MLB Playoff ’23: si aprono le Divisional e per L.A. è già un incubo

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Sono scattate stanotte le quattro serie del Divisional Round: in American League i Rangers sbancano Baltimora mentre gli Astros domano i Twins con un grande Verlander. Ma i risultati più clamorosi vengono dalla National, con i Phillies che tengono a zero l’attacco di Atlanta e l’epocale crollo di Kershaw, che incassa 6 punti nel primo inning spianando la strada ai D’Backs.

AMERICAN LEAGUE DIVISIONAL SERIES
Baltimore Orioles – Texas Rangers: 0-1 (2-3)
I Rangers iniziano come meglio non si potrebbe il loro Divisional Round, andando a vincere 3-2 gara 1 in casa degli Orioles dopo un match che ha concentrato le proprie emozioni nella parte centrale. I due partenti, Bradish e Heaney, tengono in pugno la partita fino al quarto inning, quando Texas segna i primi due punti della serata grazie a Garcia, autore di un doppio e poi mandato a casa da un altro doppio di Carter, e a Carter stesso, che sfrutta il singolo di Heim per siglare il 2-0. L’inning potrebbe essere addirittura più prolifico per i texani, ma Semien finisce strikeout con le basi piene. Nella parte bassa del quarto gli Orioles dimezzano lo svantaggio con un doppio di Mountcastle che manda a punto Santander per il 2-1. Nel sesto Bradish lascia il mound a Webb, che però concede a Jung un solo homer che vale il nuovo allungo dei Rangers (3-1), cui risponde poco dopo un altro hr da un punto, di Santander su Dunning, per il 3-2. Da quel momento in poi ci pensa il bullpen dei Rangers a “congelare” il risultato, aiutato non poco dalla difesa: nell’ottavo Chapman parte malissimo (due walk e un wild pitch) ma un doppio gioco gli toglie le castagne dal fuoco prima del k conclusivo. Infine, nel nono inning, il closer Leclerc concede una valida al leadoff Henderson, che poco dopo prova a rubare la seconda base ma viene fulminato da una splendida assistenza del catcher Heim. L’appuntamento per gara 2 è già stanotte.

Houston Astros – Minnesota Twins: 1-0 (6-4)
Splendidi Astros, che vincono senza troppo penare gara 1, ma applausi anche all’orgoglio dei Twins, la cui reazione ha consentito al match di avere un senso fino all’ultimo out. Nella notte del crollo verticale di Clayton Kershaw, a Houston assistiamo invece all’ennesima gemma di un altro, grandissimo veterano del mound, Justin Verlander, che lancia sei riprese senza concedere punti, ma solo quattro valide e tre walk, a fronte di 6 k. È anche grazie a lui che gli Astros dominano i primi due terzi di gara, iniziati subito con lo squillo di Altuve, che da leadoff del match la spara subito fuori. Nel terzo arrivano altri due punti con il fuoricampo di Alvarez che manda a casa anche Bregman, precedentemente colpito da Ober. Nel quarto i Twins inseriscono Maeda sul monte, ma il monologo dei padroni di casa prosegue ancora nel quinto, con due valide di Abreu e McCormick che siglano il 5-0. Nel settimo inning, con Neris al posto di Verlander, Minnesota si scuote di colpo grazie alla bordata da tre punti di Polanco, seguito immediatamente dal solo homer di Lewis per il 5-4. Brian Abreu rileva Neris, incassa subito un doppio da Kepler ma è poi decisivo nel k su Kirilloff. Il brivido per gli ospiti dura poco, giusto il tempo del cambio di campo, con Alvarez che mette a segno il secondo hr della sua serata per il 6-4 che resisterà fino alla fine. Si torna in campo già stanotte per gara 2.

NATIONAL LEAGUE DIVISIONAL SERIES
Atlanta Braves – Philadelphia Phillies: 0-1 (0-3)
I Braves sprecano molto in attacco, sbagliano probabilmente il cambio dello starting pitcher e devono infine inchinarsi in gara uno ai tenacissimi Phillies, che tengono in pugno il match grazie al bullpen e si concedono anche il lusso di lasciare a zero il miglior attacco della Major League. La gara si sblocca al quarto inning, quando Strider, nel tentativo di eliminare Harper in prima, sbaglia il pickoff, mandandolo in posizione punto. Ci pensa poco dopo Stott, con un singolo, a battere a casa il punto dell’1-0 per Philly. I Braves si scuotono subito, ma sprecano troppo: tre uomini lasciati in base alla fine del quarto, contro Hoffman, e altri due nel quinto, contro Dominguez, che con uomini agli angoli e un solo out sigla due splendidi strikeout su Acuna e Riley. E allora, inevitabile, arriva la punizione degli dei del baseball, sotto forma del solo homer di Harper che vale il 2-0 Phillies. L’ottavo attacco degli ospiti è uno show: con Minter sul mound, Turner batte valido, poi ruba in sequenza la seconda e ancora la terza base. Minter concede una base ball a Harper e viene sostituito da Johnson, che mette k Bohm ma lascia salire Harper in seconda con un’altra rubata. Ancora una walk, su Stott, e le basi sono piene con due out: nel box va Realmuto, che subisce un’interferenza dal guanto del catcher e va in prima di diritto, spingendo quindi Turner al punto del 3-0. Nell’ottavo inning i Braves hanno ancora un’ultima chance per riaprire il match, con due uomini in base e zero out, ma prima Olson trova solo una volata e poi Albies batte in doppio gioco chiudendo di fatto il match. Gara 2 è in programma lunedì notte.

L.A. Dodgers – Arizona Diamondbacks: 0-1 (2-11)
Abbiamo assistito all’ultima partita della carriera di Kershaw? Difficile a dirsi, anche perché non dipende solo da lui, ma certo è che la punizione subita in gara uno dal tre volte vincitore del Cy Young è di quelle clamorose: 0.1 inning lanciati, 6 valide subite (tra cui un hr da 3 punti), una walk e ben 6 punti subiti. Per dare una dimensione del crollo di Kershaw, basti pensare che nell’intera storia dei playoff solo tre partenti prima di lui hanno concesso almeno sei punti a fronte di un solo out, e nessuno di loro ha un curriculum minimamente paragonabile a lui. La curva troppo ampia, la fastball che non va oltre le 88 miglia orarie, l’ansia dipinta sul volto, sono tutti segnali di un pitcher ormai (comprensibilmente) logoro e non più in grado di giocare ai livelli a cui ci ha abituato (soprattutto in regular season, va detto). Sulla partita c’è naturalmente ben poco da dire, visto che poteva considerarsi conclusa dopo un solo inning, sul 6-0, e ancor di più dopo il secondo, 9-0. I punti della bandiera dei Dodgers sono arrivati solo all’ottavo, quando si era già sull’11-0 e il pubblico iniziava a sfollare. Numeri eccezionali di Arizona nel box, naturalmente, ma aspettiamo gara 2, lunedì notte, per capire quanto c’è stato di vero in questa surreale gara 1.

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Gianluca Puzzo

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