Hockey World Cup: il Canada a un passo dalla vittoria

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marchand-world-cupTra i rifiuti olimpici e i 40 anni di Totti abbiamo un po’ perso di vista la World Cup di hockey su ghiaccio in corso di svolgimento a Toronto, le cui vicende sono nel frattempo giunte quasi alla conclusione. Stanotte si è infatti giocata gara 1 della finale, al meglio delle 3, che ha visto il prevedibile, ma non facilissimo, successo del Canada sulla grande sorpresa del torneo, il Team Europe.

Il dovere di cronaca verso i nostri lettori ci impone però un passo indietro, necessario per raccontarvi come si è arrivata a questa finale che vede il favoritissimo Canada affrontare una delle squadre “ibride”, assieme al Team North America, create più per fare cifra tonda che non per reale convinzione tecnica e che invece sta facendo vedere cose egregie.

Partendo dal round robin, nel girone A si è assistito al tonfo clamoroso degli Stati Uniti, che dopo aver perso 3-0 all’esordio proprio contro il Team Europe, hanno poi proseguito sulla stessa china cedendo 4-2 al Canada e, infine, per 4-3 alla Repubblica Ceca in un match ormai ininfluente per la qualificazione alle semifinali. Gli USA, secondi favoriti della vigilia dopo il Canada, hanno così salutato con zero punti in classifica e delle prestazioni davvero disarmanti: ne sia d’esempio l’attesissimo match contro i canadesi, con gli USA che, in vantaggio 1-0 dopo la rete di McDonagh, incassano 4 gol consecutivi (e sarebbero potuti essere molti di più senza Quick in porta). Dal gruppo A sono state quindi promosse il Canada a punteggio pieno e il Team Europe con 4 punti, grazie ai successi su USA e Repubblica Ceca (meritatissimo 3-2 in overtime, con parate sovrumane di Mrazek) e la sconfitta 4-1 col Canada.

Il gruppo B è invece stato vinto a sorpresa dalla Svezia, che alla vigilia veniva accreditata della seconda piazza dietro la Russia. Decisivo per gli svedesi è stato lo scontro diretto vinto al primo turno, visto che hanno terminato il girone a 4 punti come la Russia, in virtù della successiva vittoria per 2-0 sulla debole Finlandia e della sconfitta 4-3 in overtime contro il Team North America. I russi sono stati a un passo dall’eliminazione nella seconda gara (dopo aver già perso la prima contro la Svezia, come detto) contro North America. gli under 23 conducevano 1-0, poi hanno subito 4 reti dai russi in uno scellerato secondo periodo, ma nel terzo si sono rimessi in carreggiata e hanno iniziato a spingere come ossessi, risalendo fino al 4-3. I russi sono sembrati davvero alle corde, ma grazie a un po’ d’esperienza e a qualche miracolo di Bobrovski tra i pali, sono riusciti a strappare questa vittoria decisiva, cogliendo poi gli altri due punti con un rotondo 3-0 sulla Finlandia già eliminata.

Le due semifinali sono state splendide. Canada-Russia, a dispetto del 5-3 finale, ha regalato tante emozioni per i primi due periodi, con i russi avanti 2-1 prima della rabbiosa e devastante reazione della squadra di casa, capace di infilare 4 gol consecutivi schiacciando i russi nel loro terzo difensivo. Nel terzo tempo i russi non hanno smesso di lottare, ma era evidente che non potevano avere la forza di rimontare tre reti allo squadrone con la foglia d’acero sul petto. Hanno comunque messo a segno il 5-3 nei secondi finali, rendendo il passivo più dignitoso e proporzionato a quanto visto in campo. Aggiungo che, il giorno seguente, mi è capitato di leggere alcuni siti sportivi russi in cui si attaccava pesantemente la tattica adottata dalla squadra in semifinale, a loro dire troppo difensivista e rinunciataria. O si è accecati dal patriottismo o non si capisce davvero nulla di questo gioco: nessuna squadra al mondo può permettersi di affrontare a viso aperto questo Dream Team canadese, nemmeno la Russia. Se lo avessero fatto avrebbero incassato il doppio dei gol, uscendone con le ossa rotte. Così invece hanno tenuto la barca a galla per due tempi, e costretto il Canada a dare tutto per rimontare; non è abbastanza?

La grande sorpresa è però arrivata dalla seconda semifinale, in cui la favorita Svezia si è fatta sorprendentemente eliminare per 3-2 in overtime dal Team Europe. Tomas Tatar è stato il grande protagonista con una doppietta, tra cui la rete decisiva nel supplementare, assegnata dagli arbitri dopo una lunga official review, visto che, dopo una prima parata di Lundqvist, il puck era carambolato sul pattino sinistro di Tatar prima di finire in rete. Gli arbitri hanno però riconosciuto come Tatat non abbia avuto alcuna intenzione di calciare il disco, cosa che avrebbe portato all’annullamento della rete. La Svezia, passata per prima in vantaggio con Niklas Backstrom, ha avuto il torto di giocare per lunghi tratti un hockey troppo compassato, troppo manovrato, forse troppo sicura della propria superiorità. E l’ha pagata cara.

Ed eccoci infine alla gara 1 di finale giocata la scorsa notte tra Canada e Team Europe, orfano purtroppo di uno dei suoi pezzi pregiati, Marian Gaborik, infortunatosi a un piede contro la Svezia. Gli europei partono bene, ma vengono colpiti alla prima occasione dal Marchand, ben servito da Bergeron, suo compagno di squadra anche nei Boston Bruins. Team Europe prova a ripartire ma Chara commette una sciocchezza colossale in fase di impostazione, facendosi soffiare come un dilettante il disco da Getzlaf, che serve Stamkos per il comodo 2-0. Gli europei impiegheranno parecchi minuti a riprendersi dallo shock di questo uno-due, ma nel secondo periodo tornano a farsi vedere dalle parti di Price; Kopitar, Tatar e Zuccarello sono le anime indomabili di questa squadra, che coglie infine il 2-1 grazie a Tatar. Nel terzo periodo arriva l’occasione della vita per il pareggio quando Kepela, in inferiorità numerica, sfugge ai canadesi, si presenta da solo davanti alla porta avversaria ma si fa ipnotizzare da Price, che salva il risultato. Sarà poi Bergeron, su assist di Marchand e Crosby, a fissare il 3-1 finale.

Giovedì si torna sul ghiaccio dell’Air Canada Centre di Toronto per gara 2 che, se sarà vinta dai canadesi, darà loro la vittoria di questa World Cup. Altrimenti, tutto rimandato a sabato per la bella.

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Gianluca Puzzo

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