F1 ’24: ONORI DI CASA

F

Un countdown eterno quello del Gran Premio di Monaco, dove Leclerc sigilla la sua gara in un weekend da protagonista fin dalle libere, Ferrari sul podio pure con Sainz aiutato dall’iniziale bandiera rossa. McLaren in seconda e quarta posizione (Piastri e Norris), da dimenticare la prestazione della Red Bull: sesto Verstappen e fuori Perez. Campionato riaperto?

U

na pista unica nel suo genere, quella di Montecarlo.
L’esigenza di massimo carico aerodinamico, coincide col debutto di pacchetti dove l’elemento di spicco è l’ala posteriore, in attesa dei futuri adattamenti come a Zandvoort oppure Singapore.
Un circuito atipico, perchè le vetture devono assorbire gli avvallamenti dell’asfalto cittadino, giocando la gara sul compromesso tra meccanica e aerodinamica, entrambe necessità differenti perché alzare la vettura rispetto al piano stradale, significa perdere l’efficienza dell’effetto suolo, mentre per mantenerla bassa, è necessario irrigidire le sospensioni causando problemi col saltellamento sui cordoli.
Fondamentale l’apporto del pilota ed il feeling con la macchina, vista la stretta sede stradale, con le barriere praticamente a ridotto dell’asfalto dove ogni errore o sbavatura risulta fatale.
Di mezzo le premesse di una gara imprevedibile.
Contava soprattutto il risultato della qualifica, vista la quasi impossibilità dei sorpassi, tranne l’imprevedibilità di fattori come il meteo o un’azzardata strategia di pit-stop da sfruttare nel gioco del consumo gomme.
Dopo le libere, Leclerc aveva manifestato prudenza, nonostante il venerdì a dir poco complicato di Verstappen come testimoniato dai suoi team radio: “Sto saltando come un canguro, mi viene il mal di testa”.
Un deja vù della scorsa settimana, perché la notte porta consiglio ma soprattutto, tanto lavoro anche al simulatore per sistemare il setup e andare nella giusta direzione.
Stavolta però in qualifica, il fattore “Max” non ha avuto l’esito sperato dagli uomini Red Bull, solamente sesto con una macchina in evidente difficoltà e Perez addirittura fuori in Q1 partito nelle retrovie, prodigiosa la pole di Leclerc davanti Piastri, seconda fila Sainz-Norris come antipasto di una gara tutta da vivere considerata l’occasione e le insidie.
Sainz ha successivamente rischiato una penalità di tre posizioni per impeeding ai danni di Albon nel Q1, scagionato dal fair-play dello stesso pilota Williams, che nella riunione con i commissari, ha definito la situazione non chiara in quel tratto di pista, una zona cieca dove sarebbe stato difficile rendersi conto di quanto fosse vicino.
Sono sempre i numeri a consentire la precisa dinamica dei fatti, con Verstappen che l’anno scorso era andato in pole con 1’11’’365, adesso il tempo in qualifica è stato di 1’10’’567, dunque un miglioramento di 0,798s, mentre Leclerc l’anno scorso in 1’11’’471 adesso in 1’10’’270, progredendo di 1,201s.
Ricordiamo sempre in maniera cinica e arrivista, come ai buoni propositi conta soprattutto l’esito della gara, iniziata con le premesse di Ferrari McLaren a due punti, Verstappen invece per ridurre in danni e stare lontano dai guai vista la vicinanza con tutto il gruppo specie alla partenza.

Un risultato che conferma quanto visto nelle ultime gare, con distacchi maggiormente ravvicinati, grazie all’enorme crescita di Ferrari e McLaren che possono aprire un nuovo campionato.

