F1 ’22: budget story

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Nonostante l’esito della gara sempre in bilico, il weekend di Singapore sarà ricordato per la brutta vicenda riguardante gli indizi di superamento del budget cap da parte di alcune squadre. L’eventuale accertamento delle infrazioni potrebbe inevitabilmente caratterizzare l’immediato futuro della Formula 1: battaglia finanziaria ma anche politica. Ancora una volta da rivedere le tempistiche dei commissari per una sanzione (quella su Perez) che andava decisa in breve tempo.

Partenza del Gran Premio di Singapore

È stata una lunga pausa quella tra Monza e Singapore, dettata dal vuoto lasciato in calendario in seguito alla decisione di non sostituire il Gran Premio di Russia, cancellato per gli evidenti motivi geo-politici; ma se qualcuno ha sofferto la mancanza di gare, può rasserenarsi per l’ufficialità della stagione 2023 che presenterà ben ventiquattro Gran Premi con ben sei gare sprint, il più lungo mondiale di sempre.
Confermate le due sedi italiane, Imola e Monza, ci sarà la new-entry Las Vegas, il ritorno in Qatar e Cina, prolungato il contratto di Montecarlo fino 2025, tutti argomenti che approfondiremo più avanti.

Addentrandoci nelle tematiche che hanno contraddistinto il recente Gran Premio, resta poco comprensibile la gestione della tanto discussa direttiva anti-porpoising introdotta a campionato in corso, ufficialmente per evitare l’eccessivo sobbalzo delle macchine (sicurezza).
Infatti proprio a Singapore è stata ancora rivista nei valori in considerazione dei dossi, buche e cordoli sul circuito cittadino, il cui passaggio avrebbe portato a rilevazioni alterate dovute alla registrazione dei salti, argomento che speriamo possa avere definitiva chiarezza nella prossima stagione.
Tuttavia, al clima già umido si è aggiunta la rovente indiscrezione secondo cui la FIA avrebbe messo sotto indagine Red Bull e Aston Martin per non aver rispettato i vincoli di spesa del budget cap. Nei prossimi giorni sempre la Federazione, dovrebbe rendere pubbliche le spese effettuate dalle dieci squadre nel 2021, dove la questione diventerebbe spinosa qualora l’extra sia più o meno il 5%, perché al di sotto comporterebbe una sanzione economica, più dura in caso di superamento della stessa soglia, in uno scenario non chiaro in termini di eventuale detrazione retroattiva di punti o riguardante il campionato in corso, come ancora la possibilità di vincoli più stringenti sui futuri sviluppi dell’eventuale team sanzionato.
Certamente le polemiche sono tantissime, basti ricordare l’anno scorso la vittoria di Verstappen con i veleni di Abu Dhabi circa la gestione della safety-car e ripartenza dell’ultimo giro costata il posto di lavoro all’ex direttore di gara Michael Masi, oltre alla capacità della stessa Red Bull (bontà loro) pochi mesi dopo, nonostante un radicale cambio regolamentare, di disporre di una macchina (l’attuale) immediatamente competitiva, rispetto alla Mercedes arrivata in ritardo probabilmente dopo quella lotta serrata.
Fino ai giorni nostri, con lo sviluppo Red Bull e le voci di un telaio alleggerito (spesa extra) messo da parte anche per l’enorme vantaggio in entrambe le classifiche.
