Intervista a Salvatore Nitto

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A distanza di qualche anno, ritorna su SportOne l’atleta paralimpico siracusano Salvatore Nitto, in un’intervista ad ampio raggio tra i risultati conseguiti, aspetti della disciplina paraolimpica in questo tempo di pandemia e tanto altro.

Ciao Salvo, grazie del mio invito, innanzitutto come stai?
Ciao Andrea, grazie a te per avermi concesso questa intervista e un caro saluto ai lettori di SportOne. Sto bene grazie, nonostante qualche piccolo guaio muscolare che mi porto dietro da qualche anno, ma non mi lamento. Dobbiamo andare avanti in ogni situazione e guardare con ottimismo, anche se negli ultimi tempi ciò è venuto meno.

Ricordo ai lettori il tuo ruolo di presidente e atleta della società A.S.P.E.T. di Siracusa, come avete vissuto la pandemia? Come avete programmato gli allenamenti?
La pandemia è un colpo durissimo sotto tanti aspetti, se guardiamo al lato sportivo, ci ha penalizzato fortemente a causa della chiusura delle palestre (come allenamenti al chiuso). Per fortuna quando lo scorso anno nel mese di maggio è stato allentato il duro lockdown, abbiamo ripreso i nostri allenamenti al campo scuola Di Natale e non ci siamo più fermati, tranne che nel mese di dicembre. Gli allenamenti sono stati riprogrammati di conseguenza, passando dagli iniziali tre turni di allenamento al campo agli attuali cinque, ma di volta in volta ci aggiorniamo, anche perché, ripeto, ci vorrebbero anche i pesi per la forza muscolare, ma non ci arrendiamo.

Come sono andati gli ultimi risultati?
I campionati italiani indoor e il campionato invernale lanci, entrambi ad Ancona, si sono svolti positivamente, infatti nonostante le difficoltà siamo riusciti a portare a casa ben quattro medaglie di bronzo. Tre sono arrivate dai lanci, una dal sottoscritto nel lancio del disco, e le altre due da Francesco Boccadifuoco nel lancio del giavellotto e una dal getto del peso. La quarta medaglia è arrivata da Fabrizio Mirante, siracusano di adozione ma calabrese di nascita, che ha preso parte alla finale dei 60m piani.

Prossimi obiettivi?
I prossimi obiettivi saranno le tappe regionali legate alle fasi nazionali, cercheremo i pass di qualificazione per i campionati italiani assoluti estivi previsti il 3/4 luglio, proveremo ad essere tutti presenti, poichè la somma dei punti stabilirà le classifiche finali per la coppa Italia e societarie. Lo scorso anno inaspettatamente (in positivo) abbiamo concluso al 5° posto nella coppa Italia, ma abbiamo fallito l’aggancio ai piani alti della classifica nei societari, dove ci siamo piazzati al 13° posto, dopo ben 5 / 7 anni di quinti e sesti posti assoluti e promozionali nella classifica maschile. Poi ovviamente come obiettivi personali, ognuno di noi ha sempre il desiderio e piacere di ripagare il duro lavoro di allenamenti con la conquista di una medaglia.
Tutti scenderemo in campo per onorare al meglio la maglia.

Assistendo ad alcune manifestazioni di cui sei stato protagonista insieme agli atleti dell’A.S.P.E.T., mi ha impressionato la presenza di coloro che in maniera volontaria e soprattutto lontana dai riflettori, si rendono disponibili alla perfetta realizzazione dell’evento. Per non parlare della meticolosità di come preparate la singola gara non lasciando nulla al caso, dalla fase di riscaldamento all’esecuzione finale, infine un terzo tempo senza alcuna distinzione o inviti formali.
Eh si Andrea hai ragione!!! L’organizzazione degli eventi qui a Siracusa, è ormai una macchina quasi perfetta. Dico “quasi”, perché ogni anno cerchiamo sempre di migliorarci e apportare modifiche dove magari negli anni precedenti abbiamo sbagliato o sottovalutato qualche aspetto, i volontari e tutti i nostri collaboratori, sono ormai formati in modo che sappiano cosa fare.
Il terzo tempo che organizzavamo fino a qualche anno fa, ovvero pasta, party o rinfresco, al momento non sarà possibile, in quanto le nuove direttive anti-covid non permettono questo momento conviviale per i rischi di assembramento.
Non appena possibile, riorganizzeremo tutto, in quanto momento per stare insieme, e rilassarci dopo una mezza giornata intensa di gare.

L’opinione pubblica ha acceso (e non poco) i riflettori sulle discipline paraolimpiche, ad esempio la scelta delle sedi olimpiche come di qualsiasi altro evento sportivo, premia soprattutto la sensibilità e gli investimenti di quei territori in prima linea nel risolvere il problema delle barriere architettoniche. Come la pensi?
Come dici tu, dopo Londra 2012 i riflettori sono stati accesi in modo intenso ed è stato un bene per tutto il movimento. Le persone cosiddette “normodotate” devono capire che la disabilità non è un ostacolo alla cultura o crescita del paese, ma bensì dovrebbe essere integrata nel tessuto socio-culturale per dare quella spinta necessaria alla ripartenza, non solo in questo periodo storico pandemico, ma intesa come motore di crescita del paese tutto.

