F1 ’23: Re Carlos, fiesta Ferrari!

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Nel Gran Premio di Singapore, vince Sainz in maniera straordinaria, sul podio Norris ed Hamilton, con le Mercedes che di strategia hanno seriamente accarezzato la vittoria negli ultimi giri, quarto Leclerc, Red Bull irriconoscibili.

Se la calma è la virtù dei forti, quella di Sainz è status di astuzia, intelligenza e voglia di vincere a tutti i costi: la Ferrari torna alla vittoria, stavolta per una gara, più in là vedremo.
Come nel ciclismo, gli ex compagni di squadra in McLaren, Sainz e Norris, hanno trovato un’alleanza contro le Mercedes che in virtù di una safety-car, a pochi giri dal termine, hanno sfiorato il colpo grosso sfruttando un set di gomme nuove.
È andato in scena un mondo alla rovescia, con la Red Bull sempre vincitrice in questo campionato stavolta in difficoltà, ma in lotta per il podio.

Giusto puntualizzare un aspetto, legato all’introduzione della direttiva tecnica DT018 che limita le flessioni ed i movimenti delle ali anteriori e posteriori, partendo da un presupposto, ovvero l’articolo 3.2.2 dove: “Tutti i componenti aerodinamici o la carrozzeria, che influenzano le prestazioni aerodinamiche della vettura, devono essere fissati rigidamente e risultare immobili rispetto al loro quadro di riferimento, utilizzando una struttura uniforme, solida in ogni circostanza”.
Una zona grigia considerato che il materiale di supporto deve tollerare una seppur minima flessione, altrimenti il materiale sarebbe perennemente rigido e a rischio rottura.
Un corto circuito dove inevitabilmente si è giocato, sfruttando una flessibilità appositamente ricercata ai fini aerodinamici, seppur in maniera impercettibile.
Può esserci stata una correlazione tra questa direttiva e le difficoltà riscontrate dalla Red Bull?
Il fondo delle attuali monoposto è cruciale, la direttiva vieta il movimento tra componenti che, a questo punto, rende più rigida la parte inferiore della RB19, perdendo carico aerodinamico qualora lo skid fosse suddiviso in più parti proprio per permettere una maggiore flessione.
Una regola a campionato in corso, come avvenne l’anno scorso, quando per motivi di sicurezza anti-porpoising, richiesto a gran voce soprattutto dalla Mercedes che maggiormente ne soffriva, venne emanata una direttiva che, alzando di pochi millimetri le monoposto, fece perdere gran parte della prestazione a quella Ferrari che, problemi di affidabilità a parte, ad inizio campionato faceva sognare ad occhi aperti.
Tornando a Singapore, clamoroso il risultato in qualifica, con entrambe le Red Bull fuori dal Q3 per aver gestito molto male tutta la sessione, direttiva a parte.
Finalmente un’accesissima e intensa ultima sessione per determinare la griglia di partenza, nella seconda pole consecutiva di Sainz per un soffio su Russell e immediatamente dietro Leclerc.
Per inciso, il sabato di Verstappen poteva rivelarsi ancora peggiore, infatti sempre durante le qualifiche, è stato protagonista di ben tre impeding, ovvero ostacolare una macchina che da dietro giunge nel suo tentativo di giro veloce.
Clamorose due di queste: la prima è rimasto fermo diversi secondi in pit-lane per prendere spazio rispetto a chi seguiva, l’altra situazione su Tsunoda che non si è nemmeno presentato (o chi per lui) dai commissari a far valere le proprie ragioni. Il motivo? Guida un’Alpha Tauri, sorella minore della Red Bull.
Motivo che cestina coloro i quali hanno pensato ad un’apposita prestazione negativa per garantire almeno una volta, un po’ di spettacolo e incertezza.
La decisione dei commissari è stata quella di due reprimende ed una multa alla Red Bull per non avere informato il pilota, in discordanza rispetto a quanto avvenne a Montecarlo dove Leclerc, per il medesimo errore di comunicazione, venne penalizzato di tre posizioni sulla griglia di partenza.
Aspetto che non fa bene in primis, al prossimo tre volte campione del mondo.
Due Red Bull fuori in qualifica dalle prime dieci come non accadeva cinque anni addietro (Russia 2018), palesi i problemi anche di cambiata nelle marce e personalmente, partenza di Verstappen che meritava essere ancora più indietro.