Dure ma col temperamento da leader, sono state le parole di Toto Wolf che in questi anni con spalle larghe, ha preso onori e sopportato oneri della Mercedes: “Non si tratta solo del 2021, ma anche del 2022 e del 2023. Si parla di un milione di dollari, e fanno la differenza tra vincere e perdere. Abbiamo fiducia nella trasparenza e nella leadership della FIA, ma dobbiamo capire cosa sia successo. Il budget cap è importante perché mette tutti sullo stesso piano. Mohammed era chiaro e duro, vediamo cosa è successo, ma siamo preoccupati nel vedere i risultati. È un segreto non bello, siamo molto preoccupati. Se ci sono zone grigie nel regolamento? Le zone grigie sono piccole, non da milioni di dollari. La FIA ha un gruppo di accounters competente. Noi sappiamo che loro sapevano, vediamo. Se questo sforamento venisse confermato? Se noi e Ferrari avessimo saputo di poter spendere cinque milioni in più senza una penalità grande lo avremmo fatto. Ora vediamo la leadership della FIA e quali saranno le conseguenze. È importante per tutto il campionato sapere che tutti siamo uguali: abbiamo regole sportive, tecniche e finanziarie. Cosa dire ai tifosi? Noi sappiamo che c’è anche il problema del 2022. Se loro ripetono la strategia, è una cosa importante anche per questo anno e per il futuro, perché avrebbero già fatto lo sviluppo.“
Sulla stessa scia la Ferrari, per voce del suo direttore sportivo Laurent Mekies: “Riteniamo questa situazione molto grave, ci aspettiamo una gestione esemplare dalla FIA. Ci fidiamo al 100% della Federazione visto che ha preso una posizione forte negli ultimi mesi. Ci aspettiamo severità e trasparenza per poter gareggiare tutti con le stesse regole. Le implicazioni sono gigantesche. L’importante è stabilire lo sforamento, poi confermiamo che queste sono le regole uguali per tutti. Poi bisognerà capire che implicazioni ha avuto nel 2021, 2022 e anche nel 2023. La cosa su cui ci aspettiamo massima severità è proprio quello di valutare se il budget cap è stato sforato“.
Della vicenda ha parlato anche Mattia Binotto, team principal Ferrari: “Per ora quelle che sentiamo sono solo speculazioni, bisogna aspettare mercoledì, lì capiremo di più. Il budget cap nel regolamento viene definito uno strumento che deve rendere lo sport corretto ed equo, e noi per stare dentro al tetto abbiamo fatto uno sforzo incredibile l’anno scorso. Abbiamo limitato gli sviluppi e ci siamo anche presi del margine. Questo perché sapevamo che era il primo anno e che non sarebbe stato facile. Abbiamo interagito continuamente con
la Federazione, senza aspettare fine anno. Oggi c’è del ritardo sul report finale della FIA e questo fa pensare che ci siano delle discussioni aperte in corso. Da questo nascono le speculazioni. Questa vicenda ha implicazioni sul campionato passato, presente e futuro. Anche se ci fosse una violazione di soli 4 milioni, quella cifra non è affatto minore dal punto di vista delle implicazioni. Per noi quella cifra è l’intero sviluppo di una stagione. Vogliono dire 70 persone in un ufficio tecnico che possono pensare e trovare soluzioni. Significa avere mezzo secondo di vantaggio. Ne va della credibilità della F1. Mi aspetto che al FIA possa identificare se ci sono state o meno delle scorrettezze.”
Lato Red Bull, è stato inizialmente più diplomatico il pensiero di Christian Horner: “Noi siamo tranquilli, inevitabilmente quando ci sono regolamenti nuovi ci sono delle questioni da chiarire, ad esempio ci sono un paio di cose che dovevano essere fuori dal tetto di spesa che abbiamo riportato. Siamo un obiettivo facile contro cui puntare il dito, sarà interessante vedere i risultati delle indagini e dei controlli da parte della Federazione. La mia aspettativa su questa vicenda? Che quello che abbiamo presentato sia confermato come valido, non ho motivi per credere il contrario.
Siamo all’interno del processo, ci sono state valutazioni da parte della FIA, sono regolamenti complicati.”

