputati; inoltre, torna Stefano Domenicali nel prestigioso ruolo di amministratore della F1.

Kimi Raikkonen, 41 anni il prossimo 17 ottobre.

Il personaggio del trascorso Gran Premio della Russia, non può che essere Kimi Raikkonen, giunto al traguardo delle 322 presenze, eguagliando il primato di Rubens Barrichello che resisteva dal Gp del Brasile 2011. Una lunghissima militanza che dimostra le capacità del quasi 41enne pilota finlandese.
Una carriera lunghissima, iniziata alla Sauber (2001) e proseguita in McLaren (2002-2006), poi Ferrari (2007-2009), Lotus (2012-2013), ancora Ferrari (2014-2018) e Alfa Romeo (2019-?); vanta un titolo iridato (2007), 21 vittorie, 103 podi, 18 pole position e 46 giri veloci. Da qui ai prossimi appuntamenti Raikkonen incrementerà il proprio record sicuramente lusinghiero, considerato che in pochi avrebbero creduto anche ad un suo rientro quando, nel 2009, decise di ritirarsi passando al campionato rally.
Record e traguardi vanno contestualizzati secondo il periodo e la stagione, visto che nel corso degli anni sono cambiati più volte il sistema di punteggio e il numero di Gran Premi corsi.
Ad ogni modo, un doveroso omaggio ad un personaggio dal carattere introverso (non a caso soprannominato Ice Man) dentro un mondo pieno di apparenza, amato ed apprezzato dai tifosi, con originali risposte ai giornalisti oltre che nei team radio.
Gli episodi sono tanti, il più spontaneo è probabilmente quello del Gp di Abu Dhabi 2012 dove tornò alla vittoria, quando al box Lotus che lo aggiornava continuamente sul vantaggio comunica: “Leave me alone, I know what I’m doing” (Lasciami in pace, so cosa sto facendo). Ad una successiva richiesta di mantenere alta la temperatura delle gomme: “Yes yes yes, I’m doing that all the time, you don’t have to remind me every 10 seconds” (Sì sì sì, lo sto facendo in continuazione, non c’è bisogno che me lo ricordi ogni 10 secondi).
Oppure in occasione del ritorno alla vittoria (l’ultima con la Ferrari) nel 2018, quando gli venne chiesto come fosse il sapore dello champagne nel ritrovare la vittoria, rispose che aveva lo stesso gusto di quello consegnato al secondo o terzo classificato.
Schietto il team radio nelle libere di Montecarlo 2019, quando ritrovandosi all’improvviso davanti una Racing Point Raikkonen disse al box: “Cosa ci fa qui la Force India o come c… si chiama ora?”
In ultimo quello divertente a Monza, a seguito della bandiera rossa innescata dall’incidente di Leclerc, quando il suo ingegnere gli dice: “Il piano prevede 10 minuti di attesa prima del restart, per cui se vuoi restare in auto rimani, altrimenti se preferisci scendere, fallo pure”. La risposta: “Ok, ma dove sono le termocoperte? Sono consentite? Sì? E allora mettetele. Basta dirlo, dovete farlo! Cercatele e infilatele”.
Sono tanti gli episodi, che sottolineano il carattere dell’attuale pilota Alfa Romeo, ultimo campione del mondo Ferrari; chissà se al termine dell’attuale campionato il suo contratto sarà prolungato anche nella circostanza di una promozione di Mick Schumacher, in testa al campionato F2.
Che sia il suo prossimo socio?
Lo sapremo nelle prossime settimane, in quello che potrebbe essere un colpo di romanticismo come quel podio di Monza 2006, quando da lì a poco Schumacher annunciò il proprio ritiro, sostituito proprio da Raikkonen che l’anno successivo vinse il campionato piloti.
I due si sono già incrociati a Monza ’18, quando Mick gli consegnò il premio della pole con foto di rito.

