F1 ’22: che amarezza!

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Imprevedibile il risultato dell’Hungaroring dove la Red Bull grazie ad una lucida strategia, mette il timbro sui campionati piloti e costruttori. Amara Budapest per la Ferrari, che adesso salutate le residue ambizioni di titolo, vede la Mercedes in netto recupero.

Ancora una volta strategie da rivedere

È complicato sintetizzare un weekend che al venerdì aveva visto le Ferrari davanti nel giro singolo e sul passo gara, poi la pioggia del sabato mattina a stravolgere gli equilibri tanto da vedere le Williams nelle prime posizioni giocando la carta di un assetto da bagnato.
Si aspettavano delle qualifiche tirate nel duello Verstappen-Leclerc, ma sulle condizioni di pista asciutta chiaramente mutate, è stato Russell a portare la Mercedes in pole rompendo il digiuno più lungo delle Frecce d’Argento nell’era power-unit, massimizzando il suo talento ma pure il lavoro del team a correggere l’assetto dopo le più deludenti prove libere della loro storia recente.
Subito dietro le Ferrari mentre Red Bull in difficoltà partite in quinta e sesta fila, con Verstappen alle prese con noie alla power-unit e Perez in difficoltà nella guida, in un pre-gara a dir poco palpitante nel box della stessa Red Bull, consigliata a cambiare la power-unit ad entrambi i piloti giunti alla terza motorizzazione oltre la quale, scatteranno le penalità.

Prima del semaforo verde, l’ulteriore fattore di imprevedibilità è stato il meteo, con la pioggia a pochi chilometri dal circuito a mettere tutti in apprensione, così come le raffiche di vento, la poca gommatura e bassa temperatura dell’asfalto.
Tante incertezze ma in sintesi a fare la differenza è stata la strategia sulla scelta della mescola di gomma, vale a dire la bravura e lucidità del fattore umano.
Russell e Verstappen: morbida, media, media.
Sainz: media, media, morbida.
Leclerc: media, media, dura, morbida.
Ancora una volta si possono fare tutti i ragionamenti possibili, che Mercedes e Red Bull puntavano sulla possibilità della pioggia per ad una prima di fase veloce, che su Leclerc era stata montata al secondo pit-stop la gomma dura sperando in un crollo di prestazioni altrui nella fase finale, ma in sintesi Verstappen e Red Bull hanno compiuto il capolavoro laddove i sorpassi si possono compiere nel rettilineo di partenza, solo Mansell nella storia del Gran Premio d’Ungheria era riuscito a fare meglio partendo dodicesimo.
Sbagliata la scelta su Leclerc, tra l’altro per proteggere la posizione di Verstappen mentre la sua gara era un’altra (in lotta per la vittoria), anche in considerazione delle prestazioni di coloro che avevano già montato la stessa mescola dura, ritrovandosi da essere tranquillamente primo con un buon vantaggio, al sesto posto con una gomma che non aveva giù funzionato sulle Alpine, tra l’altro in difesa (?) di una macchina distante dalla lotta per la vittoria che aveva provato l’undercut per giocarsi il podio.
La Red Bull mette in ghiaccio il mondiale, la Mercedes è tornata replicando il podio di Le Castellet con un’impresa di Hamilton sullo stesso piano di Verstappen, portandosi a ridosso la Ferrari che non concretizza a perde amaramente, gerarchie impensabili nelle prime gare del mondiale.
Giù il capello davanti Hannah Schimtz principal strategy engineer della Red Bull, che già a Montecarlo aveva ordinato il pit-stop anticipato di Perez mandando in tilt la Ferrari, riproponendo ieri la stessa situazione, inoltre la discrepanza tra le dichiarazioni a caldo del Team Principal Binotto e Leclerc hanno rappresentato la poca lucidità intorno al team.
Il primo a porre l’accento sulle prestazioni poco brillanti della F1-75, il secondo invece sorpreso dalla scelta di mescola visto l’ottimo stato confidenziale con la macchina fino a qual momento, tanto che nel ventaglio di strategie come sempre ipotizzate dalla Pirelli, secondo i dati forniti dai team, non era nemmeno ipotizzata una soluzione media-media-dura.
Imbarazzante poi l’involontario quanto spontaneo siparietto verificatosi nel retro-podio, dove i piloti allentano la pressione della gara scambiando qualche battuta, con Hamilton a chiedere sorpreso: “Ma gli hanno montato le gomme dure?”
E la risposta affermativa con tanto di sorriso da parte di Verstappen e Russell, ad evidenziare la sorprendente mossa (in negativo) sulla macchina di Leclerc.

