F1 ’22: bentornata Ferrari!

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La Ferrari domina nella notte del Bahrain. È iniziato come nel più bello dei sogni il campionato 2022: pole, giro veloce e vittoria di Leclerc insieme al secondo posto di Sainz. Disastro Red Bull che nell’ultima fase di gara aveva provato a scompaginare di strategia, Mercedes sul podio ma in difficoltà. Rinascita per Alfa Romeo e Haas.

La nuova era della Formula 1 è cominciata con un diverso equilibrio al vertice, lungamente sperato per i ferraristi che da molto tempo vedevano vincere o comunque lottare per la vittoria sempre gli altri.
La prima gara ha messo a nudo il potenziale di tutte le monoposto, finalmente si sono scoperte le carte che erano state nascoste nelle presentazioni e durante i test, ma da qui in avanti conterà il punto di incontro tra progetto iniziale e mirati aggiornamenti, secondo il vincolo del budget cap che ogni team non potrà sforare.
Nuove regole e diverse dinamiche, come il libero utilizzo di gomma rispetto alla mescola con la quale si è ottenuto il miglior giro in qualifica.
Un campionato che si preannuncia divertente e ricco di imprevisti, dove il comportamento delle vetture e le precise gerarchie saranno più chiare solo nelle prossime gare quando si correrà in circuiti di diverse caratteristiche.
In casa Ferrari ha pagato l’enorme lavoro profuso nei precedenti lunghi mesi, obiettivo 2022 che era stato fissato già nella disgraziata stagione di due anni addietro. Ci si dichiara come outsider, ma è stato emozionante rivedere finalmente una rossa partire dalla pole position, come non accadeva dal 2007 e, per scaramanzia, meglio non ricordare l’esito di quel campionato.
Al semaforo verde è stato freddissimo Leclerc, bravo a mantenere la prima posizione su Verstappen con la Ferrari che pure con Sainz ha ottenuto la partenza che voleva, poi una primissima parte di gara con tanta azione dietro ai primi, compreso il sorpasso di Perez su Hamilton, e in generale la possibilità con queste nuove macchine di rimanere vicini anche nella percorrenza delle curve a media velocità senza le turbolenze per chi segue.
Pit-stop anticipato di Hamilton al giro n.12, box Verstappen e Sainz tre giri dopo, Leclerc in quello successivo in un momento tiratissimo perché al rientro i due si sono ritrovano attaccati, Verstappen avvantaggiato con la gomma più calda fino al corpo a corpo, Leclerc ancora forte in tre sorpassi e controsorpassi consecutivi in altrettanti giri.
Analogo duello riproposto dopo il secondo pit-stop nel giro n.32, Leclerc con più margine rispetto all’inizio anche grazie alla rapidità dei meccanici.
Ultima mossa Verstappen al giro n.44 con la terza sosta, resta in pista Leclerc, box anche per Sainz che tiene la posizione su Perez, ma il ritiro di Gasly ha provocato la safety-car con l’azzeramento dei distacchi, obbligando a quel punto la sosta di Leclerc per restare davanti.
Giri successivi allineati fino alla ripartenza al giro n.51 per gli ultimi sei giri con Leclerc a tenere la testa, più aggressivo Sainz su Verstappen fino al sorpasso compiuto al giro n.54 e l’incredibile colpo di scena del campione del mondo rientrare lentamente ai box.
All’ultimo giro problemi anche per Perez, così Hamilton è salito sul podio, quarta l’altra Mercedes di Russell.