Al giorno d’oggi il problema delle barriere non dovrebbe esistere, o quantomeno essere limitato.
Diciamo che in Italia, rispetto ad altri Paesi siamo ancora parecchio indietro.
Se questo discorso non entrerà bene nelle nostre menti, a poco serviranno tutte le giornate che si fanno per ricordare, a poco serviranno tutte le leggi ad hoc se poi non le rispettiamo. Una barriera, uno scalino o un qualsiasi altro “impedimento” non sono solo d’intralcio al soggetto disabile, ma anche alle persone anziane.

Alle prossime Olimpiadi saranno introdotte nuove discipline rispetto a Rio 2016?
Credo di sì, ma non saprei darti una risposta dettagliata in merito, perché la lista degli sport ammessi e di quelli esclusi, viene sempre pubblicata qualche mese prima, anche se la nostra federazione di riferimento, il C.I.P, già sa tutto, da quando finisce un’edizione e si vede la prossima in programmazione.

Una previsione impossibile: credi si disputeranno le Olimpiadi?
Secondo me sì !!! Si disputeranno sia le Olimpiadi che Paralimpiadi. Ovviamente saranno programmate e svolte seguendo tutti i criteri anti-covid. Ci stanno già lavorando dallo scorso anno.

Nella prima intervista mi dicesti che avevi scoperto ed iniziato a praticare una nuova disciplina sulla quale volevi scommetterti.
Esatto caro Andrea. A settembre 2018 ho iniziato la nuova avventura e scommessa sportiva in una nuova disciplina che si chiama para powerlifting, ovvero sollevamento pesi paraolimpico su panca piana. Ad ottobre dello stesso anno partecipai al campionato italiano assoluto che si svolse ad Augusta. Ad oggi ho portato a casa complessivamente tre bronzi, un oro ed un argento, invece come titoli a squadre due scudetti e due Coppe Italia. Non è finita qui, perché un’altra disciplina è alle porte con relativa pratica e disputa di gare … ma di questo te ne parlerò magari in una prossima intervista, in modo così da darti e trasmettere a tutti voi le nuove sensazioni e raccontare di più in merito. Mentre per quanto riguarda l’atletica leggera dal 2006 ad oggi ho vinto complessivamente sei ori, dodici argenti e ventuno bronzi, partecipando a sei raduni con la nazionale e due edizioni dei giochi mondiali giovanili: 2009 in Svizzera e 2010 in Repubblica Ceca.

Ritengo a dir poco ammirevole il tuo impegno su più fronti, mi piace ricordare la dedizione con cui sei coinvolto nell’assistenza ad eventi che speriamo presto tornare a vivere, così come l’esperienza del 2009 in occasione del tragico terremoto in Abruzzo. Nel “mask case” che l’A.S.P.E.T. ha distribuito ai suoi sostenitori mi ha colpito la frase: “Usa la mascherina, cerchiamo di essere una soluzione al problema e non una parte di esso”.
Credo che qui ci siamo tutta la voglia di rimettersi sempre in gioco, una lezione per tutti.

La voglia di mettermi in gioco e la relativa voglia di dimostrare che la disabilità non è soltanto un limite, è stato da sempre un mio imput. L’esperienza al campo base di Tornimparte (AQ) fu bellissima quanto produttiva, la porterò sempre dentro di me, mi arricchì molto come persona e come carattere.
La frase che ho fatto stampare sul mask case, la ritengo di fondamentale importanza. Si, è vero che la pandemia ha messo a dura prova tutti noi, condizionandoci sotto il profilo umano, lavorativo, sociale ed economico, ma è anche vero che se ognuno di noi non fa il proprio dovere, non ne usciremo mai, si mette a rischio la vita di tante persone, specialmente le categorie più fragili e chi ci sta intorno.

Al netto dei problemi della pandemia, cosa senti di dire a chi si deprime troppo facilmente per banalità, oppure a coloro che si trovano davanti a difficoltà superabili, ma nello sconforto le reputano più grandi delle loro capacità.
Mesi difficili ci aspettano ancora, così come quelli trascorso nel 2020, bisogna avere il coraggio di andare avanti, guardare in positivo, nonostante tutto. Ad oggi non è facile sotto tanti aspetti, soprattutto quello lavorativo ed economico, ma prima ne usciamo prima ripartiremo, non dimentichiamo mai le nostre origini, le nostre basi solide, sulla quale i nostri genitori e nonni hanno costruito il tutto pur non avendo niente. Quello è il punto di partenza.

Concludo con una citazione di Khalil Gibran: “Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.” Senti di aggiungere altro?
Mi piace questa tua citazione, sento di aggiungere … chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo. Ma lo stesso scienziato (Albert Einstein) diceva pure: c’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà.

Autore

Andrea La Rosa

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