Novità ai vertici della F1, con Stefano Domenicali che dalla prossima stagione prenderà il posto di Chase Carey. Una vita in Ferrari iniziata nel lontano 1991 fino al ruolo di Team Principal nel 2008 al posto di Jean Todt, poi le dimissioni nel 2014 all’alba delle attuali power-unit con una monoposto sotto le aspettative (non avevamo ancora visto il 2020), poi l’ingresso in Audi ed il successivo ruolo di amministratore delegato della Lamborghini fino al ruolo di prestigio in F1, accolto con unanimi commenti positivi.
Ma veniamo al Gran Premio di Russia: è stato intenso, con il lungo rettilineo che dopo il semaforo verde ha dato la possibilità di sorpassi, poi gli incidenti di Stroll (contatto gomma di Leclerc) e Sainz (sul muro in una via di fuga) hanno di conseguenza introdotto la safety-car. È stata soprattutto la penalità di Hamilton a segnare la gara, punito con dieci secondi per l’errata posizione nel provare la partenza nel giro di formazione all’uscita del box verso la griglia di partenza; ne ha approfittato Bottas tornando alla vittoria. Torna sul podio la RedBull di Verstappen dopo i due precedenti ritiri, risultato massimo possibile davanti a queste Mercedes; fuori dalla zona punti Albon, penalizzato in partenza di cinque posizioni per la sostituzione del cambio. Ha faticato tantissimo la McLaren che vede avvicinarsi la Racing Point in virtù del quarto posto di Perez, bravo a prendersi la rivincita interna dopo lo sconcerto manifestato durante la conferenza stampa del giovedì, visibilmente deluso per non disporre degli aggiornamenti invece presenti sulla monoposto di Stroll (pilota figlio del fondatore), dopo l’ufficialità che dal prossimo anno sarà sostituito da Vettel.
La risposta del pilota messicano è arrivata in qualifica con l’ottima terza fila poi il risultato in gara, Stroll indietro sulla griglia e ritirato dopo poche curve dopo un contatto con la gomma di Leclerc.
Passo avanti enorme della Renault, che in gara ha sfruttato pienamente la possibilità delle uscite anzitempo di un alfiere sia McLaren che Racing Point, per una lotta serrata alla terza posizione racchiusa in appena sette punti.
Alla Ferrari sono arrivati degli aggiornamenti che hanno riguardato la paratia dell’ala posteriore e quella anteriore.
Che l’obiettivo di entrare in qualifica nella top-ten sia diventato quasi come una pole, è tutto nella Q2 dei ferraristi, con Vettel sulle barriere danneggiando molto la monoposto (bandiera rossa) e Leclerc visibilmente furioso per una gestione non proprio perfetta dal box nell’ultimo giro di lancio, viste le tante macchine impegnate nelle qualificazioni in extremis dopo il temporaneo stop. In gara è stata una prova orgogliosa quella di Leclerc, bravo a gestire la gomma nel primo stint, con Vettel lento che ha “tappato” le Renault già con gomme nuove. Le rosse sono attualmente sesta forza della griglia.
Continua la striscia positiva dell’Alpha Tauri fin qui sempre a punti con almeno un pilota, che crede nel sesto posto, con entrambe le monoposto in top-ten.
L’Alfa Romeo si piazza ai margini della zona punti con Giovinazzi (14°Raikkonen), mentre alla Haas non è bastata la straordinaria partenza di entrambi i piloti addirittura in zona punti dopo il caos iniziale, perché successivamente sono emersi gli effettivi valori; nelle retrovie la Williams con Latifi che conclude davanti a Russell. Prossimo appuntamento l’11 ottobre al Nurburgring, sede del Gran Premio d’Eifel.

Classifica Piloti

1.Hamilton (Mercedes) 205pt
2.Bottas (Mercedes) 161pt
3.Verstappen (RedBull) 128pt
4.Norris (McLaren) 65pt
5.Albon (RedBull) 64pt
6.Ricciardo (Renault) 63pt
7.Leclerc (Ferrari) 57pt
8.Stroll (Racing Point) 57pt
9.Perez (Racing Point) 56pt*
10.Gasly (Alpha Tauri) 45pt
11.Sainz (McLaren) 41pt
12.Ocon (Renault) 36p
13.Vettel (Ferrari) 17pt
14.Kvyat (Alpha Tauri) 14pt
15.Hulkenberg (R. Point) 6pt**
16.Raikkonen (Alfa Romeo) 2pt
17.Giovinazzi (Alfa Romeo) 2pt
18.Magnussen (Haas) 1pt
19.Latifi (Williams) 0pt
20.Russell (Williams) 0pt
21.Grosjean (Haas) 0pt

* 8 Gp disputati
** 2 Gp disputati

Classifica Costruttori

1.Mercedes 366pt
2.RedBull 192pt
3.McLaren 106pt
4.Racing Point 104pt*
5.Renault 99pt
6.Ferrari 74pt
7.Alpha Tauri 59pt
8.Alfa Romeo 4pt
9.Haas 1pt
10.Williams 0pt

* 15pt di penalità

Autore

Andrea La Rosa

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