F1 2017: un discorso per due

Dopo aver superato un terzo del campionato, i valori mostrati in pista hanno rispecchiato quelli intravisti fin dai primi test invernali. Una cosa è certa: la Mercedes è tornata a preoccuparsi seriamente delle prestazioni di un altro team che, dopo parecchi anni, esclude la lotta al titolo da un discorso strettamente legato ai propri piloti. Merito di una Ferrari rigenerata e finalmente competitiva, capace di sfruttare al meglio i regolamenti che hanno permesso alle monoposto di abbassare i precedenti limiti. Le tre vittorie fin qui ottenute da Vettel non sono mai venute per un caso o per errori altrui, quanto invece per la superiorità del binomio pilota-vettura. A questo punto è lecito guardare al traguardo più importante, ma ripensando alle ultime annate amare, non bisognerà accontentarsi e guardare a una gara per volta, sviluppando la macchina e pensando all’affidabilità, le cui attuali regole (penalità in griglia nel caso di unità sostituite in numero superiore a quelle consentite) possono decidere in partenza le gare. Per il titolo piloti e costruttori sarà un discorso per due. La coppia Vettel ed Hamilton (il tedesco attualmente in vantaggio di 12 punti) tiene a distanza Bottas e Raikkonen, rispettivamente distanti 26 e 56 punti dal britannico.

Gli altri? La terza macchina in griglia è attualmente la RedBull, che purtroppo non riesce a sfruttare il talento di Verstappen e il cinismo di Ricciardo. Ottima conferma per le Force India che potrebbero ambire al podio in qualche circostanza. Buono il campionato della Toro Rosso, attualmente al quinto posto seguita da Williams, Renault (già +10 punti rispetto al totale del precedente campionato) e Haas. Importanti i punti ottenuti dalla Sauber, che potrebbero essere essenziali a fine campionato per garantire vitali premi economici. La stessa scuderia elvetica ha già ufficializzato che dal prossimo anno monterà le power-unit Honda. A proposito, per gli sportivi dell’automobilismo tifosi (e non) della Mclaren, è difficile poter accettare le difficoltà del team anglo-sassone ancora senza punti. Come sarebbero bello, ancora per qualche anno, vedere un pilota come Fernando Alonso (36 anni a luglio) poter battagliare per le prime posizioni…

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