F1 ’20: Thank you Monza

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L’evento di Monza seppur a porte chiuse, rilancia l’immagine di un territorio durante colpito dalla pandemia. La famiglia Williams saluta la F1 e la Renault nel 2021 cambierà la sua denominazione; in pista finalmente una gara divertente.

Il casco speciale indossato da Giovinazzi (@Anto_Giovinazzi)

Monza c’è l’ha fatta ed un giorno potrà raccontarlo.
L’autodromo brianzolo (il secondo europeo più datato dopo l’ex di Brooklands), oggi ultimo tempio della velocità nonostante le modifiche, gli ammodernamenti e le tragedie, come quelle di Materassi e ventisette spettatori (1928), Giuseppe Campari, Mario Umberto Borzacchini e Czaykowski (1933), Alberto Ascari (1955), Wolfgang von Trips e quindici spettatori (1961), Jochen Rindt (1970) e Ronnie Peterson (1978), rilancia l’immagine e la voglia alla normalità di un territorio tra i più colpiti dall’emergenza della pandemia.
In primavera pochi avrebbero scommesso sulla disputa del Gp, oggi alle leggendarie vicende si aggiunge l’edizione 2020, pur senza il tradizionale calore degli appassionati.
Ad evidenziare l’orgoglio italiano ci ha pensato Antonio Giovinazzi dal suo profilo twitter: “Se la conosci non puoi non innamorartene. Se le sei distante ti manca. Se ci sei nato non puoi farne a meno. Viva l’Italia. L’Italia tutta intera”.
Il pilota dell’Alfa Romeo ha indossato per l’occasione un casco disegnato, lo stesso ha fatto Lando Norris, sempre più beniamino dei tifosi, virando su temi culinari come la pizza.
In questo strano ed unico (per certi versi) Gran Premio, si sono aggiunti due saluti.
Il primo è quello della famiglia Williams, che dopo 43 anni lascia definitivamente la F1 dopo la recente vendita dell’omonima scuderia a Dorilton Capital; aggiungiamo quello (silenzioso) di Sebastian Vettel ai suoi tifosi, arrivato quasi ad aprire una nuova era come quella vissuta ad inizio millennio, purtroppo un commiato con molti rimpianti, anche quando la monoposto gli ha permesso di stare davanti.
Novità anche in casa Renault, che dal 2021 cambierà la denominazione in Alpine F1 Team, operazione interna che ha l’obiettivo di rilanciare il nome del marchio; inevitabilmente cambierà l’attuale colorazione della livrea.
In pista un Gran Premio che (come i precedenti) sembrava scontato, è diventato pazzo grazie alla safety-car innescata dal ritiro di Magnussen in prossimità della pit-lane successivamente chiusa ma non vista da Hamilton (o per mancanza di comunicazione dal suo team) che ha causato la penalità dello stop/go di dieci secondi; nel mezzo, l’incidente di Leclerc con bandiera rossa.
Del piazzamento nelle retrovie di Hamilton non ne hanno approfittato Verstappen (ritirato) e Bottas, in difficoltà probabilmente per le novità sui settaggi delle power-unit.
Per la RedBull un Gp da dimenticare, con Albon fuori dalla zona punti.
È stata la gara degli altri: abbiamo visti dei giri storici che possono cambiare la carriera di un pilota,

per una volta bene così, soprattutto in un campionato talmente scontato, con Gasly che torna a far suonare l’inno francese come non accadeva dal 1996, quando (in un’altra gara folle) Panis trionfò a Montecarlo.
Per la McLaren una gara super, già in qualifica era evidente la prestazione con Sainz in seconda fila e Norris in terza. La bandiera rossa verosimilmente è costata la vittoria al pilota spagnolo (sarebbe bastato anche qualche giro in più), ma intanto il team si stabilizza al terzo posto nella classifica costruttori, segno di una progressiva e costante crescita negli ultimi anni.
Finalmente sul podio la Racing Point col terzo posto di Stroll (il secondo in carriera dopo Baku ’17), mentre la Renault oltre alla soddisfazione della posizione di Sainz (power-unit transalpina sulla McLaren), porta in classifica molti punti puntando al quinto posto.
Che dire della Ferrari.
E’ ormai chiara l’origine dei problemi della monoposto, evoluzione della passata stagione studiata per trovare più carico aerodinamico ma dotata di una fortissima power-unit. Le successive direttive tecniche sulle motorizzazioni, quando ormai la monoposto era assemblata hanno declassato una macchina con alta resistenza e poca potenza, da qui il problema dove la pandemia non ha certo aiutato, fermando gli sviluppi ed il lavoro.
A indicare l’attuale distanza sono gli impietosi numeri nella differenza di km/h.
Frustrante la qualifica di Vettel, partito diciassettesimo ed escluso in Q1 anche per il grande traffico creatosi per il gioco delle scie. Leclerc non poteva fare meglio del tredicesimo tempo, aggiornando in negativo le statistiche al Gran Premio d’Italia.
Peggio è andata la gara, con Vettel ritirato dopo pochi giri e Leclerc sulle barriere della Parabolica, nell’amarezza che in quel momento si trovava in piena zona punti nonostante una monoposto inferiore, forse ingolosito della situazione ha chiesto troppo alla SF1000.
In questo momento particolarmente difficile, nel luogo più sentito dai tifosi italiani un sorriso arriva dalla F2 con la vittoria in Gara1 di Mick Schumacher (in piena lotta per il titolo), quattordici anni dopo l’ultima vittoria del papà con la Ferrari.
Una situazione sportivamente drammatica, ma l’inno italiano sul podio è suonato grazie all’Alpha Tauri (sede a Faenza) che clamorosamente vede vicino il sesto posto costruttori attualmente della Ferrari.
La Williams è andata vicina alla top-ten con l’undicesimo posto di Latifi, mentre in Alfa Romeo si è provato di sfruttare la pazza situazione, ma purtroppo Giovinazzi (stop/go idem Hamilton) e Raikkonen (arretramento per sorpassi) hanno concluso fuori dalla top-ten.
Nessun punto per la Haas con Grosjean che termina dodicesimo.

Classifica Piloti

1. Hamilton (Mercedes) 164pt
2.Bottas (Mercedes) 117pt
3.Verstappen (RedBull) 110pt
4.Stroll (Racing Point) 57pt
5.Norris (McLaren) 57pt
6.Albon (RedBull) 48pt
7.Leclerc (Ferrari) 45pt
8.Gasly (Alpha Tauri) 43pt
9.Sainz (McLaren) 41pt
10.Ricciardo (Renault) 41pt
11.Perez (Racing Point) 34pt*
12.Ocon (Renault) 30p
13.Vettel (Ferrari) 16pt
14.Hulkenberg (R. Point) 6pt**
15.Kvyat (Alpha Tauri) 4pt
16.Giovinazzi (Alfa Romeo) 2pt
17.Magnussen (Haas) 1pt
18.Raikkonen (Alfa Romeo) 0pt
19.Latifi (Williams) 0pt
20.Russell (Williams) 0pt
21.Grosjean (Haas) 0pt

* 6 Gp disputati
** 2 Gp disputati

Classifica Costruttori

1.Mercedes 281pt
2.RedBull 158pt
3.McLaren 98pt
4.Racing Point 82pt*
5.Renault 71pt
6.Ferrari 61pt
7.Alpha Tauri 47pt
8.Alfa Romeo 2pt
9.Haas 1pt
10.Williams 0pt

* 15pt di penalità

Autore

Andrea La Rosa

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Andrea La Rosa

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