NHL ’18-’19: Caps, Leafs e Flames, benvenuti nei playoff

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Si completano stanotte tutte le gare d’apertura del primo turno dei playoff NHL. Debuttano i campioni in carica, Calgary e si gioca il primo match tra Toronto e Boston.

CALGARY FLAMES – COLORADO AVALANCHE
Dopo la delusione per il mancato approdo ai playoff dello scorso anno, i Flames hanno fatto le cose per bene sul mercato, intervenendo al meglio lì dove la squadra aveva mostrato la corda: l’attacco. È arrivato un nuovo coach, Bill Peters (ex Carolina Hurricanes), insieme a Ryan, Neal, Lindholm e Hanifin, e questi fattori, uniti all’ottima annata di tre pilastri come Gaudreau (99 punti), Tkachuk (34 reti) e Mark Giordano (straordinario leader difensivo con 17 reti, 74 punti e un +39 di rating), hanno prodotto il terzo miglior attacco del campionato (3.52 gol a partita) e la vittoria della Pacific Division. E pazienza se quello del portiere continua ad essere un problema irrisolto, con Rittich che deve ancora dimostrare di valere nei playoff quanto in regular season. Dall’altra parte gli Avalanche non sembrano avere granché da opporre a Calgary, al di là del grande entusiasmo derivante dall’aver agguantato la wild card negli ultimi giorni di regular season e di una prima linea offensiva (MacKinnon, Rantanen e Landeskog) molto pericolosa. Le seconde linee sono molto più modeste, e teoricamente dovrebbero rappresentare il gap maggiore in favore di Calgary, così come la difesa, che al di là di Barrie e Zadorov, non sembra avere qualità sufficiente per fermare l’attacco canadese. Colorado appare fragile anche in porta, dove Grubauer e Varlamov hanno entrambi fatto registrare numeri modesti, motivo in più per pronosticare un passaggio del turno piuttosto agevole per i Flames.
BOSTON BRUINS – TORONTO MAPLE LEAFS
Era ormai chiaro da mesi, con Tampa Bay avanti di 20 punti nell’Atlantic Division, che queste due pretendenti al titolo si sarebbero scontrate già al primo turno, terminando seconda e terza alle spalle dei Lightning, dando così vita immediatamente alla rivincita
della splendida serie dello scorso anno, vinta dai Bruins in gara 7. Anche quest’anno Boston sembra

essere più completa, più omogenea tra le due fasi ed ha un portiere più forte, ma deve fare i conti, fin dall’inizio della stagione, con infortuni a catena che ne possono certamente minare il rendimento in termini di qualità e di profondità nelle linee. Ad oggi, Boston ha fuori tre titolari come Miller, Kuraly e Moore, ma malgrado tutto sembra in grado di tener testa al potenziale offensivo di Toronto, quarto miglior attacco del campionato con 3.49 gol a partita (mentre la difesa dei canadesi è al dodicesimo posto), grazie allo zoccolo duro di un reparto sempre guidato dall’eterno Zdeno Chara. Dal punto di vista offensivo, i Bruins vantano una prima linea di assoluto valore con Marchand (100 punti), Pastrnak (38 reti in 66 partite) e Krejci (73 punti), ma dietro di loro non c’è granché di esplosivo, anche a causa dei suddetti infortuni, fattore che, in caso di serie lunga, potrebbe rivelarsi decisivo. I Maple Leafs, come detto, sono una squadra a trazione decisamente più offensiva, che poco ama starsene rintanata nel proprio terzo a difendersi. Il sensazionale acquisto di John Tavares messo a segno la scorsa estate non ha dato forse tutti i risultati sperati, ma il talento dell’ex Islanders è andato ad aggiungersi ad un attacco già dotatissimo di suo, com Marner e soprattutto Auston Matthews (73 punti in 68 gare per lui quest’anno), producendo sprazzi di hockey davvero incontenibile. Anche le seconde linee offensive sono tutt’altro che scadenti, con Nylander, Kapanen, Marleau, Johnsson e Kadri. Infinitamente meno talentuose le linee difensive, dove Rielly e Hainsey saranno costretti agli straordinari rispetto a Muzzin, Zaitsev, Dermott e Gardiner. Tra i pali di Toronto troviamo sempre Frederik Andersen, reduce da una discreta stagione, ma dall’altra parte c’è Tuukka Rask, uno che nei playoff, di solito, si esalta. Bruins favoriti sulla carta, quindi, ma siccome crediamo che la serie andrà per le lunghe, pensiamo che alla fine possano pagare dazio per gli infortuni, quindi diciamo Toronto vincente in 7 gare.

WASHINGTON CAPITALS – CAROLINA HURRICANES
Per una serie apertissima come quella tra Boston e Toronto, qui ne abbiamo una che (sulla carta) dovrebbe scorrere via rapida e senza troppi intoppi per i campioni in carica di Washington. Troppo lo scarto tecnico e d’esperienza tra i Capitals, pur privi di Kempny e Smith-Pelly, e la giovane banda di Rod Brind’Amour, grande giocatore con la maglia dei Flyers. La difesa è certamente il reparto più forte e completo degli Hurricanes, che davanti si affidano invece a due talentuosissimi quanto giovani finlandesi, Teravainen e Aho (letteralmente esploso con 30 gol e 53 assist), e all’eterna classe del capitano Justin Williams, che solitamente si esalta con l’aria della post season. Dietro di loro, però, c’è poca qualità per impensierire i Capitals, ulteriormente rafforzatisi durante la

stagione con gli arrivi di Nick Jensen e Carl Hagelin, uno specialista degli special team già campione con Pittsburgh. L’attacco dei campioni è molto Ovechkin-dipendente, visto che dietro il russo, capocannoniere del campionato per l’ottava volta in carriera con 51 reti, il secondo marcatore ne ha appena 25. Tra i pali troviamo ancora Braden Holtby, autore di un sensazionale finale di regular season, mentre Carolina si affiderà alla coppia Mrazek-McElhinney, fin qui ben comportatasi. I coach sono entrambi esordienti ai playoff, ma mentre Brind’Amour li ha vissuti (eccome!) da giocatore, per Todd Reirden è un esordio assoluto, e non dei più semplici, con l’eredità di Trotz sulle spalle. Capitals avanti, quindi, ma siamo curiosi di vedere quanto siano pronti per le battaglie che verranno.

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Gianluca Puzzo

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