NFL ’18: presentazione delle squadre AFC

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A poco più di una settimana dal kickoff della nuova regular season, in programma il 6 settembre, presentiamo come di consueto tutte le squadre in corsa, analizzandone brevemente le prospettive dopo la offseason. In generale, va detto che quella che si sta concludendo è stata una delle sessioni di mercato più attive degli ultimi anni, con molti nomi importanti, soprattutto in attacco, che hanno cambiato casacca. Molti quarterback hanno fatto le valigie, chi per avere più chance di mostrare il proprio giovane talento (Keenum, Bridgewater, Taylor, ad esempio), chi per cercare un ultimo palcoscenico importante in chiusura di carriera (Smith, Bradford, Cousins). Pochi ma buoni i movimenti in difesa, soprattutto tra i cornerback, che hanno visto spostarsi tre pezzi da novanta (se riescono a restare sani) come Talib, Sherman e Peters. Ma andiamo a vedere nel dettaglio i team, ad iniziare dall’American Football Conference.

AFC EAST
BUFFALO BILLS
L’aver riportato la squadra ai playoff dopo 17 anni di astinenza non è bastato a Taylor per meritarsi la riconferma. E così il qb titolare del 2017, pur reduce da un serio infortunio, ha preso la strada di Cleveland, e ora Buffalo deve scegliere tra McCarron e la settima scelta assoluta del draft, Josh Allen, non propriamente due garanzie. Questo, unito all’apparente pochezza del reparto ricevitori, rende la squadra ben instradata verso una nuova astinenza da playoff.

MIAMI DOLPHINS
In regia torna Ryan Tannehill dopo l’infortunio che gli ha fatto saltare praticamente l’intera scorsa stagione, ma quello che trova è un roster cambiato e un po’ datato. Partiti Suh, Landry, Puncey e Timmons, sono arrivati due nomi importanti, ma un po’ in là con l’età: il running back Frank Gore e il ricevitore Danny Amendola, ex bersaglio di una vita per Tom Brady ai Patriots. Un po’ poco per arrivare alla postseason.

NEW ENGLAND PATRIOTS
Vendere in un colpo solo Butler, Amendola e Solder potrebbe far pensare che tiri aria di smobilitazione al Gillette Stadium, ma mi riesce difficile immaginare Belichick e Brady come due che si accontentino di un’annata senz’arte né parte giusto per arrotondare il loro conto in banca. La premiata coppia, per quanto litigiosa e forse stanca della lunga convivenza, ha mancato i playoff solo due volte dal 2001 a oggi, e Brady ha dimostrato, perfino nell’ultimo Super Bowl perso, di non avere rivali se lasciato tranquillo nella tasca. Gronkowski, dopo aver meditato propositi di ritiro, sarà di nuovo  al suo posto, e se è sano è ancora un giocatore immarcabile. Il makeup generazionale era urgente, e potrebbe aver ridato nuova linfa ai Pats; la fiducia quei due se la sono guadagnata, difficile non considerarli nella corsa al titolo.

NEW YORK JETS
Un altro anno senza certezze, dal lato verde della Grande Mela. A cominciare dal quarterback, dove potrebbe partire titolare il rookie Darnold, con tutti gli ovvi interrogativi del caso. Dietro di lui ci sono McCown e Bridgewater, un po’ troppo chiedere loro di stare tutto l’anno in panchina dietro al ragazzino. Probabile che uno dei due venga ceduto in questi giorni. Per il resto, squadra media, senza pretese di alto rango.

AFC NORTH
BALTIMORE RAVENS
La squadra è sempre affidata a Joe Flacco, ma il fatto che i Ravens abbiano utilizzato la loro prima scelta nel draft per prendere un qb, Jackson, la dice lunga su quanta poca pazienza sia loro rimasta nei confronti di un giocatore che ormai da diversi anni non rende in proporzione al faraonico contratto. In più, il front office ha completamente rinnovato il parco ricevitori, aggiungendo buone mani (Crabtree, Posey) al proprio roster. Le giustificazioni sono finite, insomma, per Flacco, che se si sveglia può rendere questa squadra un osso duro da rodere per le altre.

CINCINNATI BENGALS
Dopo aver mancato i playoff la scorsa stagione, in pochi avrebbero scommesso sulla riconferma di Marvin Lewis sulla panchina dei Bengals, e invece eccolo ancora lì, per la sedicesima volta consecutiva. Che sia stata una scelta giusta o meno sarà il tempo a dircelo, ma certo le premesse non sembrano fantastiche. La squadra poggia ancora sui soliti piloni, Dalton e Green; se vanno alla grande possono ancora dire la loro, ma gli anni passano e non ci scommetteremmo granché.

CLEVELAND BROWNS
Di una squadra che ha vinto una sola partita nelle ultime due stagioni, può sembrare buffo dire che ora potrebbe essere competitiva, ma è così, a mio parere. La coppia di quarterback è molto interessante, con il più esperto Taylor da Buffalo e la prima scelta assoluta del draft, Mayfield, in rampa di lancio. A correre c’è un running back di talento come Carlos Hyde e per ricevere è stato preso Jarvis Landry. La difesa, invece, sembra il vero punto debole della squadra. Non correranno per i playoff, ma qualche partita la vinceranno di certo.

