F1 ’24: solito Verstappen nella guerra Red Bull, buona Ferrari

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Nell’inaugurale Gran Premio del Bahrein vince Verstappen che si conferma di un altro pianeta rispetto alla concorrenza, secondo Perez per una doppietta utile a rasserenare i problemi interni della Red Bull che potrebbero generare ancora inattesi colpi di scena, Ferrari seconda forza con passi avanti rispetto un anno addietro.

Cambiare tutto per non cambiare niente, soprattutto nella lotta al vertice che ha visto nella prima gara del campionato 2024, il solito copione già visto durante tutto lo scorso anno.
Finite le chiacchiere e le proiezioni dei valori dopo i test somiglianti sempre più agli exit pool elettorali, l’inizio della stagione è sempre come una prima interrogazione, per verificare chi ha fatto meglio i compiti durante le vacanze, partendo chiaramente dalla preparazione di base dell’anno precedente.
Il Gran Premio del Bahrain ha aperto questo mondiale 2024, già ricchissimo soprattutto mediaticamente ancor prima di cominciare, tanto da sembrare di transito rispetto le attese del 2025 e soprattutto quello che sarà il regolamento del 2026, cui molti come in ogni nuovo corso, aspettano per tentare di ricucire il gap con gli avversari al momento inarrivabili, ma intanto ci sono tante gare da correre e obiettivi da centrare.
Si è corso di sabato, una scelta inedita per il rispetto del Ramadam, qualifiche dunque al venerdì pomeriggio dove la pole è andata al solito Verstappen in maniera però diversa a quanto eravamo abituati, aiutato dalla scia di una McLaren nel giro decisivo mentre la Ferrari, ha dovuto recriminare per non avere ripetuto, il tempo del Q2 che sarebbe valso il primo posto, dovendo fare nel Q3 senza un set di gomme nuove utilizzate in maniera conservativa nel Q1 per non rischiare l’eliminazione.
Spento il semaforo verde, tutti i piloti sono stati molto cauti a parte qualche contatto nelle retrovie, Verstappen ha fatto gara a sé, Perez è risalito in seconda posizione senza mai lasciarla, dimostrando una forma migliore pur pagando un grande divario dalla Red Bull n.1, consapevole del suo ruolo e dell’importanza di portare a casa quelle prestazioni utili per non aspettare la conferma nella seconda parte di campionato.
Una RB20 che inizialmente sembrava avere adottato delle soluzioni già viste l’anno scorso in Mercedes, aspetto che poteva sembrare un’eventuale lezione di Newey alle Frecce d’Argento mentre invece, con soluzioni geniali destinate a fare ancora una volta scuola, a cominciare da un sistema di raffreddamento separato in quattro diversi impianti, utili a liberare soluzioni aerodinamiche estreme grazie al superamento di quanto visto nella RB19 dominatrice nel 2022 cui molti team hanno preso spunto.
Questa Red Bull ha nuovamente aperto una nuova filosofia di progettazione destinata al totale dominio di questo ciclo regolamentare, dove solamente questioni politicamente interne potrebbero fare implodere una macchina perfetta dentro e fuori la pista.
Proprio su questo fronte, se da una parte ancora una volta sono stati mostrati muscoli e intelligenza, dietro le quinte non sono mancate delle crepe dirette conseguenze al caso Horner, con l’amministratore delegato di Ford che giorni addietro aveva inviato una durissima comunicazione nella quale chiedeva una decisione chiara sul caso, col team evidentemente stretto nel fare chiarezza su un episodio grave qualora le indiscrezioni fossero confermate, prestando tanta prudenza guardando al punto di vista sportivo.
Durissimo il comunicato del colosso statunitense che ha sposato il progetto Red Bull Powertrains di quelle che saranno le power-unit che spingeranno tra due anni le monoposto, esternando un chiaro disappunto sulla vicende e relative tempistiche dopo le mancate risposte nonostante una prima richiesta di chiarimenti, uno scossone pubblico, considerati i toni rimarcando “non negoziabili” i valori di Ford.
Di contro il team principal è stato presente in Bahrein, inizialmente senza nemmeno sapere il futuro ed in generale, la questione è andata fuori tempo massimo rispetto a quanto auspicavano i principali attori della Formula 1 fino al comunicato di mercoledì scorso: “L’indagine indipendente in merito alle accuse mosse contro il signor Horner è stata completata e la Red Bull può confermare che la denuncia è stata respinta”.
Tanto tuonò che non piovve, almeno fino a quel momento, infatti ciò non è bastato ai team che hanno immediatamente fatto pressing alla Federazione Internazionale e Formula 1 ad intervenire per chiarire le domande senza una risposta che non poteva essere liquidate con un semplice comunicato.
Una pezza che a questo punto, sembra essere peggio del buco, perchè durante la seconda sessione di prove libere disputata giovedì pomeriggio, ad una stretta cerchia di giornalisti legati alla Formula 1, tramite un account anonimo, sono arrivati gli screenshot della conversazione incriminata, fatto che inevitabilmente, ha scatenato la credibilità generale rispetto ai risultati in pista che nessuno può mettere in dubbio.
Una doppietta in pista che sembra essere quasi un cerotto sopra profonde crepe, clamoroso poi quanto visto poche ore dopo la bandiera a scacchi, ovvero un colloquio da Toto Wolff e il papà Jos Verstappen (tra l’altro ex pilota) come non accadeva dai veleni di Abu Dhabi 2021, certo farsi

