NFL week 1 – Carroll ci ricasca, per Seattle inizio in salita

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Vikings Titans FootballAncora tu (speravamo di non vederlo più). Ci eravamo lasciati con i Seahawks capaci di buttare al vento un Superbowl per la chiamata folle del suo allenatore, Pete Carroll, e ci ritroviamo ancora lì, con Seattle che inizia i supplementari contro St. Louis con un inopinato onside kick, che regala la palla ai Rams sulla metà campo. Da quel pallone nascerà il field goal della vittoria, visto che nel drive successivo Lynch verrà fermato dalla difesa dei Rams su un quarto e uno. Che bisogno di fosse di una giocata così rischiosa non ne vedo proprio il motivo, tanto più che solo un touchdown avrebbe chiuso immediatamente la partita. Calciare normalmente il kick off e far ripartire i Rams dalle loro 20 yards (o meno) cos’avrebbe comportato di così spaventoso? Sia chiaro, questo è un peccato veniale rispetto a quello commesso al Superbowl; ora Seattle ha tutto il tempo e i mezzi per recuperare, ma non so quanto la pazienza di giocatori e tifosi possa continuare a tollerare errori strategici di questa portata.

Anche i New England Patriots hanno ricominciato da dove avevano finito, cioè da una vittoria. Nella prima partita stagionale hanno superato con una segnatura di margine i comunque validi e combattivi Steelers, che con un kicker degno di questo nome avrebbero anche potuto insidiare i campioni in carica. Strepitosi Brady e i suoi accoliti preferiti, Gronkowski e Julian Edelman, discreta la difesa; per ora basta e avanza così.

Bene anche i Packers, usciti vincitori 31-23 da una trasferta per nulla agevole in quel di Chicago: Rogers e compagni si sono ritrovati sotto un paio di volte, ma sono sempre riusciti a risollevarsi con calma e freddezza, non a caso le doti del loro leader. Positivi i Broncos, almeno per il risultato finale, in quella che è forse stata la partita più noiosa del weekend; 4 field goal e un touchdown su intercetto hanno dato la vittoria a Denver sui Ravens, ma il bel gioco non è certo passato per il Colorado.

La sorpresa della settimana è certamente la straripante vittoria dei Buffalo Bills sugli Indianapolis Colts, fatti letteralmente a pezzi dai padroni di casa. Luck è riuscito a mettere i primi punti sul tabellone solo sul 24-0, ma poco dopo ci ha pensato un ulteriore pasticcio del suo punt returner a seppellire ogni vaga prospettiva di rimonta. Palpitante la vittoria di Dallas sui Giants, giunta a soli 7 secondi dalla fine con il touchdown del 27-26 finale. New York è stata avanti per due volte di 10 punti, 16-6 e 26-20, ma in entrambe le occasioni Romo è stato bravo a guidare la riscossa, fino al drive finale, condotto oltretutto senza più timeout a disposizione per fermare il cronometro.

Qualche riga per gli esordienti (o quasi) di questa giornata d’apertura del nuovo campionato. Su tutti svetta la prestazione di Marcus Mariota (nella foto), qb dei Tennessee Titans, autore di ben 4 passaggi in td nel primo tempo della sua carriera professionistica! Certo, aveva di fronte una difesa fragilissima, quella dei Buccaneers, ma come inizio è stato davvero brillante. Abbastanza bene, malgrado la sconfitta, anche Cousins, chiamato a guidare l’attacco dei Redskins dopo l’esclusione di RGIII; Washington è partita alla grande, issandosi fino al 10-0, prima di subire il veemente ritorno di Miami, squadra oggettivamente più attrezzata.

Luci ed ombre sulla prestazione di Johnny Manziel, chiamato a guidare l’attacco dei Cleveland Browns dopo pochi minuti di gioco, visto che il titolare, Josh McCown, è dovuto uscire per un trauma cranico susseguente a una botta pazzesca ricevuta da Cromartie mentre volava in end zone. Le immagini sono state spaventose, con McCown ribaltato di 360 gradi in volo, ma è stato rassicurante vederlo comunque uscire sulle sue gambe. Tornando a “Johnny Football”, Manziel ha alternato buone cose a brutti pasticci, un intercetto e un fumble, che sui giornali di oggi gli sono valsi il nuovo nomignolo di “Johnny Turnover”. Devono dargli altre possibilità, non c’è dubbio, ma anche lui, dopo due anni da pro, deve sbrigarsi a capire che sono finiti i tempi in cui spadroneggiava a suo piacimento sui campi universitari. La NFL è tutta un’altra cosa. Intanto, i Jets ringraziano e si portano via la partita con un ricco 31-10.

Infine, un paio di vecchie storie che si ripetono. I Texans vengono dominati dai Chiefs, cui è bastato triplicare la marcatura della linea offensiva su J.J. Watts per averla vinta a mani basse. L’attacco di Houston è davvero inconsistente, e Hoyer non sembra avere il carisma per risollevarlo attorno a sé. Un solo td di scarto, alla fine, è un risultato bugiardo rispetto a quello che si è visto in campo.

La seconda e ultima vecchia storia riguarda i New Orleans Saints, schiantati nell’ultimo quarto dagli Arizona Cardinals. Troppo prevedibile il gioco dei Saints, basato quasi esclusivamente sui lanci di Brees, che ha messo la palla in aria addirittura 48 volte. Nulle le corse, con Ingram che ha totalizzato più yard in ricezione che come running back. E una difesa che, alla lunga, è stata ben letta da Palmer, che ha infilato alcuni giochi lunghi “spacca partita”. Belli e spumeggianti i Cardinals, un piacere anche da guardare.

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Gianluca Puzzo

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