GP di Baku, un triste divertimento

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A Baku se ne sono viste di tutti i colori, in un tracciato cittadino probabilmente non adatto alla Formula 1, soprattutto a questa nuova Formula 1 che presenta monoposto più grandi e veloci.
È vero, non è l’unico circuito cittadino in calendario ma ad esempio l’organizzazione monegasca, permette in pochi secondi con l’ausilio di gru, la rimozione delle monoposto rimaste ferme sul tracciato senza innumerevoli safety-car o bandiere rosse.

Argomento “decisioni disciplinari”.
Alla partenza nel duello tra Bottas e Raikkonen, il finnico della Mercedes manda il ferrarista a muro dopo aver perso il controllo della monoposto saltando violentemente sopra il cordolo.
Di chi è la responsabilità? Possiamo considerarlo un incidente di gara?
Di certo a bordo di quella Mercedes non c’era l’incolpevole Kimi che, dalle immagini televisive, sembrava essere davanti all’esterno della curva.
Per non parlare della tempistica per rimuovere la monoposto di Kvyat oltre alla presenza di detriti: nei primi ventuno giri, ben dodici si sono percorsi dietro la safety-car.

Veniamo al fatto principale.
Lewis Hamilton comunica con un team radio ai box che la macchina di sicurezza va troppo piano per la temperatura delle gomme, ma nel giro di rientro in una curva, piuttosto che accelerare rallenta il gruppone col conseguente tamponamento di Vettel che per tutta risposta, lo affianca protestando con gesti plateali e sterzando gomma contro gomma.
Da sportivi non possiamo che ammettere la guida pericolosa, un fallo di reazione pesante.
Ma non è ancora finita, perché la penalità dello stop and go di 10” avviene nello stesso giro in cui Hamilton, a sorpresa, è costretto a fermarsi per problemi alla protezione del casco, probabilmente montata male dai meccanici durante i momenti di enorme stress. In ogni sport, sarebbero stati puniti entrambi.

Una domenica di adrenalina senza dubbio, in cui poteva succedere di tutto, dove sia Vettel che Hamilton hanno le proprie recriminazioni, come quelle di entrambe le Force India che senza l’ennesimo autoscontro potevano ambire al podio se non a qualcosa di più.
Buon divertimento per i prossimi Gran Premi, ma basta vedere ancora dei trattori in pista.

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Andrea La Rosa

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