Giovedì riparte la NFL, tra antiche emozioni e nuove paure

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Ci eravamo lasciati con uno dei più emozionanti Super Bowl della storia, finito in gloria per i New England Patriots e in amarissimo fiele per gli Atlanta Falcons, rimontati e battuti dopo aver dominato tre quarti di gara. Durante la offseason non c’è stato solo il mercato, peraltro senza colpi clamorosi, ma anche una nuova indagine clinica dagli esiti drammaticamente prevedibili sui danni cerebrali riportati dagli ex giocatori analizzati. Ci sono state molte chiacchiere, alcuni ritiri di giovani giocatori spaventati dalle conseguenze della loro passione e un ancor più restrittivo protocollo medico sul controllo dei giocatori che abbiano subito colpi alla testa. Ma nessuna parte in causa vuole prendere in considerazione l’unica reale soluzione: l’abolizione del casco. Su Sport One ne avevamo già parlato quattro anni fa, quindi concentriamoci sulla presentazione del nuovo campionato, prima di ingabbiarci in vecchi e inutili discorsi. Un campionato con molti temi e da cui si attende (finalmente?) un ricambio ai vertici dopo il regno Brady-Manning. Vediamo allora, division per division e squadra per squadra, le ambizioni e le reali potenzialità, partendo dall’American Football Conference.

AFC EAST

BUFFALO BILLS
Un nuovo coach, Sean McDermott, dopo il fallimento di Rex Ryan, per una squadra che si è rinforzata bene sulle corse, acquistando due fullback come Tolbert e DiMarco per aprire i varchi a LeSean McCoy. Il qb è ancora il giovane e talentuoso Taylor, forse ancora non pronto per il top. La difesa ha perso un pezzo importante, il cornerback Gilmore passato ai Patriots, ed è probabilmente il vero punto debole della squadra, assieme al reparto dei ricevitori. Il calendario potrebbe dare una mano a McDermott, visto che gli scontri diretti con i rivali della division arriveranno a dicembre, ma Panthers e Falcons rischiano subito di affossare il morale dei suoi giocatori.

MIAMI DOLPHINS
Squadra non male ma penalizzata da un calendario difficile, in cui spiccano due match contro i Patriots e uno contro Atlanta. Ripresosi dall’infortunio al ginocchio che lo aveva fermato negli scorsi playoff, Tannehill è pronto a guidare un attacco che promette scintille, con Ajayi a correre e Landry, Parker e Stills, ottimo terzetto, a ricevere. Anche la difesa si è rinforzata, con gli arrivi della safety McDonald e del linebacker Timmons, due titolari. Ha i numeri per confermarsi in postseason, ma deve compiere qualche impresa.

NEW ENGLAND PATRIOTS
Sono i campioni in carica, hanno il miglior coach degli ultimi trent’anni e il miglior quarterback (forse) di tutti i tempi, eppure alla fine di ogni mercato riescono a migliorarsi. Per un Edelman fermo a lungo ai box c’è il guarito Gronkowski, poi ecco arrivare le mani pregiate di Brandin Cooks, più Gilmore in difesa e il preziosissimo rinnovo di contratto con Hightower; uno squadrone, insomma. Tutto ruoterà, e figuriamoci, attorno a Tom Brady e alla sua eterna fame di vittorie; se la sua linea lo tiene sano, non ce n’è per nessuno. Il calendario, specie nella seconda metà, non è una passeggiata, con cinque partite su sei in trasferta, ma nella prima parte i Pats avranno cinque partite su otto in casa, e un perfetto bye a metà corsa. Sono i pretendenti numero uno al titolo, inutile girarci attorno.

NEW YORK JETS
Dopo la diaspora sofferta in offseason, in cui tutti i giocatori in scadenza hanno fatto di gran corsa le valigie, i Jets non sono riusciti a rimettere insieme una squadra accettabile. L’attacco ha solo Decker e Forte, ma puntare su McCown come qb titolare sembra davvero un suicidio e la linea offensiva non è di livello. Un po’ meglio la difesa, ma bisognerà vedere se i pochi nomi rimasti saranno disposti a dare il fritto fino alla fine.

