NFL ’18-’19 week 14: Miami e il rugby che non ti aspetti

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Molte sorprese, in questo quattordicesimo turno della regular season NFL, soprattutto in AFC, dove sono cadute quasi tutte le migliori del ranking. La più rumorosa è naturalmente quella dei Patriots, il cui incredibile finale ha fatto subito il giro del mondo: a 7″ dalla fine, sotto 28-33, i Dolphins s’inventano un’azione in perfetto stile rugbistico, tagliando il campo con diversi passaggi laterali all’indietro e finendo per liberare Drake, la cui accelerazione vale il clamoroso touchdown della vittoria, 34-33, a tempo già scaduto. I Pats lasciano la Florida masticando amaro, non solo per la beffa finale ma soprattutto per le molte occasioni sprecate, sia dal kicker Gostkowski che dallo stesso Brady, che nel finale di secondo quarto non capitalizza almeno con un field goal una posizione di campo favorevolissima. Sconfitta non drammatica per New England, che a questo punto è però chiamata a vincere domenica prossima a Pittsburgh; gli Steelers sono in crisi (terza sconfitta consecutiva), ma l’Heinz Field è sempre un campo complicato da espugnare. Per i Dolphins, invece, questa è un successo fondamentale, che consente loro di rimanere in piena corsa per una wild card.

Due partite sono finite all’overtime, entrambe con la vittoria della squadra di casa: i Chiefs hanno risposto alla grande a chi li voleva già finiti dopo il taglio di Hunt battendo i Ravens grazie all’ennesima prestazione pazzesca di Mahomes, e i Cowboys hanno confermato il loro buon momento superando gli Eagles (campioni ormai più che uscenti) con un Amari Cooper semplicemente inarrestabile. I Texans interrompono a nove la loro striscia vincente, cadendo in casa contro i più motivati Colts, mentre i Rams perdono (ma non compromettono la loro classifica) in quel di Chicago, al termine del festival dell’intercetto (ben 7 complessivi). Difficile dire dove si fermino i meriti della difesa dei Bears e i demeriti di un attacco californiano davvero in giornata no, con Goff e Gurley irriconoscibili e improduttivi (quando non dannosi). Di ben altro peso lo stop subito dagli Steelers in casa dei mediocri Raiders, con il field goal del pareggio sbagliato allo scadere: perso Bell per le note controversie contrattuali, perso ora anche Conner per infortunio, il reparto corse di Pittsburgh appare sguarnito, poco talentuoso e ancor meno esperto. E per fortuna che l’infortunio a Big Ben si è rivelato di poco conto. Se non batteranno i Patriots domenica (cosa non proprio semplicissima…), è probabile che gli Steelers perdano la testa della AFC North in favore dei Ravens, che ospitano i Buccaneers, trovandosi così invischiati nella lotta per la wild card.

I Saints si svegliano in tempo per evitare una clamorosa debacle a Tampa Bay: sotto 3-14 all’intervallo, segnano 25 punti consecutivi nel secondo tempo, mettendo ancora una volta il loro sigillo sulla NFC South, anche grazie all’ennesimo passo falso dei Panthers, battuti meritatamente a Cleveland. In piena crisi, anche peggio dei Panthers, ci sono i Redskins, che si fanno asfaltare 40-16 dai Giants (erano  sotto addirittura 34-0 all’intervallo) e passano al quarto quarterback nelle ultime tre partite, dopo aver finalmente capito quanto fosse impresentabile Mark Sanchez. Chiunque pur di non richiamare Kaepernick…

Nel Monday Night, infine, dei Seahawks concreti all’inverosimile hanno ragione dei Vikings solo all’ultimo quarto di gioco, quando dilagano grazie a due td, uno dell’attacco e l’altro della difesa grazie a un fumble recuperato. Fino all’inizio dell’ultimo periodo si era sul 3-0, con una partita dominata dalle difese e dall’inconcludenza dei rispettivi attacchi, pur nella contrapposizione filosofica. Seattle basa tutto sulle corse e sul possesso palla prolungato, mentre Minnesota è più verticale ma ha nella lentezza di lettura del proprio qb un limite che ogni tanto paralizza gli schemi. Da segnalare il clamoroso errore della crew arbitrale (uno dei tanti che si vedono, purtroppo, ogni domenica) che ha lasciato correre sulla giocata di Bobby Wagner in occasione di un field goal dei Vikings, bloccato dal linebacker di Seattle con una sorta di “saltacavallo” sulle schiene dei compagni. Così facendo, Wagner ha scavalcato la linea di scrimmage, piombando in un attimo davanti al kicker e stoppando quindi il pallone diretto verso i pali. Il regolamento parla chiaro, non si possono usare i corpi degli avversari o dei compagni come trampolino per scavalcare gli avversari; regola che mi pare ovvia, altrimenti assisteremmo a continui sollevamenti tipo le touche del rugby. Ma che alcuni arbitri abbiano sbagliato sport è ormai risaputo…

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Gianluca Puzzo

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