Formula cry (2a ed ultima parte)

F

Riscopriamo i momenti più commoventi della F1 tra il 2000 ed il 2016, tra crisi emotive dovute alla delusione e gioia irrefrenabile per un risultato inatteso o fortemente voluto.

Barrichello dopo il traguardo del Gp di Germania 2000

Ad Hockenheim nel 2000, Barrichello vince la sua prima gara in carriera in maniera epica. Partito diciottesimo, recupera ed approfitta dell’incredibile gesto di un uomo che, attraversando la pista, obbliga i commissari ad introdurre per motivi di sicurezza la safety-car che ricompatta il gruppo; poi, nell’ultima parte della gara, trova un alleato nella pioggia che non bagna in maniera omogenea la pista. Chi sta davanti si ferma per cambiare le gomme, mentre Barrichello decide di continuare con quelle da asciutto giocandosi il tutto per tutto: è la mossa vincente! La gioia è incontenibile, il pilota piange nel giro d’onore e sul podio tiene stretta la bandiera brasiliana indicando più volte il cielo: è la prima vittoria di un brasiliano dopo Senna.
Sul podio anche i piloti rivali della McLaren (Hakkinen e Coulthard) si sciolgono e partecipano alla festa schizzandogli lo champagne, infine lo prendono in spalla omaggiandolo della straordinaria impresa.
Poche settimane dopo, a Monza, vince Michael Schumacher che si commuove quando in conferenza stampa gli viene ricordato di aver eguagliato il numero di vittorie di Senna. Il tedesco non riesce a continuare, lo consola Hakkinen che chiede ai giornalisti di rivolgergli le successive domande ma dopo pochi secondi, pure lui si ferma colpito dalla situazione, tocca al fratello Ralf continuare. Purtroppo in quell’occasione ben

altre lacrime erano state versate, per la morte del pompiere Paolo Gislimberti deceduto a soli 33 anni, colpito da un detrito dell’incidente dopo il via.
Nel 2010 è inevitabile l’emozione in team radio e sul podio di Vettel che ad Abu Dhabi, conquista insperatamente il suo primo titolo mondiale con la RedBull.
A Valencia nel 2012, Alonso è protagonista di una grande rimonta, frutto di tenacia e convinzione nei propri mezzi nonostante una Ferrari non all’altezza della rivale RedBull. Dopo la bandiera a scacchi Alonso festeggia davanti al pubblico, uscendo dalla monoposto col casco indossato, manifestando l’emozione sul podio durante l’inno spagnolo.
Arriviamo quindi al Gp del Brasile 2016 quando, sotto la pioggia, Massa va a sbattere concludendo anzitempo la sua ultima gara di casa. Il pilota (poi attivo nella stagione successiva per l’ultimo campionato) torna a piedi verso i box con la bandiera brasiliana sulle spalle, salutando commosso il pubblico di Interlagos. Successivamente, nel rientro a piedi lungo la corsia box, tutte le squadre si dispiegano in un lunghissimo applauso come a formare una passerella, mentre gli vanno l’incontro la moglie, il figlio ed il padre sempre presente. Una scena emozionante per un pilota che nel 2008, sullo stesso circuito, aveva accarezzato senza successo il sogno del titolo mondiale, ma anche che deve molto alla fortuna per essere uscito praticamente illeso dall’incidente di Budapest 2009.

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Andrea La Rosa

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