L’alba del giorno dopo, consegna una Ferrari che sulla performance della seconda parte di gara non avrebbe vinto, perdendo successivamente il podio per l’errore di strategia.
Una batosta del genere non ci voleva, un autolesionismo che preoccupa a partire dalle ambizioni di doppietta ribadite nel primo giorno di Budapest caratterizzato da calde temperature, poi il sabato come la domenica queste si sono abbassate, e mentre i meccanici di Red Bull e Mercedes si sono adeguati migliorandone le prestazioni, in casa Ferrari si è andati nel pallone, visti i problemi in gara dove dalla seconda parte in poi, la Ferrari ha iniziato ad avere problemi con tutti i tipi di Pirelli, inammissibile per una squadra che aveva ambizione di mondiale,
A questi si sono aggiunti gli errori di strategia.
Come si può pensare di montare la gomma dura quando stanno cadendo le prime gocce di pioggia?
Per salvare il podio, non era possibile allungare lo stint con la media e poi sul finale quella morbida seppur usata di qualche giro durante la qualifica?
In certe situazioni non servono le mega simulazioni, ma buon senso, esperienza, lucidità e certezza dei propri mezzi.
Chiaramente sbaglia solo chi fa, ma quando gli errori si ripetono specie in un mondo dove la competizione corre sui dettagli, c’è sempre un prezzo da pagare, soprattutto di fronte ad una macchina competitiva che nonostante tante gare da disputare, non potrà dire la sua in chiave campionato.
La Ferrari necessita con estrema urgenza di una leadership che abbia esperienza e intuito nelle strategie, qualcuno che abbia polso altrimenti, nonostante una macchina performante, guarderemo vincere gli altri ancora per chissà quanti anni.

Dietro ai primi, l’Alpine tiene il ruolo di quarta forza con una doppia top-ten che compensa il settimo posto di Norris, ferme le classifiche di Alfa Romeo, Haas ed Alpha Tauri, mentre l’Aston Martin prende un punto con la decima posizione di Vettel che nel weekend ha comunicato il ritiro dalle corse a fine campionato.
Il 35enne pilota tedesco è stato autore di una prima fase di carriera importantissima, dimostrando di meritare quella Red Bull con cui vinse ben quattro titolo mondiali, poi il passaggio alla Ferrari del post-Alonso con tanti rimpianti e la maturazione di Leclerc che ha portato Maranello a fare scelte diverse, per una carriera che conta 53 vittorie, 122 podi, 57 pole position e 38 giri veloci in gara.
Mica male per un pilota, i cui tanti commenti dei protagonisti che vivono quotidianamente il motorsport nelle sue sfaccettature, hanno sottolineato innanzitutto la persona nonostante la fama e notorietà, come dimostrato dalle parole scelte per l’annuncio, tra queste: “Oltre alle corse, ho una famiglia e amo stare con loro. Ho coltivato altri interessi al di fuori della F1. La mia passione per le cose e la F1 comporta molto tempo trascorso lontano da loro e richiede molte energie. Dedicarmi alla mia passione come facevo e come pensavo fosse giusto, non va più di pari passo con il mio desiderio di essere un ottimo padre e merito”.
A dimostrare quanto certi piloti, apparentemente lontani abbiano comunque le nostre stesse esigenze, certamente appagati economicamente e nel caso di Vettel, un finale di carriera diametralmente opposto alla parte iniziale.
Il Gran Premio per la Williams, come detto in avvio di commento, resta scandito dall’exploit nell’ultima sessione di prove libere segnata dalla pioggia, e dal pasticcio che ha visto Albon in pista con un set di gomme segnato come già restituito costato una multa di mille euro, purtroppo mai in lotta per la zona punti.

Si tornerà in pista tra un mese dopo le vacanze, a Spa-Francorchamps per il Gran Premio del Belgio.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 258pt
2. Leclerc (Ferrari) 178pt
3. Perez (Red Bull) 173pt
4. Russell (Mercedes) 158pt
5. Sainz (Ferrari) 156pt
6. Hamilton (Mercedes) 146pt
7. Norris (McLaren) 76pt
8. Ocon (Alpine) 58pt
9. Bottas (Alfa Romeo) 46pt
10. Alonso (Alpine) 41pt
11. Magnussen (Haas) 22pt
12. Ricciardo (McLaren) 19pt
13. Gasly (Alpha Tauri) 16pt
14. Vettel (Aston Martin) 16pt
15. Schumacher (Haas) 12pt**
16. Tsunoda (Alpha Tauri) 11pt*
17. Zhou (Alfa Romeo) 5pt
18. Stroll (Aston Martin) 4pt
19. Albon (Williams) 3pt
20. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt
21. Latifi (Williams) 0pt


* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;
** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica
;
*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.



Classifica Costruttori

1. Red Bull 431pt
2. Ferrari 334pt
3. Mercedes 304pt
4. Alpine 99pt
5. McLaren 95pt
6. Alfa Romeo 51pt
7. Haas 34pt
8. Alpha Tauri 27pt
9. Aston Martin 20pt
10. Williams 3pt








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Andrea La Rosa

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