Come sempre ricordiamo, escludendo il format del weekend con gara sprint, i punti si fanno la domenica.
Al via le Ferrari hanno differenziato la scelta delle gomme, media per Sainz e morbida quelle di Leclerc, importante per superare Russell alla prima curva, dietro Verstappen impegnato nella rimonta con la gomma più dura nella speranza del jolly di un ingresso safety-car a tarda gara.
Nella prima fase le Ferrari al comando hanno addormentato il ritmo, compattando il gruppo così da evitare eventuali soste anticipate nel tentativo di under-cut (fermarsi e fare un paio di giri veloci per ritrovarsi davanti al più diretto rivale),
Primi venti giri dove tutti hanno guidato in punta di dita, ragionamento fatto da parte per la safety-car innescata dall’incidente di Sargeant causa detriti in pista.
A quel punto la Ferrari ha deciso il doppio pit-stop, Sainz è rientrato davanti a Verstappen che non si era fermato, sesto Leclerc inevitabilmente penalizzato dal traffico.

Alla ripartenza Sainz ha tenuto la testa, Verstappen con gomma usata ha subito il sorpasso di Russell e Norris.
Da qui, Russell ha iniziato a mettere pressione a Sainz, cui la strategia è stata quella di tenere vicine entrambe le Mercedes che sapendo la disponibilità un set di gomme nuove, in caso di seconda sosta sarebbero rientrate nel traffico, Red Bull lontana in rimonta per la zona punti.
Fino al colpo di scena, quando il ritiro di Ocon parcheggiando la monoposto alla fine dell’uscita dai box, ha reso necessaria la virtual safety car (andamento lento di tutte le macchine in pista) e la decisione inaspettata sorprese di seconda sosta delle Mercedes, ovvero sacrificare un sicuro podio pur di vincere in rimonta la gara.
Alla ripartenza l’ordine è stato quello di Sainz in testa, poi Norris e Leclerc inevitabilmente chiamato a fare quanto possibile da scudiero, sorpasso avvenuto a nove giri dal termine preannunciando un finale per nulla scontato.
Sainz non avendone per andare via, ha tenuto vicino Norris per trainarlo con la scia e permettendogli di disporre del DRS, Norris quasi scudiero di chi gli aveva permesso di difendere la seconda posizione, Russell a muro nelle ultime curve e Sainz vincitore di una gara pazzesca.

La Ferrari volendo fare un paragone col weekend di Montecarlo per le simili caratteristiche di alto carico aerodinamico, ha espresso una progressione durante tutte le sessioni.
Aggiornamenti e correzione negli assetti durante questi mesi hanno migliorato la gestione della gomma, senza dimenticare i tanti rimbalzi che avvenivano sulle strade del Principato.
Per Sainz è il momento di migliore fiducia dell’intera carriera, a questo punto sarebbe opportuno cestinare certe dichiarazioni che nell’ambiente squadra e nel tifo in generale non fanno bene, in questa fase il confronto con Leclerc è certamente dalla parte dello spagnolo, adesso bisogna fare squadra, avere entrambe le rosse competitive senza farsi danni, poi del futuro e dei contratti se ne riparlerà.
La Red Bull esce ridimensionata, sarà la prossima gara a verificare se e quanto la direttiva sopra commentata, abbia realmente inciso sulle prestazioni, tanto coraggio della Mercedes che ha provato il colpo grosso, Russell dopo una grande gara ritorna con un zero in casella, chissà come sarebbe andata se al suo posto ci fosse stato Hamilton.
Per Norris, gli sviluppi della McLaren hanno curato anche le carenze di percorrenza nelle curve lente, il settimo posto di Piastri incrementa il bottino nella classifica costruttori che adesso, con questa tendenza e ancora diverse gare da disputare, potrebbe clamorosamente mettere nel mirino l’Aston Martin dove Stroll non è partito dopo il pesante incidente della qualifica, le riparazioni alla macchina potrebbero incidere sul budget cap ma la notizia più importante, è l’incolumità del pilota, reattivo a togliere le mani dal volante poco prima dell’impatto, subito lucido nonostante lo stordimento iniziale, ancora una volta gli sforzi in materia di sicurezza hanno dato decisivi riscontri.
Mai protagonista Alonso che si è lamentato della guidabilità i cui aggiornamenti continuano a non funzionare.

