F1 ’23: solito copione

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Nel Gran Premio d’Ungheria continua la striscia vincente di Verstappen, sul podio McLaren e l’altra Red Bull, indietro le Ferrari mai in lotta nemmeno per il podio. La top-ten: Verstappen, Norris, Perez, Hamilton, Piastri, Russell, Leclerc, Sainz, Alonso e Stroll.

A Budapest si auspicavano sorprese visto l’andamento del sabato pomeriggio, ma resta il dominio del binomio Red Bull – Verstappen.
In qualifica è stato introdotto un nuovo format; la Formula 1 aderendo all’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 entro il 2030, ha messo a disposizione per ciascun team 11 set di gomme anziché 13, provando indirettamente a mischiare i valori, con ciascun pilota costretto ad utilizzare solamente gomme hard nel Q1, medie nel Q2 e soft al Q3, novità che tornerà a Monza ma che nel frattempo, ha messo del pepe alla griglia di partenza magiara, con Hamilton partito dalla pole davanti a Verstappen.
Evoluzione non piaciuta all’unanimità, tra tutti ad Alonso: “Red Bull è passata da dominare e fare prima e seconda in tutte le gare a non fare più nemmeno la pole position e Checo (Perez) si qualifica faticosamente in Q3. Noi in Aston Martin abbiamo avuto un calo di perfomance dal nulla. Alfa Romeo va forte, McLaren va forte. Quando cambi le regole a metà campionato non è mai bello.”
Le chiacchiere restano tali, ricordiamo per esempio l’argomento del porpoising che comportò l’anno scorso il cambio di regolamento in corso d’opera danneggiò pesantemente la Ferrari, oggi resta la certezza che Verstappen gareggia un campionato a parte.
Le premesse di una gara combattuta sono state subito cestinate, in partenza Hamilton preoccupandosi più di Verstappen ha subito il sorpasso di entrambe le McLaren, poi solito copione del pilota olandese costante sui tempi e gli inseguitori perdere in progressione.
Bella la rimonta di Perez ma non potrebbe essere altrimenti vista la superiorità della Red Bull, che continua a sviluppare la vettura, stavolta estremizzando le prese d’aria delle bocche dei radiatori completamente modificate diminuendone la sezione frontale.
Il suo weekend è iniziato come peggio non poteva, subito sulle barriere nel primo giro delle libere colpevole di avere mostrato al mondo intero, i segreti del fondo Red Bull cui le telecamere hanno
puntato gli zoom durante la rimozione della macchina, il pilota messicano nonostante il risultato, vive un momento complicato.

La McLaren conferma i propri passi in avanti, al momento secondo forza in griglia che in gara ha pagato il passo delle gomme dure, Mercedes con Hamilton massimizza un risultato che alla vigilia sembrava presagire qualcosa in più, la rimonta di Russell porta importanti punti per la classifica costruttori.
Indietro e mai protagoniste le Ferrari, con Leclerc danneggiato dal primo pit-stop troppo lento e successivamente penalizzato di cinque secondi per aver infranto il limite di velocità in pit-lane.
Si continuerà a parlare dei piloti, ma riguarda una guerra tra poveri, vanno azzerate le chiacchiere e dimostrare qualcosa di diverso, vedi la chiarezza di Andrea Stella in McLaren ad inizio stagione confrontate ad oggi: parole e fatti.
Difficile capire dove sarebbe arrivato Leclerc senza l’errore al box, ma prendere 40 secondi dalla McLaren e 30 secondi dalla Mercedes rappresenta un disastro, soprattutto nella pista che sembrava favorevole, vergognoso se confrontato che l’anno scorso la lotta era direttamente con Red Bull, adesso serve vedere il polso di Vasseur, altrimenti bisognerà abituarsi e continuare nell’anonimato ancora per tanto tempo.
L’Aston Martin continua l’inversione rispetto alle prime gare della stagione, concludendo nella zone basse della top-ten.
È durato fino allo spegnimento del semaforo rosso l’obiettivo top-ten dell’Alfa Romeo, poi il disastro alla partenza di Zhou lento al via, e in ritardo sul punto di frenata tanto da tamponare Ricciardo (tornato in Alpha Tauri al posto di De Vries), a catena sulle Alpine purtroppo in crisi nera, entrambe fuori dopo pochi metri per colpe altrui; fuori dalla zona punti anche la Haas che non muove la classifica costruttori da ben sei Gran Premi.
Albon e la Williams sfiorano a top-ten, l’Alpha Tauri continua a vedere lontana la zona punti, ma vedere Ricciardo davanti Tsunoda al netto del mezzo a disposizione, fa ben sperare che ci sia ancora spazio per una qualche ambizione, e probabilmente una qualche recriminazione per la scelta iniziale dei piloti.
Di nuovo in pista la prossima settimana a Spa-Francorchamps per il Gran Premio del Belgio, cui seguirà la pausa estiva.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 281pt
2. Perez (Red Bull) 171pt
3. Alonso (Aston Martin) 139pt
4. Hamilton (Mercedes) 133pt
5. Russell (Mercedes) 90pt
6. Sainz (Ferrari) 87pt
7. Leclerc (Ferrari) 80pt
8. Norris (McLaren) 60pt
9. Stroll (Aston Martin) 45pt
10. Ocon (Alpine) 31pt
11. Piastri (McLaren) 27pt
12. Gasly (Alpha Tauri) 16pt
13. Albon (Williams) 11pt
14. Hulkenberg (Haas) 9pt
15. Bottas (Alfa Romeo) 5pt
16. Zhou (Alfa Romeo) 4pt
17. Tsunoda (Alpha Tauri) 2pt
18. Magnussen (Haas) 2pt
19. Sargeant (Williams) 0pt
20. De Vries (Alpha Tauri) 0pt
21. Ricciardo (Alpha Tauri) 0pt*

* sostituisce De Vries dopo 10 gare

Classifica Costruttori

1. Red Bull 452pt
2. Mercedes 223pt
3. Aston Martin 184pt
4. Ferrari 167pt
5. McLaren 87pt
6. Alpine 47pt
7. Haas 11pt
8. Williams 11pt
9. Alfa Romeo 9pt
10. Alpha Tauri 2pt










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Andrea La Rosa

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