MLB playoff: tante illustri delusioni, ma il grande sconfitto è Clayton Kershaw

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Kershaw-sconfitto_postIl primo turno dei playoff della Major League Baseball è stato breve ma intenso: due sole serie sono arrivate a gara quattro, nemmeno una a gara cinque. Quindi tutto come previsto? Nemmeno per sogno, ovviamente. Delle quattro eliminate, quella che ha meno da rimproverarsi è Washington, battuta 3-1 dai solidissimi Giants dopo aver lottato fino allo stremo delle proprie forze. Per Detroit Tigers e Los Angeles Angels, due corazzate costruite a suon di milioni per arrivare in fondo, sono già iniziati i processi interni dopo le fallimentari eliminazioni in tre sole partite per mano rispettivamente di Baltimore Orioles e Kansas City Royals. Ma è a Los Angeles, sponda Dodgers, che bisogna andare a trovare il vero sconfitto del Division Round: Clayton Kershaw, lanciatore dominante della stagione regolare, crollato per due volte al settimo inning di fronte ai Cardinals. Andiamo a vedere le quattro serie nel dettaglio.

Baltimore Orioles – Detroit Tigers 3-0
Troppo brillanti gli Orioles per questi Tigers, fossilizzati nelle loro certezze, la rotazione dei partenti, e incapaci di reagire appena la partita prende un binario differente. Troppo debole il bullpen del Michigan, letteralmente fatto a pezzi in gara uno, persa per 12-3 quando Schertzer era stato fatto uscire nell’ottavo inning sotto solo di un punto, 3-4. Nel lineup si sono fatti sentire solo i due Martinez, Victor e J.D., non pervenuti a livello del loro rango Cabrera, Hunter e Kinsler. Gara due è stata la chiave di volta della serie: Detroit si ritrova avanti 5-2 alla fine del quarto attacco, dopo un fuoricampo da 3 punti di J.D. Martinez e un “solo homer” di Castellanos. Sul monte c’è Verlander, una garanzia: 111 vittorie e solo 2 sconfitte quando il suo attacco ha realizzato almeno 5 punti. Ma nell’ottavo inning, con i Tigers ancora avanti 6-4, accade l’imponderabile, sempre a causa del fragilissimo bullpen di Detroit. L’eroe della serata è un ex di lusso, Delmon Young, che entra da pinch hitter e piazza subito un doppio contro Soria, spingendo a casa i tre punti  del sorpasso per il 7-6 finale. Gara 3 è veloce e piuttosto noiosa, non accade praticamente nulla fino al sesto inning, quando un home run da due punti di Nelson Cruz spezza l’equilibrio. Nell’ultimo attacco i Tigers piazzano due doppi consecutivi ancora con i due Martinez, segnando il punto dell’1-2, ma un doppio gioco difensivo chiude la serie. Avanti gli Orioles, squadra di bombardieri guidata da un Cruz a caccia di vendetta, dopo la squalifica per doping e il conseguente scaricamento dei Texas Rangers.