A punti l’Alpine di Gasly (sesto), sfortunato Ocon autore fino al ritiro di una gara importante.
Livrea speciale per la Williams, votata dai tifosi, per celebrare la storica collaborazione con Gulf Oil, dal comunicato del team: “Questa livrea celebra l’audacia di coloro che sono determinati a lasciare il segno, a continuare a progredire e a superare i limiti. Incarna molto di più che essere coraggiosi, eroici o impavidi. Rappresenta un impegno incrollabile a non arrendersi mai e ad affrontare sempre le sfide con fiducia. Gulf e Williams condividono la ferma convinzione di essere coraggiosi dentro e fuori la pista“.
Per quanto commercialmente apprezzate, in pista a fare i punti non sono le colorazioni delle vetture, stavolta Albon ha sfiorato la top-ten, alle spalle di Magnussen con l’Haas che pregustava un Gran Premio importante visto che sulla griglia, schierava entrambi i piloti nelle prime cinque file.
Per l’Alfa Romeo gli argomenti sono stati maggiormente quelli fuori la pista, infatti è arrivata la conferma di Zhou che stando ai social, avrebbe scontentato gli appassionati anche per i risultati, tanto da preferirgli Drugovic che evidentemente, non è supportato economicamente quanto il cinese nella proiezione che il prossimo anno, dopo le tante cancellazioni Covid, possa finalmente disputarsi la gara sul circuito di Shanghai.
Infine il sogno di Lawson che sull’Alpha Tauri, festeggia i primi punti in carriera.

Immediate dopo i festeggiamenti sul podio, le operazioni di imballaggio di tutto il materiale perché il 24 settembre si correrà a Suzuka, per il Gran Premio del Giappone.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 374pt
2. Perez (Red Bull) 223pt
3. Hamilton (Mercedes) 180pt
4. Alonso (Aston Martin) 170pt
5. Sainz (Ferrari) 142pt
6. Leclerc (Ferrari) 123pt
7. Russell (Mercedes) 109pt
8. Norris (McLaren) 97pt
9. Stroll (Aston Martin) 47pt
10. Gasly (Alpha Tauri) 45pt
11. Ocon (Alpine) 36pt
12. Piastri (McLaren) 36pt
13. Albon (Williams) 21pt
14. Hulkenberg (Haas) 9pt
15. Bottas (Alfa Romeo) 6pt
16. Zhou (Alfa Romeo) 4pt
17. Tsunoda (Alpha Tauri) 3pt
18. Magnussen (Haas) 3pt
19. Lawson (Alpha Tauri) 2pt***
20. Sargeant (Williams) 0pt
21. De Vries (Alpha Tauri) 0pt*
22. Ricciardo (Alpha Tauri) 0pt**

* ha corso i primi 10 Gp;
** sostituisce De Vries nelle successive 2 gare;
*** sostituisce Ricciardo per infortunio nei Gp d’Olanda, Italia e Singapore.

Classifica Costruttori

1. Red Bull 597pt
2. Mercedes 289pt
3. Ferrari 265pt
4. Aston Martin 217pt
5. McLaren 139pt
6. Alpine 81pt
7. Williams 21pt
8. Haas 12pt
9. Alfa Romeo 10pt
10. Alpha Tauri 5pt




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Andrea La Rosa

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