È tornato a sventolare il tricolore italiano sotto il podio, una prestazione impressionante con qualunque mescola utilizzata, è stata la monoposto più veloce in gara.
Una stagione lunga, lunghissima, ma iniziata così.
Incredibile epilogo della Red Bull, estrema nel

progetto ma come tutti gli inizi di una nuova era, bisogna fare i conti con l’affidabilità, uno zero in casella costruttori molto duro.
Bicchiere mezzo pieno per la Mercedes sul podio, obiettivo raggiunto per il doppio ritiro delle Red Bull.
Tra i temi di queste prime battute di stagione, c’è stata quella dell’inedita versione della W13 insieme al successivo parere positivo circa la legalità degli specchietti, relativamente alla posizione oltre che alla funzione o meno aerodinamica. Una zona grigia del regolamento che tuttavia, potrebbe rivelarsi un principio dove altre squadre potrebbero appellarsi o comunque seguire nei prossimi sviluppi.
Tranne che non si decida, come nel caso del DAS (dispositivo tramite il volante tale d’agire sulla convergenza delle gomme) possa essere bandito.
Intanto resta il fatto di una macchina al momento troppo complicata, e probabilmente eccessivamente aggiornata tra Montmelò e Bahrain; le riprese dalla camera car mostrano che il fenomeno del porposing (saltellamento raggiunte le alte velocità) è tutt’altro che risolto, provocando criticità quando bisogna agire sul punto di frenata.
Un progetto talmente estremo che potrebbe rivelarsi utile più avanti, oppure fallimentare.
Al quinto posto la Haas, che compie un enorme passo in avanti già visto in qualifica, dentro le prime dieci macchine come non accadeva dal Gp d’Australia 2018, a testimonianza di quanto sia forte il supporto della motorizzazione Ferrari.
Una grande dose di ottimismo che fa dimenticare le tante problematiche delle ultime settimane, relative all’addio con lo sponsor russo e parallelamente anche col pilota Mazepin, rimpiazzato da Magnussen calatosi nell’abitacolo come se non fosse mai andato via dalla squadra, senza dimenticare anche il ritardo col quale è arrivato il materiale della squadra in prossimità dei test.
Fantastico anche il risultato dell’Alfa Romeo (altra motorizzata Ferrari), con Bottas partito addirittura in terza fila accanto Hamilton, poi sesto al traguardo insieme all’esordiente Zhou che ha concluso decimo.
Soddisfazione anche per l’Alpine che conferma al momento, la gerarchia della passata stagione col settimo posto di Ocon e il nono di Alonso, come l’Alpha Tauri nona con Tsnuoda.
Ma in una griglia di partenza che vede schierati dieci team, per chi avanza c’è chi indietreggia.
Se da una parte si ride, guardando con ottimismo alle prossime gare o comunque constatando un ritardo colmabile, dall’altra sono lunghi i volti per coloro i quali pensavano ad una situazione decisamente migliore.
Tante difficoltà ha riscontrato la McLaren che insieme alla Williams, hanno tra l’altro già rotto il primo coprifuoco, ovvero l’attività di lavorazione nella monoposto oltre l’orario consentito, dove il regolamento consente un numero di volte limitato nell’intero campionato.
Come pure l’Aston Martin che ha dovuto fronteggiare l’assenza di Vettel positivo al Covid sostitituito da Hulkenberg.
Il campionato è appena iniziato, ma promette già scintille.
Prossimo appuntamento tra pochi giorni a Jedda, sede del Gran Premio di Arabia Saudita.

Classifica Piloti

1. Leclerc (Ferrari) 26pt
2. Sainz (Ferrari) 18pt
3. Hamilton (Mercedes) 15pt
4. Russell (Mercedes) 12pt
5. Magnussen (Haas) 10pt
6. Bottas (Alfa Romeo) 8pt
7. Ocon (Alpine) 6pt
8. Tsunoda (Alpha Tauri) 4pt
9. Alonso (Alpine) 2pt
10. Zhou (Alfa Romeo) 1pt



Classifica Costruttori

1. Ferrari 44pt
2. Mercedes 27pt
3. Haas 10pt
4. Alfa Romeo 9pt
5. Alpine 8pt
6. Alpha Tauri 4pt





Autore

Andrea La Rosa

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