St. Louis Cardinals – Los Angeles Dodgers 3-1
Serie assolutamente imprevedibile ed emozionante, con tutte le partite terminate con lo scarto di un solo punto. Il momento cruciale è stato il settimo inning del primo match, con Kershaw fin lì padrone del match e i Dodgers avanti 6-2 con un certo agio, grazie alla produzione piuttosto generalizzata di tutto il lineup. Lì, però, la macchina perfetta di Kershaw s’inceppa: incassa quattro valide consecutive e crolla definitivamente sul doppio di Carpenter (protagonista di tutta la serie), che porta avanti i Cardinals 7-6. Sul monte sale Baez, ma St. Louis è una squadra troppo esperta per non sfruttare al meglio il momento inatteso, e Holliday spara un home run da 3 punti, portando il punteggio sul 10-6. In quegli 8 punti presi in un inning non ha cambiato verso una sola partita, ma l’intera serie: St. Louis, fin lì abbagliata dalla classe di Kershaw, ha improvvisamente capito di potercela fare, di poterlo battere. I Dodgers portano a casa gara 2 grazie a una pregevole prova di Greinke, sia sul mound che nel box: nell’ottavo un fuoricampo di Carpenter riporta il punteggio sul 2 pari, ma subito dopo ci pensa Kemp, con un altro home run, a dare la vittoria a L.A. Gli eroi di gara 3 per St. Louis sono un veterano, Brad Lackey, e un giovanotto alla prima stagione da titolare, Kolten Wong. Il partente lancia 7 riprese di straordinaria fattura, con un solo punto concesso e 8 k; il seconda base piazza un decisivo home run da due punti nel settimo inning, spianando la strada alla vittoria dei Cardinals. Da segnalare i 7 k consecutivi incassati da Jasiel Puig, che infatti viene escluso dal lineup titolare di gara 4. C’è di nuovo Kershaw sul monte e la storia si ripete, incredibilmente: il mancino tiene a zero l’attacco di St. Louis fino al settimo inning, mentre il suo attacco segna due punti che porterebbero la serie a gara 5. Il settimo attacco di L.A. si chiude con una strepitosa giocata di Molina, che prima salva un wild pitch e poi fulmina Ethier in terza con un tiro che coglie di sorpresa perfino i cameraman della Fox. Poi, in difesa, il settimo inizia con due valide di Holliday e Peralta, spediti a casa dal fuoricampo da 3 punti di Adams. I Cardinals sorpassano sul 3-2, con il Busch Stadium in delirio totale; Kershaw esce, terreo in volto, occhi bassi. I Dodgers non ne hanno più nel nono e la loro stagione si chiude qui.

San Francisco Giants – Washington Nationals 3-1
Almeno sui Giants ci avevamo azzeccato, in sede di pronostico. Poco importava che i Nationals avessero avuto un record migliore in regular season: dopo un anno sabbatico il gruppo di campioni di San Francisco è tornato, rinforzato ulteriormente da mestieranti navigati come Jake Peavy (protagonista di una strepitosa gara 1) e di giovani molto talentuosi come Joe Panik. Certamente da ricordare, in questa serie, è la seconda partita, durata la bellezza di 18 inning, quando è stata risolta da un solo homer di Brandon Belt: con le sue 6 ore e 23 minuti di durata, è divenuta la gara più lunga nella storia di tutti i playoff della Major League! Washington ci ha messo comunque orgoglio, andando a vincere in California gara 3, grazie a  Bryce Harper, il migliore dei suoi in attacco in tutta la serie. Lo stesso Harper ha provato a ripetere lo scherzo in gara 4 con un gran fuoricampo, ma stavolta i Giants non si sono seduti e hanno chiuso la serie.

Kansas City Royals – Los Angeles Angels 3-0
I Royals sono stati brillanti, aggressivi e generosi, siamo d’accordo, ma è evidente che in questa serie i riflettori vanno puntati sugli Angels e sulla loro masochistica capacità di buttare via in 5 giorni le 98 partite vinte in stagione, miglior record dell’intero campionato. L’attacco dei vari Trout (candidato MVP dell’American League), Pujols (pagato 240 milioni di dollari) e Hamilton (125 milioni) ha realizzato solo 6 punti in 3 partite, lasciando il monte di lancio in balia dei tremendi corridori dei Royals. Nel box Trout ha chiuso la serie con 1 su 12, Pujol con 2 su 12 e addirittura Hamilton con zero su 13 turni in battuta. Numeri da brividi, per i quali pare che pagherà, come di consueto, l’allenatore. Mike Scioscia sembra diventato ora il capro espiatorio di questo fallimento, ma fino a una settimana fa non era l’allenatore più vincente dell’anno?

Le Championship Series vedranno ora di fronte Orioles-Royals per l’American League e la classicissima Giants-Cardinals per la National. Ora le serie sono al meglio delle 7 partite: in palio ci sono le World Series.

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Gianluca Puzzo

3 commenti

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  • Mi dispiace per Kershaw, il cui talento mi abbaglia ogni volta.
    Ribadisco il mio pronostico per le WS: royals vs giants

    • Io dico invece Orioles-Giants ma, come vedrai domani, il nostro corrispondente dagli USA non è d’accordo con nessuno dei due…

Gianluca Puzzo

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