NFL Playoff ’22: Conference Finals, l’ultimo passo prima del Super Bowl

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Domenica vanno in scena le finali di Conference, sorta di semifinali per eleggere chi disputerà il Super Bowl del 13 febbraio. Chiefs favoriti contro i Bengals, mentre Rams-49ers è un match senza pronostico.

Mentre su tutti i media statunitensi si è scatenata la risposta a due domande (Brady si ritira? Rodgers cambia squadra?), alziamo timidamente la mano per ricordare che domenica si giocheranno le finali di Conference, due partite aperte e d’importanza capitale, visto che condurranno le due squadre vincitrici al Super Bowl di Los Angeles. Dopo l’ubriacatura di emozioni regalataci dal Divisional Round, è lecito non aspettarsi nulla di meno dai due match del weekend, quindi passiamo all’analisi dettagliata di ciascuno di essi.

KANSAS CITY CHIEFS – CINCINNATI BENGALS
Sulla carta questo è il meno equilibrato tra i due match, perché Cincinnati dovrà indovinare la partita perfetta se vorrà realmente impensierire i Chiefs (e non è detto che basti). Dopo il Grande Spavento vissuto contro Buffalo (più per meriti degli avversari che per demeriti loro), ora i Chiefs sono tornati in assoluta fiducia, e non potrebbe essere altrimenti visto il miracolo compiuto in soli 13″ nel finale del Divisional Round. Giocano in casa, sono in grande forma, non hanno assenze di rilievo e sanno di essere a questo punto i principali favoriti per il titolo, visto che dall’altra parte del tabellone sono saltati sia i Packers che i Buccaneers. Per provare a giocarsela, i Bengals devono innanzitutto cambiare registro con la linea offensiva, 9 sack concessi ai Titans, per non costringere Burrow a prendere botte ad ogni snap o comunque a giocare sempre col fiato della pass rush avversaria sul collo. A Nashville sono stati tenuti a galla anche dagli errori di Tannehill, ma stavolta non potranno certo fare affidamento sui regali di Mahomes, tornato a brillare di luce propria. A favore dei Bengals c’è l’unico precedente stagionale, anche recente, vinto dai Bengals 34-31 alla diciassettesima giornata. Ma lì si giocava a Cincy e i Chiefs erano già sicuri dei playoff. Domenica all’Arrowhead sarà tutta un’altra storia.

LOS ANGELES RAMS – SAN FRANCISCO 49ERS
“Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?” Ci troviamo a dover scomodare addirittura Lucio Battisti per sintetizzare lo strano destino di queste due squadre, entrate nella post season rispettivamente da quarta (i Rams) e sesta (i 49ers) testa di serie e che ora si ritrovano invece a giocarsi la NFC e un posto nel Super Bowl (che eventualmente i Rams giocherebbero in casa, prima squadra nella storia). Il recente passato, per quel che conta, pende decisamente dalla parte di San Francisco, che ha vinto entrambi gli scontri diretti di questa stagione (31-10 e 27-24) nonché gli ultimi sei consecutivi e vanta 5 vittorie e una sconfitta negli ultimi sei match a L.A.; contro la pass rush dei 49ers Stafford ha lanciato lo stesso numero di touchdown e di intercetti (4), ed ha subito 7 sack in due partite. In più, per i Rams c’è la cabala da battere, visto che, come detto, nessuna squadra è mai riuscita, in oltre mezzo secolo di storia, a giocare il Super Bowl nel proprio stadio. Andando su cose più tecniche, va però considerato che i Rams sono una squadra creata per i playoff, con giocatori esperti che, guarda caso, sono cresciuti esponenzialmente nelle ultime partite, vedi Von Miller e Aaron Donald. Sono in grande fiducia, dopo aver battuto Tom Brady in casa sua ed aver asfaltato al primo turno i Cardinals; hanno una grande difesa in tutti i settori e in attacco hanno il miglior ricevitore della stagione (Kupp) più Bekham jr. più un qb che a 33 anni vuole togliersi di dosso l’etichetta di perdente (giocava nei Lions, sfiderei chiunque a fare il contrario…). Ma hanno anche un running back che perde troppo spesso il pallone e qualche assenza di peso nella linea offensiva. San Francisco ha invece strappato con le unghie questa finale, qualificandosi all’ultima giornata (proprio vincendo contro i Rams…) e poi soffrendo da morire sia a Dallas sia nella neve di Green Bay. Ma alla fine ne è sempre uscita vincitrice. Non ha assenti di peso ma ha diversi uomini chiave costretti a stringere i denti: Garoppolo, Samuel, Kittle, Bosa, Warner e Williams sono solo i principali. Ma tutte queste difficoltà hanno cementato il gruppo, che ora crede davvero nell’impossibile. La pass rush dei 49ers è la migliore del lotto, con oltre il 30% di snap con pressione sul qb avversario, su kicker e special team non hanno rivali (e i Packers ne sanno qualcosa), ma le secondarie difensive e il quarterback non sono propriamente delle garanzie. Insomma, il cuore dice 49ers ma la testa dice Rams…

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Gianluca Puzzo

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