MLB ed NFL secondo Forbes: il mercato vale più del campo?

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La prestigiosa rivista finanziaria statunitense ha recentemente pubblicato le classifiche 2018 dei club di baseball e football americano secondo il loro valore di mercato. E le sorprese non mancano.

I New York Yankees sono il primo club di MLB a toccare i 4 miliardi di valore

Una delle più importanti riviste finanziarie del mondo, la statunitense Forbes, ha recentemente pubblicato la sua consueta classifica delle squadre professionistiche americane di Major League Baseball e della National Football League, calcolata al termine dello scorso anno solare, il 2018. Iniziando dalla MLB, in testa troviamo, come sempre negli ultimi 21 anni (cioè da quando Forbes pubblica questa classifica), i New York Yankees, che per la prima volta nella storia raggiungono il valore di 4 miliardi di dollari. I Bronx Bombers fanno categoria a sé, con un miliardo di vantaggio sugli inseguitori più prossimi, i Los Angeles Dodgers, e questo a dispetto del fatto che il loro ultimo titolo sia ormai lontano dieci anni e che siano tornati realmente competitivi per il vertice solo nel 2018. La miglior dimostrazione di come, nel marketing sportivo moderno, non serva necessariamente essere dei “perennial winners” per produrre utili da

capogiro; certo, i risultati sul campo aiutano, ma se il club è all’avanguardia su altri fronti non deve temere più di tanto i rovesci tecnici e sportivi. Questi altri fronti sono generalmente tre: uno stadio moderno di proprietà (proprio come nel calcio italiano, no?), le dimensioni del mercato dell’area in cui il club opera e la qualità del management societario. E malgrado alcune stagioni di risultati modesti, gli Yankees possono vantare una forza senza paragoni nelle altre tre voci. E non sono una mosca bianca, visto che in cima alla classifica di Forbes riguardante la NFL troviamo i Dallas Cowboys, che non raggiungono il Super Bowl addirittura da 23 anni ma che sono valutati ben 5 miliardi di dollari, forti di un grande passato, di uno stadio meraviglioso, di un marketing potentissimo e di un mercato, il Texas, che “vive” di football tutto l’anno.
Tornando alla classifica MLB di Forbes, dal secondo al quinto posto troviamo quattro club che negli ultimi anni hanno unito tutti e quattro gli elementi del

successo: i già citati Dodgers (finalisti alle ultime due World Series), Chicago Cubs (campioni 2016), San Francisco Giants (campioni 2010-12-14) e Boston Red Sox (campioni in carica e nel 2013). Dai 2,1 miliardi di dollari, il valore dei New York Mets, fino agli 1.35 di Toronto, inizia una sorta di terza fascia molto affollata, con 11 squadre che, a seconda dei casi, sono deboli in uno dei quattro fattori succitati. Infine troviamo un altro gruppo molto corposo, 14 squadre, in cui molti team si ritrovano “impantanati” in mercati piccoli (Twins, Rockies, Tampa Bay) o con poco interesse per il baseball (i Pirates schiacciati dagli Steelers, ad esempio, o i Royals dai Chiefs), mercati che oltretutto non consentono loro di costruire nuovi stadi e di avere

strategie marketing in grado di “aggredire” i potenziali consumatori.
Passando alla NFL, pur notando una maggiore ricchezza generale a livello di Lega, è importante sottolineare come, tra i primi dieci club più ricchi, ce ne siano diversi che non vedono la ribalta del Super Bowl da diversi anni. I Rams, quarti, prima della finale persa a febbraio avevano fatto la loro ultima presenza nel 2000. Peggio ancora i Redskins, quinti, il cui ultimo Super Bowl è datato 1992, o il trio Bears-Jets-Texans, dal recente passato non certo glorioso. La seconda piazza spetta ai Perennial Winners degli ultimi vent’anni, i Patriots, mentre i 49ers, malgrado le ultime mortificanti stagioni, difendono un onorevole sesto posto.

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Gianluca Puzzo

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