MLB Playoff ’23: nell’anno delle grandi deluse, è l’ora delle Wild Card

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Scattano domani, con le gare 1 delle Wild Card, i playoff della Major League Baseball; assenti ingiustificate le prime tre squadre per payroll (San Diego e le due newyorkesi), per la corsa al titolo sono in prima fila le tre formazioni da 100 e più vittorie: Atlanta, Baltimora e i campioni uscenti di Houston.

Due notizie tristi, prima di iniziare a raccontarvi la post season 2023 del baseball: la prima, drammatica, riguarda la morte, avvenuta ieri, a soli 57 anni, di Tim Wakefield, pitcher dei Boston Red Sox. Un lanciatore speciale e amatissimo, anche dal sottoscritto, non solo per le due World Series vinte con Boston, ma perché capace di segnare un’era; come fosse “l’ultimo dei Mohicani”, Wakefield è stato l’ultimo grande “knuckleballer” in una MLB che già prima di lui si stava evolvendo sul sentiero della “velocità innanzitutto”. I suoi lanci, lentissimi al confronto con tutti gli altri (la sua knuckle raggiunse al massimo le 69 miglia orarie), avevano però il pregio dell’imprevedibilità, non solo quella data dagli effetti impressi da Wakefield ma anche dall’incidenza degli elementi esterni (vento, umidità) capaci di modificare impercettibilmente, a basse velocità, la traiettoria della palla. Imprevedibilità ai massimi livelli, quella di Wakefield, al punto che Boston gli ha spesso tenuto nel roster un catcher specializzato nel ricevere i suoi lanci, Doug Mirabelli il più celebre. In un mondo di mound abitati sempre più da energumenti con il guantone, Wakefield rappresentava l’uomo comune, che non essendo in grado di lanciare fulmini e saette, usava la tecnica e un tocco di furbizia per far letteralmente impazzire i battitori avversari, come confermano gli oltre 2 mila strikeout in carriera. Un simbolo di una squadra, amatissimo dentro e fuori dal campo, scomparso davvero troppo presto.
La seconda notizia, triste ma non certo drammatica, è quella del ritiro di Miguel Cabrera, nato in Venezuela 40 anni fa, bandiera perenne dei Detroit Tigers e ultimo giocatore capace di vincere la Triple Crown, nel 2012, assegnata al giocatore capace di primeggiare in media battuta, fuoricampo e punti battuti a casa nella stessa stagione. Per dare un’idea della difficoltà di questo traguardo, l’ultimo prima di Cabrera era stato Yastrzemsky nel 1967… Battitore eccelso, dotato di potenza e disciplina nel box, Cabrera esplode già al suo primo anno, con la maglia dei Marlins, con cui vince le World Series (celebre il suo duello in gara 4 contro Clemens). Negli anni diventerà una bandiera dei Tigers e di tutta la MLB, amatissimo per la sua classe e per il suo sorriso contagioso, la capacità di sdrammatizzare e di scherzare durante il gioco (Adrian Beltre era una delle sue “vittime” preferite), senza per questo mai perdere di vista la partita. Cabrera si ritira con numeri da capogiro (306 di media battuta vita, 3.174 valide, 511 home run e 1.881 punti battuti a casa), che lo collocano di diritto nell’Olimpo dei migliori battitori di tutti i tempi, con Aaron e Mays. Prossima fermata, Cooperstown.
E veniamo ora all’attualità incombente, con la post season 2023 che scatta domani con i primi quattro match di Wild Card, serie preliminari, ricordiamolo, solo al meglio delle tre partite, tutte giocate sul campo della miglior testa di serie. Un breve cenno, però, va alle grandi deluse di questa regular season, ovvero Padres, Yankees e Mets, le tre franchigie con il più alto monte stipendi della MLB, che guarderanno i playoff da casa, viste le deludentissime prove fornite; un bagno di umiltà, forse, andrebbe considerato tra i rimedi più urgenti, da San Diego alla Grande Mela. Il tabellone di chi invece ce l’ha fatta è certamente dominato dalle tre

