NFL ’19: week 1 tra rimonte, sospetti e inchieste

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Partono benissimo le due finaliste dello scorso Super Bowl, Patriots e Rams, così come Saints, Cowboys, Chiefs e Vikings. Crollo casalingo dei Browns e pareggio tra Lions e Cardinals, mentre sui media impazza Antonio Brown, in una vicenda che da commedia kafkiana si sta trasformando in un giallo.

Il campionato NFL numero cento è partito con molti spunti d’interesse, dentro e fuori dal campo di gioco. Per rispetto verso il football iniziamo proprio con un giro d’orizzonte su quanto accaduto all’interno del gridiron, dove la vittoria più clamorosa (soprattutto per lo scarto di punti, ben 30) è arrivata dai Patriots, capaci di schiantare gli Steelers 33-3. Successo casalingo rotondo anche per i Cowboys, 35-17 sui Giants, che festeggiano alla grande i rientri di Witten e soprattutto di Elliott, uscito vincitore dal braccio di ferro col club con un rinnovo di contratto da 90 milioni di dollari. Successo in rimonta per gli Eagles, risvegliati dalla prestazione mostruosa di DeSean Jackson, che si impongono sui Redskins 32-27 dopo essere stati sotto 7-20 all’intervallo; ottimo Wentz ma difesa ancora in vacanza per Pederson. Molto bene i Rams, che passano di 3 punti sul campo dei Panthers, cui non è bastato il solito, encomiabile McCaffrey.

I Ravens passeggiano a Miami, arrivando a segnare ben 59 punti; vittoria con buon margine anche per i Kansas City Chiefs a Jacksonville, ma la partita lascia il segno su entrambe le contendenti per due infortuni a uomini importanti, Hill per i Chiefs e Foles per i Jaguars. Il qb, all’esordio con Jax, ha riportato la frattura della clavicola del braccio di lancio, e la sua stagione potrebbe già essere compromessa. Sotto la pioggia di Seattle, i Seahawks faticano più del dovuto per avere ragione dei Bengals, ma alla fine la spuntano 21-20. Buon successo esterno dei 49ers a Tampa Bay, in una partita spezzettata da moltissime flag: 31-17 per San Francisco, disinvolta soprattutto in attacco. Primo pareggio stagionale nella sfida tra Arizona e Detroit, con i Cardinals che rimontano 18 punti nell’ultimo quarto ma non riescono poi a completare l’opera. Falsa partenza, invece, per i Cleveland Browns che, forse sotto pressione per le aspettative, subiscono in casa un umiliante 43-13

da Tennessee. Nei due Monday Night, vittoria di spessore 30-28 dei Saints sui Texans al termine di una battaglia durissima, e successo casalingo sui Broncos degli Oakland Raiders, cementati dall’addio ad Antonio Brown. Antonio Brown, appunto: eccoci a parlare dell’extra campo. Tagliato, come i nostri lettori ben sanno, dai Raiders, a ventiquattr’ore dall’esordio, dopo un’estate di continue bizze e isterie, AB non ha trascorso neppure un giorno da free agent, visto che è stato subito messo sotto contratto dai New England Patriots, che hanno subito dopo tagliato Demaryus Thomas, per evitare di avere un gruppo di ricevitori troppo affollato. Ma siccome “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si coglie”, non è un caso se molti commentatori (a cui aggiungete pure l’umile sottoscritto) pensano che questa contrattazione tra i campioni in carica e Brown sia stata un po’ troppo rapida per essere iniziata dal nulla.

In parole povere, siamo in molti a pensare che Antonio Brown, una volta resosi conto di non avere nei Raiders un team vincente, abbia stretto un accordo sottobanco con i Patriots, facendo di tutto e di più per farsi cacciare da Oakland per poi accasarsi, nemmeno ventiquattr’ore dopo, nel New England. La vicenda sarà probabilmente oggetto di un’inchiesta della lega, ma intanto Brown deve guardarsi da un’altra inchiesta, per un’accusa ben più grave: quella di aver aggredito sessualmente e poi stuprato Britney Taylor, ex preparatrice atletica di Brown. I fatti denunciati dalla donna risalirebbero al 2017 e 2018 e sarebbero focalizzati su due presunte aggressioni sessuali e su una terza situazione, nel 2018 a Miami, che sarebbe culminata in uno stupro. Ovviamente la difesa di Brown parla di rapporti consenzienti, ma la vicenda ha tutti gli elementi di gravità per far passare decisamente in secondo piano le isterie contrattuali dell’ex Steelers.

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Gianluca Puzzo

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