NFL Playoff ’21: Conference Finals, quattro MVP per un anello

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I quarterback sono sempre al centro dei riflettori, ma stavolta più che mai il loro rendimento (e la loro salute) coinvolgerà le sorti delle rispettive squadre. Nel gelo di Green Bay si affronteranno i grandi veterani Rodgers e Brady, mentre a Kansas City spazio alle giovani stelle con la sfida tra Mahomes (se recupera) e Allen.

I playoff NFL celebrano domenica prossima il loro penultimo atto, ovvero quelle finali di Conference che aprono le porte del Super Bowl (6 febbraio a Tampa) alle due vincenti. Per la NFC si giocherà a Green Bay, casa dei Packers che ospiteranno i Buccaneers di Tom Brady che, in caso di vittoria, diventerebbero la prima squadra della storia a giocare la finale in casa propria. Risultato niente affatto scontato, comunque, vista la forma di Rodgers & Co, ma sarà comunque una grande sfida tra due leggende. Tutto il contrario a Kansas City, campo della finale della AFC tra Chiefs e Bills, dove Mahomes e Allen rappresentano invece la “meglio gioventù” dei nuovi qb, che interpretano il ruolo in chiave più moderna e dinamica. I Chiefs corrono per il bis (sarebbero i primi dopo i Patriots del 2003-2004), ma devono fare i conti innanzitutto con la loro infermeria, visto che Mahomes non è ancora recuperato al 100% dopo la commozione cerebrale che lo aveva costretto a uscire domenica scorsa.
Prima di passare all’analisi dei match, dedichiamo qualche meritata riga a Philip Rivers, che ha annunciato il proprio ritiro dopo 17 stagioni di NFL. Un quarterback forte, grintoso eppure correttissimo in campo, un giocatore che chiude al quinto posto in tutte le principali classifiche di ruolo all time, dietro i mostri sacri Brady, Brees, Manning e Favre, ma che a differenza di chi gli sta davanti non ha mai giocato in squadre da titolo. Insegnerà i fondamentali del football alla high school e, ci scommettiamo, formerà qualche futura stella NFL.

GREEN BAY PACKERS – TAMPA BAY BUCCANEERS
Rodgers e Brady vantano, insieme, 551 partite giocate nella NFL, ma sapete quante volte si sono incontrati? Solamente tre. Questa statistica incredibile si spiega con l’aver giocato a lungo in due squadre militanti in conference diverse (Patriots e Packers), mentre ora con Brady a Tampa si sono incontrati per la prima volta anche in regular season. Nel 2014 vinse Rodgers, nel 2018 Brady, così come quest’anno, con i Buccaneers trionfanti per 38-10. I due vecchi leoni (43 anni Brady, 37 Rodgers ma con molti più infortuni) stanno vivendo una grande stagione: Brady, a dispetto di tutti i suoi record, ha portato a casa ben 40 passaggi in touchdown, Rodgers (2 premi da MVP e un titolo in carriera) è arrivato addirittura a 48, che lo rendono un candidato fortissimo per il titolo di prossimo MVP stagionale. Per la prima volta dopo diverse stagioni in cui era costretto a cantare e portare la croce da compagni mediocri, Aaron Rodgers ha finalmente intorno a sé talento a sufficienza per giocare più tranquillo e con meno pressione: le corse funzionano benissimo con Aaron Jones e il pacchetto di ricevitori è davvero ben assortito. Stessa qualità, forse perfino superiore, la troviamo nell’attacco di Tampa, davvero ricchissimo di talento ed esperienza. Le difese sono diverse: più giovane ed esplosiva (ma inesperta a livello di playoff) quella dei Buccaneers, più navigata ma meno prestante quella di Green Bay. Un fattore sarà sicuramente il clima del Wisconsin: domenica è attesa la neve e una temperatura certamente inferiore allo zero. Ordinaria amministrazione per i padroni di casa, certamente meno per una squadra che viene dalla Florida. E anche per questo diciamo Packers.

KANSAS CITY CHIEFS – BUFFALO BILLS
La finale della AFC è in realtà già iniziata da una settimana, cioè da quando Pat Mahomes, qb e stella dei Chiefs nonché MVP stagionale del 2018 e del Super Bowl 2019, è uscito per una commozione cerebrale a causa di un placcaggio alla testa contro Cleveland. Da allora due tifoserie (anche quella dei Bills) hanno il fiato sospeso, perché è fin troppo ovvio come cambino le prospettive di entrambe le squadre a seconda della presenza (o meno) di Mahomes in campo domenica. Contro i Browns Kansas City è riuscita a portare comunque in porto il match con il qb di riserva, Chad Henne, ma ora, partendo da zero e contro un avversario ben più forte, le probabilità che Henne possa vincere una finale di Conference sono piuttosto bassine. Mahomes si è allenato in modo molto leggero mercoledì e poco più; tutto dipenderà dall’esito dei test previsti dal severo protocollo “concussion” effettuati dai medici della NFL, che decideranno se dare il via libera a Mahomes. Con lui in campo, anche se non al 100%, i Chiefs sono favoriti, perché l’immenso talento del loro qb può alla lunga venire a capo della temibile difesa di Buffalo. E i Chiefs hanno qualità sufficiente in difesa per tenere a basso punteggio Josh Allen e Stephon Diggs. Se invece Mahomes è costretto al forfait le cose cambiano, e non poco: Henne può essere letto molto più facilmente dalla difesa dei Bills con il risultato di non spostare la catena o, peggio, di provocare turnover. E se l’attacco dei Chiefs resta fuori per troppo tempo, costringe ad un super lavoro la sua difesa, esponendola a maggiori rischi (fisiologici) e trasformando a quel punto il match in una pericolosissima (per i Chiefs) rissa punto a punto. I Bills, da parte loro, sanno di essere chiamati alla partita perfetta, e si saranno preparati come se Mahomes dovesse esserci. La difesa, pur con numeri meno importanti del 2019 in regular season, ha dimostrato contro i Ravens di essere in grande forma, dopo una partenza un po’ arrugginita nella Wild Card contro i Colts. L’attacco non ha assenze di rilievo e se, come detto, Allen e i suoi ricevitori hanno tempo per “calarsi” nel match, possono trovare qualche disattenzione nelle coperture dei Chiefs. Ma, se gioca Mahomes, il rischio è che vedano il pallone col contagocce, esponendosi quindi a pericolose forzature. I pronostici sono quindi forzatamente due: con Mahomes vince KC, senza vince Buffalo.

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Gianluca Puzzo

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