Festa ranking

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I risultati stagionali dei club italiani nelle competizioni europee consolidano la posizione nel ranking Uefa, acquisendo importanti punti che consentiranno la futura partecipazione con lo stesso attuale numero di squadre.

Non è certamente un mistero che il livello del calcio italiano sia drasticamente calato rispetto a molti anni addietro.
Colpa delle economie, colpa di scelte sbagliate in chiave mercato, colpa anche di un contesto che ha spostato le dinamiche di mercato verso autentiche follie gestionali, colpa di tanto altro, ma intanto il momento è da segnare con l’evidenziatore.
Come in passato abbiamo scritto, il ranking Uefa è una speciale classifica che tiene conto dei risultati di quei club facenti parte della singola Federazione, i quali rapportati alle vittorie, pareggi, sconfitte e passaggi dei turni, generano una graduatoria che stabilisce il numero delle squadre partecipanti all’edizione successiva specificando anche il turno di ammissione, ovvero se qualificazione diretta o disputa dei preliminari.
Le squadre spagnole hanno dominato la storia recente, l’Italia è tra le prime quattro federazioni che ad oggi possono vantare l’ammissione di ben sette squadre: quattro in Champions League, due in Europa League ed una in Conference League.
Tutti meccanismi dove nei turni successivi alla fase a gironi, secondo i piazzamenti, c’è il salvagente di un’ultima possibilità come per esempio il ripescaggio della terza classificata nel girone di Champions nello spareggio in Europa League contro la seconda di un girone della stessa competizione, così via fino alla Conference.
Contano i coefficienti delle ultime cinque stagioni, pertanto all’inizio della stagione 2023-24 sarà scartato il punteggio relativo a quella 2018-19.
Un ottimo motivo per fare bene, è rappresentato dai criteri di ammissione al mondiale per club che a partire dal 2025, non sarà disputato solamente dai campioni dei rispettivi continenti, ma allargato a ben 32 squadre dove per gli ultimi posti disponibili, conterà appunto il ranking stavolta del singolo club.
Partiamo dalla Champions League.
Da ben 17 anni non vedevano tre italiane ai quarti di finale, nella storia accaduto solamente due volte nella magica stagione 2002/2003 con addirittura tre squadre in semifinale, e nel 2004/2005.

Per il Napoli è un risultato storico, perché oltre ad aggiornare le proprie statistiche, certifica come il vantaggio accumulato in campionato, non dipende dalle incostanze altrui, ma frutto di una condizione fisica e un’altissima qualità di gioco che può fare sognare.
Inter e Milan hanno riscattato una stagione altalenante, mai continue nei risultati per dare fastidio al Napoli, per un risultato che in campo europeo, genera soprattutto importanti introiti economici che torneranno utili per i rinnovi ed in generale nel calcio mercato.
Passiamo all’Europa League.
Il blasone non è certamente quello delle più grandi, ma la competizione rappresenta il perfetto luogo d’incontro tra nobili decadute in cerca di riscatto, contro chi si pone l’obiettivo di meritarsi l’invito al tavolo di prima classe.
Tanto per fare un esempio, l’incontro tra Barcellona e Manchester United ha rappresentato lo spareggio per accedere agli ottavi, sfida che fino a pochi anni addietro avrebbe potuto essere potenzialmente una finale di Champions League.
Anche qui gli introiti fanno sempre comodo, in parallelo al risultato sportivo di un trofeo che ammette (ricordiamolo) direttamente alla Champions League.
Juventus e Roma sono approdate ai quarti, la prima da retrocessa della Champions mentre i giallorossi, hanno mostrato solidità e voglia di mettersi in mostra continuando la crescita fuori i confini dopo il successo in Conference della passata stagione.
A proposito della Conference, la Lazio è stata eliminata dagli olandesi dell’AZ Alkmaar, a dimostrazione di come non vada sottovalutato nessun avversario, elemento che amplifica il successo della Roma avvenuto l’anno scorso e cestina definitivamente, le chiacchiere da bar sul peso della competizione.
Applausi per la Fiorentina, che sta onorando al meglio la Conference fin dal ruvido preliminare estivo contro il Twente, per i viola gli introiti non saranno quelli della Champions, ma restano comunque utili nella propria dimensione di crescita sportiva e finanziaria, perché vincere aiuta a vincere, porta entusiasmo e con esso, la mentalità positiva verso l’obiettivo di una prossima partecipazione.

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Andrea La Rosa

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