F1 ’23: solita storia, spiraglio Ferrari

F

Ennesima vittoria di Verstappen e della Red Bull (terzo Perez) nel weekend austriaco di Spielberg che ha proposto la gara sprint. Senza storia la competizione di sabato pomeriggio, mentre nei settantuno giri del Gran Premio si è rivista una Ferrari maggiormente competitiva (secondo Leclerc e quarto Sainz) che ha tentato il colpo anticipando il pit-stop durante una virtual safety-car diversificando la strategia con entrambe le macchine.

Seppur mai in grado di lottare per la vittoria, è stata una Ferrari più costante nel passo gara; le classifiche piloti e costruttori restano un monologo, tuttavia i risultati del Gp d’Austria mettono nel mirino l’obiettivo del secondo posto nella gerarchia dei team.
Leclerc (secondo) riscatta la prestazione in ombra della gara sprint disputata in condizioni di umido, mentre Sainz è stato autore del migliore weekend fin qui disputato (sul podio della gara sprint), importante negli ultimi giri la sua difesa su Perez che indirettamente, ha protetto il compagno di squadra poco più avanti, per lo spagnolo il podio è purtroppo sfumato per l’inspiegabile questione legata ai track limits, ovvero il superamento anche millimetrico delle linee che delimitano il tracciato, tali da provocare una penalità di cinque secondi.

Prosegue il percorso della rossa, iniziato a Barcellona per trovare la strada cambiando filosofia della vettura (ad esempio nelle pance), anticipando gli aggiornamenti previsti per Budapest dedicati ad avere più stabilità e meno sensibilità alle variazioni di altezza come avviene sul passo gara quando si consuma la benzina.
Visti i risultati schiaccianti, ancora una volta non è piaciuta la gestione dei provvedimenti disciplinari, con Verstappen che dopo essere stato graziato nella giornata di venerdì, anche nelle qualifiche della gara sprint del sabato non è stato notato di un atteggiamento abbastanza presuntuoso e fuori luogo, ovvero avere danneggiato il giro veloce di Hamilton, passandolo e facendosi sorpassare, non alzando il piede dopo avere concluso il suo tentativo.

Quando gli altri team portano degli aggiornamenti seguendo le forme della Red Bull, è evidente il segno della resa, è stato un segno di arroganza sportiva, quel rischio di fare un pit-stop a pochi giri dal termine per prendersi il punto aggiuntivo del giro più veloce in gara.
La Ferrari contrariamente alle passate stagioni, ha deciso di sfruttare tutto il budget cap presumibilmente fino alla pausa estiva, sviluppando e aggiornando una macchina nata male, compresa peggio, in una situazione di porte girevoli non ideale che evidenzia come un pilota, sia la punta d’iceberg di risorse aziendali che talvolta, contano più di chi guida.
Prima della trasferta austriaca, sfruttando i seppur pochi chilometri concessi dal filming day, sul circuito di Fiorano era stato provato un nuovo fondo e una diversa ala anteriore verso la filosofia Red Bull, massimizzando il tempo a disposizione considerata l’unica sessione di prove libere per il format della gara sprint, unendo la richiesta di marketing (in azione con l’hypercar recentemente trionfatrice a Le Mans) con il riscontro dei primi dati circa l’evoluzione della SF-23, situazione che inevitabilmente ha irritato la concorrenza al pari di un precedente test Pirelli, sfruttato per mettere a punto alcuni aggiornamenti poi portati nel Gran Premio di Spagna.
Tutto comunque, in linea con i regolamenti.
Inevitabile come la Ferrari insieme ad altri team (idem McLaren), dopo la fase iniziale del campionato, ha cambiato pelle inaugurando una fase di continui esami, i cui risultati, saranno il riscontro della direzione per il progetto 2024.
A questo proposito, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, il team principal Vasseur ha serenamente fatto il punto della situazione, che ricordiamo vede in pista una macchina figlia della gestione precedente, alla ricerca di estrarre il massimo potenziale, con vista al futuro: “Non mi va di dare la colpa a nessuno, ma l’anno scorso sono stato fatte certe scelte. Dai primi chilometri fatti a Fiorano e poi nei test in Bahrain abbiamo capito che non funzionavano. Le simulazioni avevano sottovalutato alcuni effetti negativi sul comportamento della vettura. Binotto? Ho incontrato Mattia soltanto prima di essere nominato. E non ho voglia, ora, di dedicare energie a pensare al passato. Il passato è il passato, non conosco quali fossero le dinamiche all’interno della squadra all’epoca. Detto questo, non ho mai pensato neanche per un secondo di mollare.”

