MLB Playoff ’23: le Wild Card vanno di fretta e senza grandi emozioni

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Le quattro serie di Wild Card si sono tutte concluse in due gare, senza neppure una “bella”. In American League passano Minnesota Twins e Texas Rangers, in National i Phillies dominano Miami mentre Arizona sbanca Milwaukee. Dalla notte del 7 iniziano le Divisional Series, al meglio dei 5 match, con il rientro in campo delle prime quattro della classe.

AMERICAN LEAGUE WILD CARD
Tampa Bay Rays – Texas Rangers: 0-2 (0-4, 1-7)
Delusione totale per i tifosi dei Rays, che dopo una stagione da 99 vittorie vedono crollare la loro squadra in due giorni, segnando un solo punto a fronte degli 11 subiti. In gara 1 il dominatore è Montgomery, partente dei Rangers, che lancia sette riprese in shutout, con 5 k e perfino una spettacolare presa in tuffo di un bunt avversario degna di un golden glove. Fino al sesto inning il match è aperto, con Texas avanti solo di due punti, ma a chiuderla ci pensa il pasticciaccio brutto di Siri, l’esterno centro di Tampa, che con due uomini in base riesce a commettere ben due errori nella stessa azione, prima di presa e poi tirando l’assistenza direttamente nel dugout: entrano due punti e il 4-0 resta fino alla fine. In gara 2 Tampa tiene fino al quarto inning, quando Eflin concede prima un solo homer a Garcia e poi un altro da due punti a Carter (con nel mezzo un altro punto entrato su errore difensivo). I Rangers volano via e al sesto attacco sono già avanti 7-0, in pieno controllo e con uno splendido Eovaldi sul mound (6.2 IP, 8 k), che concederà solo al settimo inning il punto della bandiera ai padroni di casa. Ora i Rangers affronteranno i Baltimore Orioles.

Minnesota Twins – Toronto Blue Jays: 2-0 (3-1, 2-0)
Bravi e fortunati i Twins, che spezzano il lungo digiuno di post season tornando a vincere una serie dopo 21 anni. A dispetto dello sweep, è stata questa la serie di Wild Card più palpitante, in cui Toronto ha davvero da recriminare contro se stessa per aver sprecato molte (troppe) occasioni e anche un po’ contro la sfortuna. Gara 1 si apre subito con i fuochi d’artificio grazie a Royce Lewis, che già al primo inning spara fuori un home run da due punti, per poi ripetersi nel terzo, con un solo homer che lancia i Twins sul 3-0. Toronto non si arrende e prova a riaprire il match, ma nel quarto un’assistenza decisiva a casa base di Correa nega il punto ai canadesi, e nel sesto, dopo il 3-1 segnato da Bichette su valida di Kiermaier, arriva la decisiva presa al muro di Taylor, che nega ai Jays i due punti certi per il pareggio. Nell’ottavo Toronto ha ancora una chance per riaprire il match, quando Guerrero colpisce un doppio da leadoff, ma il resto del lineup non è capace di spingerlo oltre. Stesso copione in gara 2, dove Toronto lascia uomini in base sia nel primo che nel secondo attacco, ma i primi a mettere punti sul tabellone sono i Twins, nel quarto inning, quando un deludente Kikuchi, subentrato ad un ancor più deludente Berrios, concede due punti a basi piene. A quel punto, forse preso dall’ansia di dover rimontare pena l’eliminazione, l’attacco di Toronto ne combina di ogni: nel quinto inning, con seconda e terza occupate e due out, Guerrero si fa eliminare da un pickoff in seconda di Gray e chiude l’attacco. Nel sesto, con basi piene e un out, Chapman dapprima è sfortunatissimo, con un linedrive vincente che gli va in foul di pochi centimetri, poi combina un disastro battendo in doppio gioco. Gli dei del baseball decidono che a quel punto gli sprechi possono bastare e il match si chiude 2-0 senza ulteriori sussulti. Ora i Twins voleranno a Houston per vedersela contro gli Astros.