Semaforo verde ad altissima tensione, scattato bene Leclerc mentre Sainz dopo un attacco su Piastri ha avuto la peggio, brutto incidente dietro: Perez toccato dietro da Magnussen finisce sulle barriere e nella carambola va fuori pure Hulkenberg.
Tantissimi detriti, completamente distrutta la Red Bull di Perez, necessaria la bandiera rossa e fortunato Sainz che ha ripreso la pista con calma e rientrato ai box per riparare i danni.
Uno stop che ha generato soprattutto la variabile sulla strategia gomme, con i piloti partiti davanti partiti con la media, che hanno montato quella dura per non effettuare altre soste.
Nella ripartenza (da fermo) con le stesse posizioni di prima, sono stati tutti molto attenti, poi una danza tra i muretti del Principato, di tensione e provare a vedere se qualcuno avesse tentato l’azzardo di un sorpasso, gara ad elastico con Leclerc davanti, vicino Piastri e Sainz negli specchietti, competizione eterna fino a venti giri dal termine, quando una serie di pit-stop fatto da chi stava dietro, ha consigliato ai primi quattro di aumentare il ritmo, fino alla bandiera a scacchi.
Un risultato che conferma quanto visto nelle ultime gare, con distacchi maggiormente ravvicinati, grazie all’enorme crescita di Ferrari e McLaren che possono aprire un nuovo campionato.
Verstappen e la Red Bull restano saldamente in vetta nelle gerarchie piloti e costruttori, ma attenzione, perché il campionato è ancora lunghissimo in considerazione anche di quei weekend che presentano le gare sprint, inoltre si dice che l’appetito vien mangiando e di contro, il venir meno di quelle sicurezze e fiducia rispetto a quando gli avversari sono più vicini rispetto all’abitudine di dominare.
Una stagione che si deciderà anche sulla questione affidabilità, sulla rotazione delle unità a disposizione oltre le quali scattano penalità sulla griglia di partenza rispetto al risultato di qualifica.
Potrebbe sembrare una coincidenza, ma dopo la separazione con Adrian Newey, i problemi della Red Bull sono progressivamente aumentati, nei social non mancano riferimenti sulla prontezza dei suoi più stretti collaboratori adesso promossi in ruoli di maggiore responsabilità, insieme alla capacità di reggere la pressione quando la lotta è adesso equilibrata.
Festa Ferrari, dopo aver quasi pregato e scomodato il Rosario al box.
Di forza Leclerc.
Predestinato un tempo, adesso con un nome ed un cognome.
Con un pianto liberatorio, dopo tanta sfortuna.
Dieci anni dopo la straordinaria prestazione di Bianchi con la piccola Marussia, suo amico, non più tra noi.
Date che parlano.
Fortunata la Ferrari in occasione dell’incidente iniziale che ha permesso a Sainz di rientrare in gara, per lo spagnolo una prestazione che serviva, nonostante la testa sia proiettata verso una collocazione per la prossima stagione, valutando le offerte migliori anche secondo l’attuale potenziale sulla griglia.
Purtroppo nell’effetto domino di trasferimento e conferme, al momento resta lontano il sedile di un top-team, infatti oltre all’Audi (adesso Sauber) si sarebbe proposta la Williams, nella consapevolezza che a fine 2026, potrebbero riaprirsi i giochi per sedili più competitivi.
Gioia anche per le MCL38 per l’occasione vestite con una livrea speciale che ha ripreso i colori del casco di Senna a 30 anni dalla sua scomparsa, un ricordo sempre vivo rivolto al suo pilota più vincente, trentacinque vittorie (delle quarantuno complessive in F1) oltre ad avere contribuito alla conquista di quattro titoli costruttori, iconica la scelta proprio a Montecarlo, dove Senna vinse per ben sei volte, tra queste cinque consecutive dal 1989 al 1993 al volante di una McLaren.
La Mercedes conclude con Russell e Hamilton rispettivamente in quinta e settimana posizione, dunque ancora lontana dal vertice e impegnata in una partita importante dietro i tavoli aziendali, infatti dalle Frecce d’Argento è uscito l’australiano Gioacchino Vino, ormai ex capo del reparto aerodinamico che paga probabilmente, la direzione delle tre vetture W13-W14-W15.
Confermato posto il direttore tecnico James Allison, cui gli viene riconosciuto di essersi trovato da solo quando l’ambito tecnico, ha avuto un grande mercato.
Ricordiamo come Loic Serra e Jeroma D’Ambrosio approderanno a Maranello, viceversa arriveranno Simone Resta che diventerà il progettista della monoposto 2026 col nuovo ciclo regolamentare, ed Enrico Sampò esperto nel settore delle simulazioni, al momento tallone d’Achille vista la mancata correlazione con i dati reali, quando alla vigilia del campionato ci si era sbilanciati in dichiarazioni poi rivelatesi fin troppo ottimistiche.
La Racing Bulls continua la serie positiva e segna punti con l’ottavo posto di Tsunoda.
Il pilota giapponese dopo l’esaltante avvio di stagione, resta un pezzo pregiato del mercato nonostante le parole propositive del consulente Red Bull, Helmut Marko, contento di confermarlo per il 2025 anche se oggi, per Tsunoda, è lecito pensare qualcosa oltre.
Certo, le chance di eventuale cambiamento quali potrebbero essere Haas, Audi (Sauber) ed Alpine, non offrono un grande salto di qualità a livello prestazionale, pertanto andrà valutato se voltare pagina oppure attendere ancora un anno, aspettare l’evoluzione del futuro di Verstappen e Perez, valutando cosa meglio fare.
Punti per la Williams grazie alla nona posizione di Albon, decimo Gasly in un’Alpine dove l’incidente iniziale tra compagni di squadra nel primo giro è un segnale della scarsa armonia nel box, Ocon è stato penalizzato di dieci secondi ma non avendo finito la gara, saranno convertiti in posizione di penalità nel prossimo appuntamento.
Terribile esito delle Haas, che dapprima hanno pagato un’infrazione tecnica riscontrata dai commissari dopo le qualifiche, relativa all’ala posteriore che eccedeva gli 85mm di apertura consentita dal DRS in entrambi i lati, dunque partite dalla pit-lane per una gara poi finita per l’incidente all’inizio.
A questo punto Magnussen dopo le penalità già inflitte, rischia concretamente di non prendere parte al prossimo Gran Premio.
Fuori dalla zona punti Sauber ed Aston Martin, unica squadra e non migliorare la qualifica dell’anno scorso.
La stagione prosegue verso la parte centrale del calendario, prossimo appuntamento sullo storico circuito di Montreal nel weekend che il 9 giugno, ospiterà il Gran Premio del Canada.