immortalare in pubblico significa mandare un chiaro messaggio alla Red Bull (committenza la proprietà thailandese che detiene la maggioranza delle quote a sostegno del team principal), innescando pubblicamente il flirt come strumento ultimo per mettere all’angolo proprio Horner.
Ecco che a questo punto per la Mercedes, quell’aggettivo “coraggioso” utilizzato da Wolff per il dopo Hamilton, potrebbe non essere la promozione di Antonelli dalla F2 oppure il ritorno alle gare di Vettel dopo qualche anno dal ritiro, ma qualcosa con un peso specifico a dir poco pesante.
Tornando alla pista, c’era tanta curiosità per capire la seconda forza in griglia che al momento vede in vantaggio la Ferrari, con Leclerc che ha subito mostrato problemi ai freni, bravo comunque a rimanere in pista e concludere in quarta posizione in quelle condizioni, visibile la delusione durante le interviste visto il mancato secondo posto che poteva essere alla portata.
Convincente la prestazione di Sainz, pulito nonostante il morale non sia dei migliori, vista la certezza di non essere in Ferrari il prossimo anno e tra l’altro, al momento senza un sedile per il 2025.
La Mercedes ha provato a buttarsi nella mischia soprattutto con Russell, che per buona parte della gara è stato virtualmente sul podio, ma il fattore passo gara con le gomme di mescola dura ha pesato sul risultato a favore della Ferrari, mentre Hamilton in zona punti ha sofferto problemi al sedile.
Segna punti la McLaren con Norris e Piastri rispettivamente in sesta e ottava posizione, lontana dal livello cui era arrivata nella seconda parte del 2023, ci si aspettava qualcosa in più anche dall’Aston Martin l’anno scorso qui rivelazione (nono Alonso e decimo Stroll).
Fuori dalla top-ten Haas e Sauber, entrambe comunque hanno svolto un weekend solido e guardano con fiducia ai prossimi appuntamenti per quelli che sono gli obiettivi di maturare punti.
Haas si era preparata col maggior numero di chilometri svolti nei test, dove il nuovo team principal Ayao Komatsu aveva lodato il lavoro della squadra, la macchina è migliorata ma pure gli altri l’hanno fatto, c’è consapevolezza di quanto bisognerà lavorare e questa differenza, la faranno soprattutto gli sviluppi dopo le prime gare.
In Sauber pochi giorni prima del weekend di gara, il direttore tecnico James Key aveva già messo le mani avanti sul potenziale della C44, arrivato pochi mesi addietro come una delle pietre per costruire le fondamenta di quando a partire dal 2026, quando sarà completato il passaggio delle quote di maggioranza, il team correrà col nome di Audi: “Credo che ci siano alcuni aspetti della monoposto su cui avremmo dovuto osare un po’ di più. Sono arrivato nel team un po’ troppo tardi per fare questo tipo di lavoro. Ma l’aspetto positivo di questa vettura, e l’ho notato sin dal mio arrivo in Sauber, è che le cose provate al simulatore, le cose che escono da una sorta di processo logico di indagine su un particolare aspetto meccanico, sembrano essere molto ben correlate. La C44 è una monoposto molto pura, che produce i risultati che ci si aspetta. La sospensione anteriore funziona come previsto”.
Male la Williams in questa primissima fase indietreggiata rispetto alle potenzialità di pochi mesi addietro.
Rimandata anche la Racing Bulls (ex Alpha Tauri) la cui sintonia con la casa madre Red Bull dominatrice del 2023, aveva fatto presagire un passo in avanti di ben altro tipo, certo non positivo per l’armonia della squadra l’ordine di scuderia dato a Tsunoda di fare passare Ricciardo a pochi giri dal termine per tentare di superare Magnussen, non si comprende la decisione vista che si trattava solamente della dodicesima posizione.
Anche qui tensione alle stelle nel giro di rientro dopo la bandiera a scacchi, con Tsunoda col sangue agli occhi per la decisione che quasi speronava il compagno (?) di squadra.
Inizio complicatissimo per l’Alpine il cui sentore, era stato già avvertito nei tre giorni di test, come l’esponenziale aumento degli sfoghi d’aria sul cofano motore visti in preparazione del weekend, aperti precauzionalmente per dare maggiore respiro all’impianto di raffreddamento penalizzando l’aerodinamica non hanno rappresentato un bel segnale, a dimostrazione che i problemi riscontrati l’anno scorso nella power-unit sono tutt’altro che risolti.
Nella prima gara dell’anno, l’attuale configurazione dell’A524 è stata la peggiore di tutta la griglia, ultima fila in qualifica e nelle retrovie sotto la bandiera a scacchi, davanti solamente alla Williams di Sargeant (fuori pista nella prima parte di gara) ed alla Sauber di Bottas (perso tanto tempo in un pit-stop).
In questo disastro sono già saltate due teste, infatti il direttore tecnico ed il capo dell’aerodinamica hanno rassegnato le dimissioni per quello che ha tutti i connotati di un film horror.
Conclusa la prima gara segue un rapido trasferimento in Arabia Saudita, dove sul circuito di Gedda il prossimo sabato, si correrà il secondo atto della più lunga stagione di sempre.

CLASSIFICA PILOTI
1. Verstappen (Red Bull) 26pt
2. Perez (Red Bull) 18pt
3. Sainz (Ferrari) 15pt
4. Leclerc (Ferrari) 12pt
5. Russell (Mercedes) 10pt
6. Norris (McLaren) 8pt
7. Hamilton (Mercedes) 6pt
8. Piastri (McLaren) 4pt
9. Alonso (Aston Martin) 2pt
10. Stroll (Aston Martin) 1pt

CLASSIFICA COSTRUTTORI
1. Red Bull 44pt
2. Ferrari 27pt
3. Mercedes 16pt
4. McLaren 12pt
5. Aston Martin 3pt

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Andrea La Rosa

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