AFC NORTH

BALTIMORE RAVENS
La via che porta ai playoff per i Ravens passa per le trasferte. Il loro calendario, infatti, prevede dei comodi impegni casalinghi e delle tremende trasferte (Pittsburgh, Green Bay e Oakland, solo per citare le prime tre), da cui Baltimora dovrà tornare con qualche vittoria, se vorrà correre per la post season. La squadra sembra avere una gran difesa, con il contraltare del solito, noioso attacco basato sul possesso e sul controllo di Joe Flacco sul pallone. Niente brividi, quindi, ma se restano sani possono diventare un osso duro da rodere.

CINCINNATI BENGALS
Sono riusciti a tenere A.J. Green ma hanno perso due uomini di linea fondamentali, Witworth e Zeitler, praticamente impossibili da sostituire entrambi in una sola off season. Si prospettano tempi duri, quindi, per Andy Dalton, chiamato ancora una volta a cantare e portare la croce. La difesa si è arricchita di un ottimo titolare tra i linebacker, Kevin Minter, ma per tornare ai playoff serve una super stagione di Dalton e Green, non si scappa.

CLEVELAND BROWNS
L’anno scorso ne hanno vinta solo una, quindi non dovranno impegnarsi poi molto per migliorare. Scherzi a parte, i cari vecchi Browns non hanno lavorato male sul mercato, concentrandosi sul rinforzare un reparto alla volta, senza strafare qua e là. Sono partiti dall’attacco, prendendo un qb talentuoso come Kessler e proteggendolo con uomini di linea di spessore, come la guardia Zeitler e il centro Tretter. Il resto è decisamente sotto la media e il fondo della division è praticamente una certezza.

PITTSBURGH STEELERS
Novità col contagocce in casa giallonera, quindi siamo sempre qui a parlare degli stessi difetti e delle stesse virtù della scorsa stagione. Le virtù: a ranghi completi, hanno il miglior attacco dell’intero campionato, non si discute. Il braccio di Big Ben Roethlisberger più le corse esplosive di Bell e le ricezioni circensi di Brown, Rogers, James e Green danno vita a un’equazione immarcabile, per qualità individuali, affiatamento e varietà di soluzioni, da qualsiasi difesa. I vizi: nelle ultime stagioni sono sempre stati gli infortuni, specie nella seconda parte della stagione, a tarpare le ali degli Steelers verso il Super Bowl. E abbiamo il timore più che fondato che il film possa ripetersi ancora una volta.

AFC SOUTH

HOUSTON TEXANS
Molti esperti del settore indicano i Texans come i favoriti di questa division, previsione che non mi convince affatto. Dato il benservito a Osweiler e, due giorni fa, a Weeden, scartata l’ipotesi Kaepernick, Houston si ritrova ora come qb titolare Tom Savage, giocatore al quarto anno con zero esperienza e un mucchio di infortuni. La sua riserva è il rookie Deshaun Watson, talentuoso finché si vuole ma pur sempre un rookie. La difesa, storico punto di forza della squadra, ha sì recuperato J.J. Watt, ma ha perso un paio di pezzi pregiati della secondaria, quindi non la vedo così dominante. Hanno la fortuna di giocare in una division deboluccia (specie se i Colts non recuperano Luck), ma i playoff non sono così scontati per questi Texans.

INDIANAPOLIS COLTS
I Colts sono stati molto attivi sul mercato, per provare a rigenerare la squadra apatica e depressa vista per gran parte della scorsa stagione. Hanno preso nomi di peso soprattutto in difesa, il reparto che più ne aveva bisogno, mentre in attacco restano appesi alle condizioni fisiche del loro leader, il qb Andrew Luck, operatosi alla spalla con cui lancia a gennaio; è stato inserito nel roster finale, ma non è ancora dato sapere quando lo rivedremo in campo. Senza di lui, Indy è una freccia spuntata, diciamocelo. Se invece Luck torna a essere il mago che era prima, le prospettive di post season potrebbero diventare reali.