NATIONAL LEAGUE WILD CARD
Phildelphia Phillies – Miami Marlins: 2-0 (4-1, 7-1)
Troppo esperti e vogliosi di una rivincita alle World Series questi Phillies per i Marlins, usciti decisamente ridimensionati da questa Wild Card. In gara 1 il grande protagonista è il partente Wheeler, che uscirà dopo 6.2 riprese e 100 lanci esatti concedendo la miseria di 5 valide e un punto, a fronte di 8 strikeout. L’attacco di casa ingrana tra il terzo e il quarto inning, segnando tre punti che indirizzano inevitabilmente il match. Nel settimo Miami segna il 3-1 e riempie le basi, ma ci pensa Alvarado a chiudere l’inning con un prezioso k su Gurriel. Nell’ottavo, i Phillies salgono 4-1 con la corsa a casa di Harper sul doppio di Castellanos, quindi nel nono ci pensa Kimbrel a chiudere, non concedendo nulla dopo il leadoff double di Bell. Ancora più a senso unico gara 2, in cui Nola, il partente dei Phillies, sfodera una splendida prestazione di sette inning con shutout e sole tre valide concesse ai Marlins, che al quarto sono già sotto 3-0. La pietra tombale sul match e sulla serie la mette Stott nel sesto, con un grand slam che lancia i Phillies sul 7-0. Il punto della bandiera dei Marlins arriva solo all’ultimo attacco, prima della chiusura di Soto. Ora per i Phillies ci sono gli Atlanta Braves, per una serie che si preannuncia appassionante e molto equilibrata.

Milwaukee Brewers – Arizona Diamondbacks: 0-2 (3-6, 2-5)
I Brewers escono amaramente da una serie ampiamente alla loro portata in cui però non hanno saputo capitalizzare, in entrambi i match, il vantaggio iniziale. In gara 1 i padroni di casa conducono addirittura 3-0 dopo soli due attacchi (grazie soprattutto all’home run da due punti di Taylor), ma si bloccano e finiscono per essere superati e doppiati. Nella parte alta del terzo i D’Backs rimettono le cose a posto con due fuoricampo, da 2 punti di Carroll e da uno di Marte; nella parte bassa i Brewers avrebbero subito l’occasione per riportarsi avanti, ma lasciano tre uomini in base contro Mantiply, chiamato subito dal bullpen al posto del deludente Pfaadt. Milwaukee insiste troppo su Burnes, che nel quarto incassa da Moreno il solo homer del sorpasso (3-4), e nel quinto lancia due walk consecutive, prima di essere sostituito da Uribe che rimette le cose a posto con grande freddezza. Nel quinto i Brewers sembrano ancora sul punto di riaprirla, con basi piene e zero out, ma Evan Longoria salva i suoi con un doppio gioco meraviglioso, con presa al volo di una linea e chiusura in seconda. Nel nono arrivano per Arizona i punti della tranquillità, grazie al doppio di Walker che fissa il 3-6 prima della chiusura di Sewald. In gara 2 i Brewers partono fortissimo, volando sul 2-0 già al primo inning, in cui lasciano anche due uomini in base. Il vantaggio dei padroni di casa, trascinati da un buon Peralta, regge fino al quinto, quando un solo homer di Thomas lo dimezza. Nel sesto cala Peralta e sono dolori per i Brewers: Marte manda a casa due punti con un doppio (2-3), al posto di Peralta sale sul mound Uribe (scelta discutibile, visto che aveva lanciato il giorno prima) che prima concede il 2-4 con un wild pitch e poi incassa la valida di Gurriel per il 2-5. Milwaukee ha l’ultima grande chance nell’ottavo inning, quando riempie le basi con un solo out dopo lo splendido bunt a sopresa del leadoff Yelich e le valide di Contreras e Canha, ma il rilievo Saalfrank è bravissimo a chiudere l’inning senza subire punti. Ora per i D’Backs c’è lo scontro teoricamente impari contro i Dodgers.

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Gianluca Puzzo

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