F1 ’24: anteprima (3a ed ultima parte)

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Nella terza parte di questo primo approccio alla stagione, scopriamo le (poche) novità del regolamento rispetto al precedente campionato, soffermandoci anche sulla guerra fredda di potere dietro la pista del Gran Circus.

Le macchine 2024 saranno un’evoluzione di quelle in pista la scorsa stagione, conseguenza anche degli aggiornamenti portati durante l’anno, anche secondo le fasi temporali in cui si decise di non lavorare più su quelle vetture e concentrarsi alle prossime, senza mai dimenticare il fattore budget cap che impone ai progettisti di massimizzare il lavoro.
Per esempio su questo fronte, la Red Bull forte della posizione si fermò a settembre, Ferrari e McLaren conclusero con le novità portate a Suzuka, Mercedes lavorò fino ad Austin portando un nuovo fondo, in contrapposizione la squadra più attiva fu l’ex Alpha Tauri (nelle ultime ore divenute commercialmente Visa Cash App RB Formula One Team) a dimostrare le volontà di scrollarsi l’ultima posizione e stare davanti le più vicine avversarie.
Poche le novità sul fronte tecnico delle vetture, in pista invece saranno raddoppiati i chilometri a disposizione per i filming-day, test di breve durata che i team esercitano per scopri commerciali allo stesso tempo utili per una comparazione dati, passati da 100 a 200km per tutto l’anno, tuttavia senza il vantaggio di analisi delle gomme perché quelle da utilizzare in questa circostanza restano nominate “demo”, ovvero una mescola non a disposizione nei weekend di gara.
Rispetto a quanto previsto, la Commissione F1 è tornata sui propri passi circa l’iniziale divieto di termocoperte, inizialmente deciso dal 2025 e da valutare nel 2024, strumento che quindi resterà a disposizione per consentire una migliore aderenza del pneumatico con l’asfalto, mantenendo per ogni weekend i 13 set a disposizione.
Monoposto che essenzialmente seguiranno i regolamenti degli ultimi due anni, mentre in vista di quelle che a partire dal 2026 saranno importanti modifiche, nessun sviluppo o lavoro potrà essere iniziato o svolto per quella stagione prima dell’inizio del 2025.
A partire da quest’anno, per allenare i piloti sarà possibile disporre di vetture “vecchie” almeno due anni prima, quindi monoposto ad effetto suolo più simili alle attuali, inoltre in caso di svolgimento dei test, il team non dovrà avvisare solamente la Federazione ma anche tutte le squadre che compongono la griglia di partenza.
Una Formula 1 che guarda avanti col progetto di realizzare nelle monoposto dei prossimi anni, dei sistemi per consentire alle monoposto di correre anche in condizioni di bagnato estremo (copriruote?) senza ricorrere necessariamente a safety-car e bandiere rosse talvolta a scopo eccessivamente precauzionale.
E’ ormai chiara la battaglia, seppur non ufficialmente manifestata, tra la FIA e Liberty Media che gestisce i diritti commerciali della F1, in disaccordo con le decisioni soprattutto nell’ultima parte della passata stagione, in ultimo la clamorosa situazione avvenuta a Las Vegas quando un tombino non sigillato, danneggiò pesantemente la Ferrari di Sainz causandone non solo danni economici, ma una penalità per avere sostituito delle componentistiche che alla fine dei giochi, è stata decisiva per la rincorsa al secondo posto dei costruttori.

Dall’altra parte un’invasione di campo di Ben Sulayem che aveva irritato Liberty Media anche con l’annuncio del bando per accogliere ulteriori team dal 2025.
A questo, si è aggiunto nella prima settimana di dicembre, l’indagine della FIA per potenziale conflitto d’interessi tra Susie Stoddard, a capo della F1 Accademy gestita da F1 Group gestore dei diritti commerciali della stessa categoria, col marito Toto Wolff team principal, amministratore delegato e azionista del team Mercedes cui tutti i team hanno preso le distanze dalla FIA, smentendo ciascuno col medesimo comunicato sui proprio social, qualsiasi coinvolgimento nell’indagine.
Un gioco (purtroppo) a carte scoperte sulla credibilità di questo sport fuori la pista, l’ipotesi non confermata potrebbe essere del bluff di qualche squadra, visto che la Federazione, agisce con la richiesta di un team principal, chissà magari un’azione congiunta nella guerra fredda tra FIA e Liberty Media, visto che la stessa F1 per mano della FOM (organo di gestione che fa parte della Formula One Gruop) ha parlato di accuse gravi e senza fondamento, lamentando inoltre (e soprattutto) di non essere stata informata preventivamente l’uscita della notizia, diventando il caso Wolff come terreno di scontro tra le parti, e sappiamo quanto lo stesso Toto Wolff abbia e continua a criticare la gestione di Abu Dhabi 2021, quando Hamilton fu ampiamente penalizzato dalla gestione di quella gara quando negli ultimi giri decisivi di quel mondiale, dietro la safety-car furono fatte sdoppiare solamente le macchine tra Hamilton e Verstappen che avendo cambiato le gomme, fu facilitato al sorpasso decisivo nell’ultimo giro, dinamica costata il posto di lavoro a quel direttore di corsa, convalidando tuttavia la classifica al termine della bandiera a scacchi.
Inevitabile come Wolff supportato dalla Mercedes, ed in questo caso da tutti i team, abbia aperto un confronto che potrebbero sfociare alle vie legali per danno d’immagine qualora nulla fosse riscontrato.
L’ultimo episodio o meglio “mistero”, è stato quello del presunto abbandono di trofeo relativo al terzo posto nella classifica piloti di Hamilton, tra speculazioni e smentite circa la simbolica protesta contro la FIA in appoggio ai coniugi Wolff, per immagini social apparse da un utente dello stesso a trofeo regalatogli, poi smentita dalla stessa Mercedes e la retromarcia circa la richiesta del pilota d’inviargli il trofeo a casa affidandogli il riconoscimento, spiegando indirettamente di averlo consegnato ad un funzionario, smentendo così l’ipotesi di averlo regalato.
Una situazione pessima se pensiamo a quelle che saranno indipendentemente le decisioni in gara, come delle penalità, situazioni che regolamento a parte saranno più o meno a favore, scatenando sullo sfondo di quanto sopra descritto, ipotesi sullo scenario di una battaglia di poteri e pesi specifici che fa male, molto male alla credibilità e soprattutto al futuro seguito della Formula 1.

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Andrea La Rosa

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