NFL week 10: Denver, Seattle e Saints come treni, le sorprese sono altrove

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Tavon-Austin_postIl decimo turno della regular season NFL ha portato conferme per le squadre di vertice, considerando che Chiefs e Patriots riposavano, consegnando vittorie tutto sommato agevoli ai Denver Broncos (28-20 sui Chargers), ai Seattle Seahawks (33-10 sui Falcons al terzo stop in fila) e ai New Orleans Saints, che hanno sfogato sui malcapitati Dallas Cowboys (49-17) la rabbia per l’inattesa sconfitta di sette giorni prima a New York. Altre partite, però, hanno offerto spunti degni di nota.

A Indianapolis si è consumata una batosta che definire clamorosa non mi pare fuori luogo, visto che i Colts sono stati asfaltati 38-8 dai St. Louis Rams, reduci da tre sconfitte consecutive. Evidentemente è un periodo di appannamento per Luck e compagni che, come già successo la scorsa settimana nella vittoria in rimonta a Houston, non riescono più a dare continuità alla loro forza offensiva, alternando drive incontenibili a lunghi minuti di abulia. Anche stavolta la partenza dei Colts mette subito in salita la loro gara: al primo drive arriva subito l’intercetto su Luck (il primo dei tre totali a fine partita) riportato in touchdown. Da lì in poi, i Rams trovano solidità difensiva e un protagonista fin qui quasi impalpabile in attacco, il velocissimo rookie Tavon Austin (nella foto). Ventidue anni, capace di correre le 40 yard in 4″ netti, Austin era arrivato quest’anno in NFL con la fama del predestinato, scontrandosi però subito con la dura realtà del football professionistico, in cui per essere un grande ricevitore non servono solo gambe veloci ma anche mani di fata e una testa disciplinata. Relegato al ritorno dei calci, e con pochi snap all’attivo in attacco, Austin sembrava essere caduto un po’ nel dimenticatoio, fino alla straordinaria prestazione contro i Colts,  con addirittura 3 mete personali: la prima con un clamoroso kick return da 98 yard e le altre due con altrettante ricezioni, per ulteriori 138 yard.

Chi invece di yard non ne ha racimolate nemmeno 100 è Colin Kaepernick, protagonista in negativo (6 sack subiti) della sconfitta casalinga dei 49ers contro i Carolina Panthers di Cam Newton. Continuo a non considerare i Panthers come una squadra da Superbowl (e forse nemmeno da playoff), ma il loro record di 6-3, le cinque vittorie consecutive e quella del Candlestick Park parlano chiaro: guai a sottovalutarli. I 49ers si sono portati avanti 9-0 con tre field goal, ma un touchdown (con due placcaggi mancati dalla difesa) di Williams e un field goal da 53 yard di Gano a 10 minuti dal termine sono bastati per piegare i californiani, troppo fiduciosi sullo strapotere della propria difesa e assolutamente improduttivi in attacco. Stop brusco e tutto sommato inatteso per i 49ers, che dopo cinque successi di fila si ritrovano ora nuovamente nel limbo delle wild card alla vigilia di una trasferta decisiva a New Orleans contro i Saints, oltretutto senza Vernon Davis ed Ed Reid, usciti entrambi per trauma cranico.

A proposito di infortuni, paga nuovamente dazio anche Green Bay che, dopo aver perso Rodgers la scorsa settimana, domenica ha dovuto fare a meno dopo pochi snap anche di Seneca Wallace, affidandosi per tutto il resto della gara al suo terzo qb, Scott Tolzien: il ragazzo non ha demeritato (24 su 39, 280 yard, 1 td e 2 intercetti) ma non è stato supportato granché dai suoi running back e dalla difesa. Gli Eagles, anche loro senza qb titolare, hanno avuto gioco abbastanza facile nell’addomesticare l’attacco avversario, lasciandosi trascinare da McCoy, che ha portato la palla per 155 yard e Philadelphia alla vittoria per 27-13. Gli Eagles hanno così rimesso alla pari il loro record (5-5) e intravedono qualche prospettiva, grazie a un calendario non impossibile, mentre i Packers, finché non recuperano Rodgers, sembrano destinati a scivolare lentamente ma inesorabilmente fuori dai playoff.

Il prossimo turno sarà di quelli cruciali per il campionato, con quattro scontri diretti che promettono scintille e che potrebbero dare risposte importanti sulle gerarchie stagionali: nell’anticipo di giovedì i Colts giocano in casa dei Titans, con la prospettiva, in caso di vittoria, di mettere una grossa ipoteca sulla AFC South. Doppio piatto forte domenica, con i Saints che ricevono i 49ers e, soprattutto, con i Kansas City Chiefs che mettono seriamente a rischio la loro imbattibilità al Mile High Stadium di Denver, contro i Broncos. Per Peyton Manning e compagni sarà la prima tappa di un tris terribile (Chiefs in casa, poi Patriots e di nuovo Chiefs entrambi in trasferta), sfide che dovranno probabilmente affrontare senza il loro coach, John Fox, operato d’urgenza al cuore durante la scorsa settimana. Per sostituirlo è stato promosso il defensive coordinator Jack Del Rio, ma certo i Broncos sono chiamati a una grande prova di forza in queste settimane. Quello di Fox è solo l’ultimo esempio di quanto possa essere stressante e faticoso il mestiere del coach nella NFL (è il secondo infarto in due settimane, dopo quello di Kubiak), ruolo che assume su di sé un’innumerevole quantità di funzioni e di attenzioni, cui si sommano spesso le pressioni provenienti dai proprietari delle squadre, affamati di successi (e dei relativi ritorni economici) nel più breve tempo possibile. Tornando all’undicesimo turno, la chiusura è all’altezza del resto, con un Monday Night tra Carolina Panthers e New England Patriots che sa tanto di esame di maturità per Cam Newton e compagni.

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Gianluca Puzzo

Un commento

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  • Aspetto notizie sul prossimo turno di campionato. L’esito degli scontri diretti non è mai scontato, anzi potrebbe regalare qualche importante sorpresa. Intanto grazie per la cronaca dettagliata appena letta. Ciao.

Gianluca Puzzo

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