Ma considerando che la miglior difesa è l’attacco, la Red Bull ha messo le mani avanti valutando azioni legali verso chiunque abbia mosso accuse nei loro confronti, col dirigente Helmut Marko più preoccupato sulla gravità dell’ipotetica fuga di notizie con la FIA, colpevole al suo interno di avere fatto trapelare notizie non ancora ufficiali.
Ad invocare il pugno duro, in questo caso sul presunto svantaggio avuto rispetto ad Aston Martin, anche altri team principal come Jost Capito (Williams): “Per me questa è una violazione più grave che barare in pista con la propria auto perché influisce sull’intera stagione.
Idem Fredric Vassier (Alfa Romeo): “Se qualcuno viene trovato sottopeso di 300 grammi viene squalificato, quindi sarebbe del tutto ingiusto se una squadra avesse la possibilità di spendere nello sviluppo della monoposto diversi milioni più degli altri. Se è successo qualcosa del genere, allora la FIA deve intervenire , bisogna capire che a volte anche solo 200.000 euro in più sono sufficienti per portare un grande aggiornamento.”
Brevissima la posizione della Federazione: “La FIA sta ultimando la valutazione dei dati finanziari 2021 presentati da tutti i team di Formula 1. Le presunte violazioni del regolamento finanziario, se presenti, saranno trattate secondo il processo formale stabilito dal regolamento.”
Da quando è entrato in vigore il budget cap, soprattutto i top team, hanno indirizzato una parte del personale verso altri progetti, la Ferrari ha scelto il WEC mentre la Mercedes ha puntato anche sulla Formula E, è una scelta logica quella di limitare la spesa per tenere equilibrata la distanza tra i team, ma resta l’atto pratico circa la difficoltà di capire o meno quanto per un esempio un ingegnere, durante la settimana lavorativa svolga o meno attività di collaborazione per la Formula 1.
Per la Red Bull c’è da sciogliere il nodo se, quante persone e conseguente denaro, sia stato impiegato in più rispetto al previsto.
Due precedenti sono quelli della McLaren (2007 – spy story) e Ferrari (alla vigilia del 2020 per la questione power-unit), dove ad essere colpita fu soprattutto la squadra rispetto al singolo pilota.
Tanti indizi di un brutto affare, la cui sola speranza è che non ci siano sconti per nessuno altrimenti sarebbe la fine di questo limite di spesa; inevitabile come Mercedes e Ferrari siano sul piede di guerra, ciascuno per i loro motivi, ma entrambe col sospetto che la Red Bull non abbia rispettato il budget cap nemmeno durante la stagione in corso, traendo vantaggi anche nel progetto 2023.
L’alleanza Mercedes-Ferrari, allargata agli interessi dei team clienti come fornitori di power-unit, potrebbe essere strategica per allontanare l’eventuale quanto imbarazzante sanzione di un compromesso, per una Formula 1 la cui priorità oggi non può essere rappresentata dalla multa di 25mila euro ricevuta dalla Mercedes perchè Hamilton è sceso in pista col piercing al naso, in quanto il team non ha controllato il proprio pilota senza compilare il modulo di autocertificazione, come da regolamento, sull’assenza di gioielli.

