L’impresa di Olivier Panis

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Ricordiamo l’incredibile Gran Premio di Montecarlo del 1996, dove tutti i big si ritirarono e solamente quattro monoposto arrivarono al traguardo.

Panis su Ligier JS43 festeggia a Montecarlo la sua prima ed unica vittoria in carriera

Il campionato 1996 rappresenta un nuovo inizio rispetto ai precedenti valori.
In Williams, confermato Damon Hill, c’è l’esordio di Jacques Villenueve, mentre la Ferrari cambia la coppia di piloti ingaggiando Michael Schumacher ed Eddie Irvine; la Benetton, già campione costruttori 1995 con Schumacher che aveva vinto due titoli mondiali, assume Jean Alesi e Gerard Berger (ex Ferrari).
In sintesi la Williams è il team da battere, la Ferrari programma un ciclo, la Benetton è un gradino sotto il livello degli ultimi anni, distante ma in ripresa la McLaren che conferma Hakkinen e prende Coulthard dalla Williams.
Alla vigilia del Gp di Monaco (sesta prova delle sedici in calendario), Hill guida la classifica piloti con 43pt, seguito da Villenueve (22pt) e Schumacher (16pt), tra i costruttori in testa c’è la Williams (65pt) seguita da Ferrari (25pt) e Benetton (18pt).
Il sistema del punteggio premia solamente i primi sei piloti: si assegnano 10pt al vincitore, poi a scalare 6pt, 4pt, 3pt, 2pt, 1pt.
La pole è di Schumacher in prima fila con Hill, terzo Villenueve, ma quello di Montecarlo è un Gp completamente diverso dagli altri, un continuo percorso ad ostacoli per le vicinissime barriere ed inoltre, prima della gara, arriva la pioggia a complicare ulteriormente le cose. Al via Schumacher parte male: superato da Hill, il tedesco dopo poche curve va a sbattere, concludendo anzitempo la sua corsa. Berger si ritira al giro n.9 per problemi al cambio, mentre davanti Hill guadagna

progressivamente scegliendo il momento perfetto per montare le gomme da asciutto, in difficoltà l’altra Ferrari di Irvine (terzo) che vede sopraggiungere Panis: sorpasso al giro n.35 e nella manovra il ferrarista finisce contro le barriere ma riprende la gara.
Al giro n. 40 Hill si ritira per problemi al motore, sale al primo posto Alesi che abbandona la gara nel giro n.60 per il guasto di una sospensione.
Incredibilmente va in testa la Ligier di Panis, e nel frattempo si ritira anche Villenueve per un contatto con Badoer durante il doppiaggio; a pochi giri dal termine Irvine va in testacoda e nel tentativo di ripartire, viene investito da Salo ed Hakkinen.
Tanti i ritiri in una gara folle, che Panis controlla davanti a Coulthard fino alla bandiera a scacchi, sventolata con qualche giro di anticipo perché la corsa supera le due ore massime previste dal regolamento.
Questo l’ordine di arrivo: 1.Panis (Ligier), 2.Coulthard (McLaren), 3.Herbert (Sauber) 4. Frentzen (Sauber).
L’epilogo finale non cambia le zone alte delle classifiche piloti e costruttori, ma il Gp si rivelerà un’occasione più unica che rara per i team di bassa classifica per piazzarsi in zona punti.
Occasione perduta, purtroppo, per l’alessandrina Forti, che qualche mese dopo, a campionato in corso, si ritirerà per problemi economici.
Ne approfitteranno Sauber e Ligier; per il team francese quella di Panis è stata la nona ed ultima vittoria della sua storia, in 326 gare disputate dal 1969 al 1996.

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Andrea La Rosa

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