CLASSIFICA PILOTI
1. Verstappen (Red Bull) 169pt
2. Leclerc (Ferrari) 138pt
3. Norris (McLaren) 113pt
4. Sainz (Ferrari) 108pt*
5. Perez (Red Bull) 107pt
6. Piastri (McLaren) 71pt
7. Russell (Mercedes) 54pt
8. Hamilton (Mercedes) 42pt
9. Alonso (Aston Martin) 33pt
10. Tsunoda (Racing Bulls) 19pt
11. Stroll (Aston Martin) 11pt
12. Bearman (Ferrari) 6pt
13. Hulkenberg (Haas) 6pt
14. Ricciardo (Racing Bulls) 5pt
15. Albon (Williams) 1pt
16. Ocon (Alpine) 1pt
17. Magnussen (Haas) 1pt
18. Gasly (Alpine) 1pt
19. Zhou (Sauber) 0pt
20. Bottas (Sauber) 0pt
21. Sargeant (Williams) 0pt

* Assente nel Gp d’Arabia Saudita causa appendicite, sostituito da Bearman.

CLASSIFICA COSTRUTTORI
1. Red Bull 276pt
2. Ferrari 252pt
3. McLaren 184pt
4. Mercedes 96pt
5. Aston Martin 44pt
6. Racing Bulls 24pt
7. Haas 7pt
8. Williams 2pt
9. Alpine 1pt
10. Sauber 0pt

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Andrea La Rosa

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