JACKSONVILLE JAGUARS
C’è un equivoco di fondo, a mio modo di vedere, nella strategia di mercato dei Jaguars: continuare a puntare su Blake Bortles come faro offensivo, investendo ingenti somme di denaro solo sulla difesa (dove sono arrivati Bouye, Campbell e Church). Bortles è capace di grandi fiammate, non c’è dubbio, ma è anche un’autentica macchina di palle perse, tra intercetti e fumble: ben 64 dal 2014, il peggiore della NFL. Lo scorso anno i Jaguars hanno vinto solo tre partite, e non vedo perché in questa stagione dovrebbero discostarsi molto da quel dato.

TENNESSEE TITANS
E se invece fosse l’anno del ritorno dei Titans ai playoff? Sarà che Marcus Mariota sta diventando un gran bel quarterback, sarà che la squadra è stata ringiovanita con innesti di qualità, specie in difesa, ma non sarei troppo stupito se questi Titans vincessero la division con la casella delle vittorie in doppia cifra. Non sono da titolo, sia chiaro, ma hanno un buon calendario e possono stupirci.

AFC WEST

DENVER BRONCOS
Devono partire forte, i Broncos, per sfruttare il calendario che, all’inizio, ha regalato loro quattro delle prime cinque partite in casa. Anche perché, ovviamente, il finale di stagione sarà tutto al contrario, con quattro delle ultime sei gare lontano dal Colorado, quindi devono arrivare a quella striscia con un margine di vantaggio, per poter aspirare ai playoff. La squadra non ha subito grandi scossoni, nel bene e nel male; la difesa è sempre colossale, mentre l’attacco (affidato di nuovo a Osweiler) ha tutto da dimostrare, pur con l’innesto di un pezzo da novanta (se sano) come Jamaal Charles. E in una division con Raiders e Chiefs, potrebbe essere una zavorra difficile da sopportare.

KANSAS CITY CHIEFS
Squadra che vince non si cambia, d’accordo, ma è difficile che i Chiefs possano vincere 12 partite come lo scorso anno. Alex Smith ha un anno in più, non ci sono più Jamaal Charles e Dontari Poe, e il mercato è stato a dir poco paludoso. Inoltre, il calendario è davvero duro, con Patriots, Raiders e Steelers che sono forse degli ostacoli insormontabili per i rossi del Kansas.

LOS ANGELES CHARGERS
Dopo aver vinto solo 9 partite nelle ultime due stagioni, c’è da sperare che l’aria nuova faccia voltare pagina ai Chargers, ora trasferitisi a L.A. (giocheranno sul campo da calcio dei Galaxy). I presupposti per una stagione positiva ci sono, ma non avendo profondità nei ruoli tutto passa dalla salute di pochi uomini chiave: Rivers, Gordon, i ricevitori Williams e Allen fino a Bosa in difesa, saranno loro le spalle su cui poggerà l’intera stagione dei Chargers, guidati da un nuovo coach, Anthony Lynn. Il calendario non è impossibile, ma nella corsa alla wild card molto dipenderà dalla stagione di Kansas City.

OAKLAND RAIDERS
I Raiders hanno un credito con la fortuna, dopo la drammatica conclusione della scorsa stagione, quando la gamba fratturata di Derek Carr li tolse dalla corsa al titolo. Ora Carr è tornato come nuovo, forte anche di un nuovo faraonico contratto, e la dirigenza ha speso cifre importanti per circondarlo di interpreti all’altezza, come Cook, Newhouse e Patterson. In più, c’è il clamoroso ritorno di Marshawn Lynch, che dopo un anno dal ritiro non ha saputo resistere al richiamo del campo: se verrà utilizzato con saggezza, “the beast” potrebbe essere il vero asso nella manica dei californiani. In difesa c’è stato qualche addio di troppo, a mio parere, ma la squadra resta molto competitiva, sia per la vittoria della division che per una lunga corsa nella post season.

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Gianluca Puzzo

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