NFL ’17: Rodgers e Prescott, generazioni di fenomeni

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Ben lungi dal dare giudizi definitivi, la prima giornata della NFL ha detto una cosa soprattutto: la caccia al bis sarà molto più difficile del previsto, per i New England Patriots. E questo non solo per la sconfitta subita per mano dei Chiefs, di cui vi abbiamo già riferito, ma anche perché sugli altri campi si sono viste diverse pretendenti di livello, sufficientemente equilibrate tra attacco e difesa per poter ambire al massimo traguardo. Due di queste, Green Bay e Dallas, sono state guidate magistralmente dai loro quarterback, due fenomeni che, pur appartenendo a generazioni molto diverse (tra di loro passano 10 anni di differenza), hanno la stessa capacità di esaltarsi con freddezza, senza mai perdere il filo della visione generale della partita: Aaron Rodgers e Dak Prescott.

Il primo ha guidato i Packers alla vittoria nella partita più equilibrata e difficile del turno d’apertura, 17-9 sui Seattle Seahawks, una gara dura, con un’atmosfera già da playoff, considerate le rudezze viste in campo. Dopo un primo tempo dominato dalle difese, i fuochi d’artificio si sono accesi nel terzo periodo, con un fumble di Wilson subito trasformato in td da Rodgers con una corsa di Montgomery (a proposito, buona la sua prima da running back puro). I Seahawks hanno confermato di avere una straordinaria difesa, ma i problemi, come previsto, sono nella linea offensiva, davvero non altezza del qb che dovrebbe proteggere. I Packers sono stati solidi, concreti e pazienti, consci del valore dell’avversario ma assolutamente determinati verso la vittoria. Continuando così, e restando sani, possono andare davvero lontano, e la controprova potremo averla già domenica prossima, quando andranno ad Atlanta per il match clou della seconda giornata. Per Seattle domenica di relax, visto che riceveranno i 49ers.

Ci resta da riferirvi sugli altri due big match del primo turno: il Sunday Night di Dallas e il Monday Night di Minneapolis. Nel primo, alla sontuosa prestazione di Dak Prescott hanno fatto da contraltare dei New York Giants troppo brutti per essere veri. Al di là delle assenze e dell’essere in trasferta, segnare solo tre punti in una partita tra pretendenti ai playoff è davvero una batosta, da cui non si è salvato nessuno, Eli Manning compreso. Dallas invece ha fatto la voce grossa: spettacolari in attacco, feroci in difesa, ora i Cowboys dovranno riconfermare il tutto su un campo difficile come quello di Denver.

Proseguiamo con i Vikings, autori anche loro di una splendida prestazione casalinga, culminata nel 29-19 sui Saints. Ben protetto dalla sua linea, Sam Bradford ha fatto vedere ancora una volta come, quando è in giornata, sia capace di trasformarsi in un’autentica macchina da big play. 346 yard lanciate, 3 touchdown e una prestazione da vero leader, pur avendo di fronte un mostro sacro del ruolo come Drew Brees, apparso per contro davvero in ombra. Ma i Vikings non sono stati solo Bradford, visto che anche le corse hanno funzionato bene (133 yard contro le sole 36 di New Orleans) e la difesa ha lavorato davvero bene, senza cali. Ora, per Minnesota, c’è la trasferta impegnativa contro gli Steelers, mentre i Saints riceveranno i Patriots a caccia di rivincite.

A margine, segnaliamo le figuracce casalinghe dei 49ers, sconfitti a 3 dai Panthers, dei Bengals, addirittura a zero dai Ravens, e dei Texans, strapazzati 29-7 dai Jaguars. Andrew Luck non è ancora pronto per scendere in campo e, come previsto, i suoi Colts si sciolgono come neve al sole, incassando qualcosa come 46 punti dai Rams. Infine, c’è da ricordare l’ottimo esordio di Giorgio Tavecchio, kicker italiano che dopo molte bocciature sul filo di lana ha finalmente avuto la possibilità di mostrare tutto il suo valore. E lo ha fatto davvero bene, il milanese, segnando 14 punti (4 su 4 nei field goal, con una realizzazione da 52 yard!) nella vittoria dei Raiders sui Titans.

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Gianluca Puzzo

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