PITTSBURGH STEELERS
Prima le buone notizie: gli Steelers hanno mantenuto pressoché intatto il meglio del proprio roster, compresi quei due fenomeni di Bell e Brown in attacco, e hanno preso un nuovo offensive coordinator, Randy Fichtner, al posto di quel Todd Haley tanto inviso a Roethlisberger. La brutta notizia è sostanzialmente una: Big Ben ha un anno in più e si muoverà sempre meno. Il braccio non si discute, ma la sua lentezza fuori dalla tasca è un handicap non indifferente per chi corre per il titolo.

AFC SOUTH
HOUSTON TEXANS
Lo scorso campionato Deshaun Watson ha fatto faville fino all’infortunio al crociato che lo ha messo fuori gioco. A quello, si è aggiunto anche l’infortunio di J.J. Watt, leader difensivo e dell’intero spogliatoio. Risultato: da quel momento in poi, Houston ha perso nove delle ultime dieci partite. È fin troppo ovvio, quindi, come le sorti di questi Texans passino per il perfetto recupero di quei due; se tornano al meglio, sono da playoff.

INDIANAPOLIS COLTS
Vedi sopra, ma stavolta con riferimento al solo Andrew Luck. Il quarterback è stato fermo 18 mesi per un infortunio alla spalla di lancio, ma ora sembra recuperato, anche se la preseason è un’altra cosa. La squadra non è nulla di eccelso, ma con o senza Luck passa tutta la differenza del mondo.

JACKSONVILLE JAGUARS
Dopo l’ottima finale di AFC della scorsa stagione, i Jaguars hanno cambiato poco, nella speranza che questo sia l’anno di consacrazione di quel gruppo. Ancora fiducia a Bortles in regia, quindi, affiancato da Fournette per correre e sostenuto da una difesa robusta ai limiti della ferocia. Dovrebbe bastare per confermarsi ai playoff in una division oggettivamente debole, ma la corsa al titolo è un’altra cosa.

TENNESSEE TITANS
I Titans hanno cambiato molto, specie in attacco, salutando i veterani Murray e Decker e sostituendoli con forze fresche e di valore, come Delanie Walker e Rishard Matthews. Possono correre fino alla fine per un posto nei playoff, ma il crocevia di tutto è nella maturazione di Marcus Mariota. Il qb alterna lampi di classe limpidissima a marchiani errori di lettura, che la scorsa stagione gli sono costati ben 15 intercetti. Se fa il salto di qualità, i Titans diventano un ostacolo non banale per tutti.

AFC WEST
DENVER BRONCOS
Dopo aver rincorso per tutta l’estate Cousins e Darnold, alla fine i Broncos si sono dovuti “accontentare” di Case Keenum, il qb che ha condotto i Vikings alla finale di NFC, non proprio l’ultimo degli scarsi. Minnesota gli ha preferito Cousins come titolare, quindi ora sta a Keenum farli pentire della loro scelta, giocando una grande stagione in Colorado. La squadra è buona, la difesa è tosta, ma la division è molto equilibrata; dall’ultimo titolo dell’era Manning, questa è però la prima stagione in cui Denver appare davvero ben attrezzata.

KANSAS CITY CHIEFS
Salutato senza troppi rimpianti Alex Smith, i Chiefs hanno l’obbligo di far dimenticare al più presto ai loro tifosi la sciagurata Wild Card persa in casa contro i Titans. Per farlo, affidano il loro attacco a Pat Mahomes, spettacolare talento di soli 22 anni. Intorno a lui c’è il consueto arsenale di buone mani e buone gambe, da Kelce a Hunt e Hill, ma la scommessa di puntare su un rookie potrebbe essere davvero rischiosa. La difesa ha perso Peters, il suo miglior cornerback, ma resta un reparto di valore. Squadra intrigante, ma certo non una certezza.

LOS ANGELES CHARGERS
Hanno mancato di un soffio l’ultima postseason, pagando il pessimo inizio di stagione, ma hanno vinto sei delle ultime sette gare, mostrando non solo il solito attacco prolifico ma anche una difesa finalmente affidabile. Ora, per Rivers e compagni, si tratta di riprendere da dove avevano interrotto; più facile a dirsi che a farsi, ovvio, ma i mezzi ci sono tutti, visto che i pezzi migliori sono stati trattenuti.

OAKLAND RAIDERS
Con Jon Gruden tornato sul ponte di comando e molti acquisti mirati per sostenere al meglio il talento del loro qb, Derek Carr, l’unico vero punto interrogativo dei pirati è la difesa. L’attacco sembra, sulla carta, una macchina da punti, con Carr (a patto che torni quello di due anni fa), Lynch, Cooper, il neo acquisto Jordi Nelson da Green Bay e tutti gli altri, ma per emergere da una division così complessa servirà anche non prenderle.

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Gianluca Puzzo

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