Piccolo dettaglio di questo weekend è stata la gara, che ha avuto l’importante premessa della pioggia torrenziale poco prima del semaforo verde, a formare dei torrenti d’acqua sulla pista quasi ad altezza cordolo tali da rinviare le procedure di partenza.
Al via Perez è stato più veloce di Leclerc, probabilmente approfittando di un lato più asciutto considerata l’analoga manovra di Sainz su Hamilton.
Tanti ritiri e diverse interruzioni tra virtual safety-car e safety-car, con Russell l’unico inizialmente a tentare l’azzardo della gomma d’asciutto in quanto nelle ultime posizioni dopo essere partito dalla pit-lane, consigliando inizialmente di restare sull’intermedia di partenza.
Poi alta tensione verso metà gara quando le sue gomme hanno cominciato ad essere più veloci, a quel punto tutti i big sono rientrati e poco dopo fermati nell’azione dalla safety-car per l’incidente di Tsunoda, a quel punto la gara si è improvvisamente accesa con Leclerc all’attacco su Perez e Sainz in difesa da Norris, fino alla bandiera a scacchi che ha segnato le Ferrari protagoniste.
Senza nulla togliere alla grande gara e meritata vittoria di Perez, resta assurda la tempistica della sua investigazione per l’eccessiva distanza rispetto alla safety-car prima della ripartenza, soprattutto trattandosi di un episodio che non ha riguardato incidenti in cui è necessario sentire le ragioni dei piloti prima di una sanzione.
Che senso ha discutere dopo una gara così tirata, falsando la tensione della lotta in pista?
Le attuali grafiche sono capaci in tempo reale di calcolare in quanti giri un pilota più veloce è prossimo a superare chi gli sta davanti: facendo questo parallelo non basta rivedere i replay per capire la distanza tra Perez e la safety-car?
Per la cronaca la decisione dei commissari, arrivata qualche ora dopo la bandiera a scacchi, è stata quella di 5″ di penalità ed una reprimenda, confermando la vittoria del messicano, mentre per
Verstappen e la Red Bull l’appuntamento con la matematica è solamente rinviato.
Sotto le aspettative il risultato della Mercedes che nel frattempo guarda al futuro, annunciando il proseguimento di collaborazione con Petronas dal 2026 in poi, pianificando il lavoro per quelle che saranno le prossime miscele sintetiche a zero fossili delle power-unit che verranno, prodotto inevitabilmente destinato a finire nel mercato non solo delle auto da corsa; indiretta sottolineatura di quanto saranno importanti le sinergie tra team e fornitori di carburanti.
La McLaren fa il colpaccio approfittando dei ritiri altrui e situazioni raramente capitate durante il campionato, le posizioni di Norris e Ricciardo a ridosso del podio, confrontate col doppio ritiro dell’Alpine sommano un risultato importantissimo per la quarta piazza della classifica costruttori.
È anche il premio per lo sforzo visto sulla monoposto di Norris, caratterizzata da pance anteriori con prese d’aria riviste, così come lo scivolo delle fiancate più marcato verso la coda in direzione Red Bull, configurazione standard invece per Ricciardo forse per una comparazione sulle prestazioni, o forse per questioni di budget cup, o forse ancora perché il pilota australiano non confermato è ormai alle ultime gare (offerte dal campionato Nascar?).
L’obiettivo è quello di vincere il duello con Alpine uscita da Singapore con le ossa rotte e senza punti nelle ultime due gare, ma chiaramente la squadra del direttore tecnico James Jey, è già al lavoro per la macchina 2023.
Enorme il balzo in avanti dell’Aston Martin, che in un colpo solo supera Haas (in crisi di risultati da molte gare) e l’Alpha Tauri, fuori dalla top-ten l’Alfa Romeo mentre la Williams con entrambi i piloti non ha concluso la gara.

Nuovamente in pista tra pochi giorni, quando le monoposto torneranno a Suzuka per il Gran Premio del Giappone previsto il 9 ottobre.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 341pt
2. Leclerc (Ferrari) 237pt
3. Perez (Red Bull) 235pt
4. Russell (Mercedes) 203pt
5. Sainz (Ferrari) 202pt
6. Hamilton (Mercedes) 170pt
7. Norris (McLaren) 100pt
8. Ocon (Alpine) 66pt
9. Alonso (Alpine) 59pt
10. Bottas (Alfa Romeo) 46pt
11. Ricciardo (McLaren) 29pt
12. Vettel (Aston Martin) 24pt
13. Gasly (Alpha Tauri) 23pt
14. Magnussen (Haas) 22pt
15. Stroll (Aston Martin) 13pt
16. Schumacher (Haas) 12pt**
17. Tsunoda (Alpha Tauri) 11pt*
18. Zhou (Alfa Romeo) 6pt
19. Albon (Williams) 4pt****
20. De Vries (Williams) 2pt
21. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt
22. Latifi (Williams) 0pt

* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;
** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica
;
*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.
**** una gara saltata sostituito da De Vries




Classifica Costruttori

1. Red Bull 576pt
2. Ferrari 439pt
3. Mercedes 373pt
4. McLaren 129pt
5. Alpine 125pt
6. Alfa Romeo 52pt
7. Aston Martin 37pt
8. Haas 34pt
9. Alpha Tauri 34pt
10. Williams 6pt








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Andrea La Rosa

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