squadre capaci di vincere 100 e più partite, ovvero Atlanta Braves (104), Baltimore Orioles (101) e Los Angeles Dodgers (100). Tutte godono del bye, naturalmente, assieme ai campioni in carica degli Houston Astros, vincitori della American League West, quindi dalla stessa parte di tabellone degli Orioles, grandissima sorpresa della stagione. Le Wild Card dell’American League vedranno Minnesota Twins contro Toronto Blue Jays e Tampa Bay Rays contro Texas Rangers. La prima è certamente molto equilibrata, come confermano anche le 3 vittorie a testa nei match di regular season, e potrebbe essere un passo di rinascita per i Twins, che tornano ai playoff dopo tre anni ma che non vincono una partita di post season dal 2004 e una serie addirittura dal 2002. I Jays partivano con ambizioni di division, ma si sono ben presto ritrovati schiacciati dalla coppia Orioles-Rays che ne ha ridimensionato il cammino; sono entrati come ultima testa di serie del tabellone, ma negli ultimi anni hanno maturato una consistente esperienza di post season, fattore non trascurabile. Esperienza ancora maggiore ha Tampa, giunta alla quinta post season consecutiva, che ha rabberciato al meglio possibile una stagione in cui la sua pitching rotation è stata falcidiata dagli infortuni. Per la Wild Card potrebbe però bastarle quel che ha, visto che i Texas Rangers di Bruce Bochy, che tornano ai playoff dopo sette anni, arrivano con il poco invidiabile primato di avere più salvezze mancate (33) di quelle realizzate (30). L’attacco dei Rangers fa scintille, ma il rischio che il bullpen vanifichi tutto negli ultimi inning è più che concreto. Passando alla National League, con Braves e Dodgers ancora per qualche giorno a riposo, le Wild Card vedranno affrontarsi Milwaukee Brewers-Arizona Diamondbacks e Philadelphia Phillies-Miami Marlins. Dopo gli Orioles, i D’Backs sono certamente la sorpresa stagionale: arrivano ai playoff dopo una prima parte di stagione sensazionale, seguita però da uno slump estivo che ha consentito ai Dodgers di prendere il largo. Il loro compito è però complesso, non solo perché giocheranno sempre a Milwaukee ma soprattutto perché i Brewers hanno pacchetto di lanciatori di tutto rispetto, sia starters (Burnes, Woodruff e Peralta) che bullpen, che in due/tre partite possono schierare al meglio, senza problemi di turni di riposo. I Brewers sono alla quinta post season nelle ultime sei stagioni, mentre Arizona è solo alla seconda apparizione dal 2011. I precedenti stagionali dicono 4-2 per i D’Backs, mentre il primo e finora unico precedente nei playoff, datato Division Series del 2011, venne vinto dai Brewers in sei partite. Impresa ancor più complessa di Arizona appare quella che attende i Marlins, approdati alla post season come quinta forza della National League solo nell’ultima settimana di stagione regolare, dopo aver navigato per molti mesi a metà classifica nella corsa alle Wild Card. Miami se la vedrà contro Philadelphia, campione uscente della NL che lo scorso anno cedette solo a Houston, nelle World Series, in sei partite. I Phillies, con un attacco prolifico e un bullpen robustissimo, in cui spicca la stagione eccellente di Jeff Hoffman, sembrano essere largamente favoriti, ma i Marlins hanno dalla loro una condizioni psicologica invidiabile e un fenomeno come Jorge Soler, che nel 2021, con la maglia dei Braves, fu protagonista di una sensazionale post season, contribuendo non poco alla vittoria finale di Atlanta. Le quattro serie di Wild Card si giocheranno in tre giorni consecutivi, dal 3 al 5 ottobre per le eventuali gare tre, mentre le Division Series (al meglio delle 5 partite) scatteranno il 7 ottobre.

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Gianluca Puzzo

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