F1 ’23: presentazione (1a parte)

F

Presentazione “mediatica” delle monoposto 2023, dove molti team hanno preferito non svelare le vere macchine per portarle direttamente in pista nei filming day prima dell’unica sessione di test sul circuito di Sakhir, sede del Gran Premio di Bahrein. Semaforo verde in ordine decrescente rispetto alla classifica costruttori della scorsa stagione.

HAAS
Confermato Magnussen, al posto di Schumacher ci sarà Hulkenberg che negli ultimi anni ha corso poche gare, chiamato quando altri piloti erano stati costretti allo stop causa Covid, scelta per certi versi in controtendenza visto che Mick (adesso terzo pilota in Mercedes e McLaren) conosceva l’ambiente e aveva dimostrato dei progressi nonostante gli incidenti costati parecchie economie.
Ad ogni modo sono stati ben altri i pensieri dei vertici aziendali, infatti dopo la separazione col colosso minerario russo avvenuta in concomitanza con l’invasione del territorio ucraino, il nuovo title sponsor è una società specializzata nel trasferimento di denaro radicata negli Stati Uniti che garantirà la disponibilità di budget in linea col limite di spesa fissato a 135 milioni di dollari.
Come in alcune passate stagioni, se all’inizio del campionato il valore della macchina fosse da top-ten, la prima parte di campionato potrebbe offrire maggiori opportunità di raccogliere punti per i costruttori, considerato che spesso nel prosieguo del campionato, il team non ha poi avuto a disposizione gli aggiornamenti necessari per contrastare la concorrenza.
La presentazione della monoposto è idealmente l’antipasto verso la stagione che verrà, in questo menù proprio la Haas, anticipando tutti, lo scorso 31 gennaio ha lanciato sui propri canali social la nuova livrea applicata sulla macchina dell’anno scorso, con una nuova colorazione virata con maggiore spazio al nero dove spicca il nuovo title-sponsor.
Le parole di Gene Haas, presidente della scuderia, dopo la presentazione della livrea: “L’obiettivo per la stagione 2023 è quello di ottenere risultati più costanti e con Kevin Magnussen e Nico Hülkenberg credo proprio che abbiamo una coppia di piloti esperti più che in grado di portare a casa punti importanti la domenica”.
Punta in alto il team principal Gunther Steiner: “Vogliamo chiudere il campionato al sesto posto tra i costruttori, e garantire uno sviluppo costante della vettura: il budget non è più un alibi”.
Successivamente l’11 febbraio, la vera VF23 ha percorso i primi km a Silverstone in occasione del filming day, anche per la gioia di fotografi e attenti osservatori, che ne hanno percepito i primi dettagli e differenze come evoluzione della macchina precedente, senza seguire quelle che più facilmente potevano essere le linee guida (per esempio) della Red Bull, mantenendo la filosofia delle pance larghe, prendendo invece spunto dagli aggiornamenti portati dalla Ferrari nel 2022 come la sezione d’ingresso del canale Venturi portata dalla rossa nel Gp di Francia, aggiornamenti anche all’avantreno, diverse anche le prese d’aria dei freni e la disposizione dei bracci delle sospensioni.

ALPHA TAURI
Dopo aver salutato Gasly, il team di Faenza si presenta col confermato Tsunoda e De Vries che grazie ad una serie d’incastri (a dimostrazione di come a volte non servono solo i risultati ma la chiamata giusta), ha colto finalmente l’opportunità di dimostrare le qualità in Formula 1 mettendo nel mirino la Red Bull dopo essersi svincolato dall’orbita Mercedes, che probabilmente non ha creduto in lui; la strada è tracciata ma bisognerà imparare in fretta ed essere subito veloci.
Rispetto al fuso orario di New York, l’AT04 è stata presentata nella tarda serata dell’11 febbraio, associando inevitabilmente il brand di abbigliamento della galassia Red Bull, col blu elettrico che predomina la colorazione associato al bianco, oltre al rosso come sfondo del marchio Orlen.
L’obiettivo in fase di progettazione è stato quello di generare più carico con meno peso, risentendo delle influenze Red Bull ma dovendo affrontare dei compromessi vista la differenza di budget, l’augurio è di riscattare un deludente 2022.

WILLIAMS
Il primo aspetto positivo è quello economico, perché considerato l’obbligo di ciascun team a versare una certa quota che tiene conto dei risultati dell’anno precedente, la Williams ha beneficiato della tassa d’iscrizione più bassa.
Che qualche problema ci sia (o ci sia stato) è facile intuirlo, basti pensare al saluto degli sponsor legati all’ormai ex Latifi, ma la figura di James Wowles come nuovo team principal rilancia le ambizioni o comunque fa intuire la programmazione a medio termine.
L’ambizioso ingegnere di 43 anni ha lasciato la Mercedes, nella quale ha ricoperto negli ultimi anni il ruolo di capo strategie, dunque tanta esperienza nonostante la giovane età in un ruolo chiave, provando a massimizzare le capacità delle risorse a disposizioni che probabilmente necessitano di una guida motivazionale.
Partendo da questo presupposto, la Williams ha come obiettivo la risalita nei costruttori o quanto meno la possibilità di lottare quanto più stabilmente possibile per la zona punti; alla guida ci sarà Albon che rappresenta un pilota di sicuro affidamento, mentre Sargeant è un rookie da scoprire.
In ordine è la terza scuderia a svolgere la presentazione nel pomeriggio dello scorso 6 febbraio, dove in realtà è stata svelata solamente la livrea tra l’altro quasi identica a quella della passata stagione se non fosse per qualche sprazzo di arancione legato al title sponsor Gulf Oil Corporation, rimandando alla pista il battesimo della FW45, così chiamata nonostante da qualche anno la scuderia non sia più gestita dalla famiglia Williams.
Un bel gesto di continuità in onore di Frank, storico fondatore venuto a mancare poco più di un anno fa.

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Andrea La Rosa

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