Interessanti le parole sull’eventuale arrivo di risorse umane utili ad aprire nuove visioni e scenari, come se in questi anni si sia pensato solamente al proprio lavoro senza girare l’occhio sulla concorrenza: “Niente nomi, fa parte di un piano più ampio di rinforzi. In F1 le cose stanno così. Vuoi un ingegnere junior? Arriva in 6 mesi. Ne vuoi uno senior? Ne servono almeno 18. Questo, che io considero un ‘top guy’, lavorerà sulla macchina del 2025. Chi dirigerà il progetto della monoposto del prossimo anno? Sempre il direttore tecnico Enrico Cardile? Sì, lui. Ma ricordiamoci che i rinforzi devono arrivare in ogni reparto, in alcuni siamo sottodimensionati rispetto a Red Bull, Mercedes o Aston Martin. Sto anche spingendo per prendere gente fuori dal mondo Ferrari, che porti conoscenze dall’esterno”.
Resta ancora una volta, l’errore commesso dal box in occasione delle qualifiche per la gara sprint, costato a Leclerc tre posizioni di penalità sulla griglia.
Ferrari che in sintesi, sta provando a percorrere quel tunnel per vedere la luce e ricostruire le macerie della passata gestione, la Red Bull resta un puntino lontano ma i passi in avanti fanno ben sperare.

Il 2023 della Mercedes ci racconta una storia diversa rispetto alla passata stagione, quando Russell promosso dalla Williams era stato più performante rispetto ad un Hamilton demotivato da una situazione che lo vedeva declassato rispetto ad un periodo di grandi successi (macchina permettendo) tali da eguagliare Michael Schumacher nel record di titoli mondiali.
Adesso tutto è cambiato, evidentemente il team ha ascoltato i consigli di Hamilton per migliorare la vettura che finalmente, solo recentemente, ha abbandonato l’estrema filosofia a pance zero, col campione inglese che consapevole del suo ruolo, avrebbe alzato il suo valore non solo in caso di prolungamento di contratto, ma anche qualora appeso il casco al chiodi, diventerebbe ambasciatore Mercedes nel motorsport e non solo.
In Austria, le Frecce d’Argento si aspettavano un risultato migliore rispetto al settimo e ottavo posto rispettivamente di Hamilton e Russell, sotto tono anche l’Aston Martin (sesto Alonso e decimo Stroll).

In Alpine il nono posto di Gasly tiene a distanza chi sta dietro ma inarrivabile chi è davanti, l’attenzione è stata anche fuori dalla pista, infatti il gruppo Renault ha ceduto il 24% delle quote che porteranno freschi milioni con l’obiettivo di scalare le gerarchie.
Buone indicazioni alla McLaren, che ha fatto uno sforzo per portare aggiornamenti montati solamente nella monoposto di Norris, quinto al traguardo davanti le Aston Martin, che premia la direzione di sviluppo ed in un solo colpo, prende quasi la metà dei punti fin qui conquistati dal team.
Alla Haas resta la bella prestazione di Hulkenbger nella gara sprint di sabato pomeriggio, che ha fruttato importanti punti nella classifica costruttori.
Risultato a parte, in casa Williams è indubbio come Wowles, abbia portato fiducia, innovazione ed una direttiva ad un team che per anni ha rappresentato la cenerentola della griglia nonostante il blasone.
Della storica gestione familiare resta solamente il ricordo ed il nome della macchina nel segno di quella continuità, che pur riconoscendo la difficoltà di ripercorrere gli anni iridati, vuole rialzare la testa con l’obiettivo della zona punti.
La storia non può essere cancellata, anche se il miglior risultato degli ultimi anni resta il secondo posto di Russell nel discusso Gp del Belgio durato pochi giri dietro la safety-car, l’imminente traguardo delle 800 gare sarà celebrato con una livrea speciale negli appuntamenti di Silverstone e all’Hungaroring.
Per l’Alpha Tauri resta purtroppo un miraggio la top-ten.
Si torna in pista tra una settimana a Silverstone.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 229pt
2. Perez (Red Bull) 148pt
3. Alonso (Aston Martin) 129pt
4. Hamilton (Mercedes) 108pt
5. Sainz (Ferrari) 86pt
6. Leclerc (Ferrari) 72pt
7. Russell (Mercedes) 70pt
8. Stroll (Aston Martin) 43pt
9. Ocon (Alpine) 31pt
10. Norris (McLaren) 22pt
11. Gasly (Alpha Tauri) 17pt
12. Hulkenberg (Haas) 9pt
13. Piastri (McLaren) 5pt
14. Bottas (Alfa Romeo) 5pt
15. Zhou (Alfa Romeo) 4pt
16. Tsunoda (Alpha Tauri) 2pt
17. Magnussen (Haas) 2pt
18. Albon (Williams) 1pt
19. Sargeant (Williams) 0pt
20. De Vries (Alpha Tauri) 0pt

Classifica Costruttori

1. Red Bull 377pt
2. Mercedes 178pt
3. Aston Martin 172pt
4. Ferrari 158pt
5. Alpine 48pt
6. McLaren 27pt
7. Haas 11pt
8. Alfa Romeo 9pt
9. Williams 7pt
10. Alpha Tauri 2pt










Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie