NHL ’23: Colorado-Nashville per chiudere, mentre a Chicago finisce l’era di Toews

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Per completare il tabellone della postseason manca solo l’ultimo match dei campioni in carica, che in caso di vittoria sui Predators scalzerebbero per un punto Dallas dalla vetta della Central Division della Western Conference. Intanto, stanotte Chicago ha salutato con commozione capitan Jonathan Toews, l’ultimo superstite dei leggendari Blackhawks tricampioni.

Mancano solo due partite per completare il calendario della regular season 2022-2023 della NHL: Buffalo-Columbus, di nessun valore, e Colorado-Nashville, che riveste invece grande importanza per i padroni di casa, nonché campioni NHL in carica. Con una vittoria, infatti, gli Avalanche scavalcherebbero i Dallas Stars (che non hanno più partite da giocare) in vetta alla Central Division della Western Conference, passando così dalla seconda alla prima testa di serie. In termini pratici significherebbe per loro incontrare la wild card, Seattle, anziché i ben più temibili Minnesota Wild.
In attesa di quest’ultimo verdetto, sono già stati definiti tutti gli altri incroci di primo turno dei playoff, tecnicamente definito Divisional Semifinals (già al meglio delle sette partite). Ad Ovest, in attesa di conoscere l’esatta collocazione di Dallas e Colorado, sappiamo già che nella parte di tabellone destinata alla Pacific Division la prima testa di serie, Vegas, affronterà la wild card Winnipeg, mentre l’attacco più esplosivo della lega, quello degli Edmonton Oilers, se la vedrà con i Los Angeles Kings. con il vantaggio del campo a favore di Connor McDavid (153 punti in stagione) e compagni. Nel tabellone della Eastern Conference, sezione Atlantic Division, abbiamo la squadra dei record, Boston, ovviamente miglior testa di serie, contro la wild card Florida Panthers, affiancata dall’attesissima sfida tra Toronto e Tampa Bay, con i canadesi testa di serie numero due e quindi con il fattore campo a proprio vantaggio. Nella sezione Eastern riservata alla Metropolitan Division, troviamo i Carolina Hurricanes, primi, che affronteranno una wild card molto pericolosa, i New York Islanders; l’altra sfida, New Jersey Devils contro New York Rangers, sarà invece una sorta di derby, visto che gli impianti delle due squadre distano solo poche miglia di distanza tra loro. Avremo tempo e modo per le consuete analisi e pronostici delle serie di primo turno, ora è il momento di dedicare qualche riga innanzitutto alla storica stagione dei Boston Bruins, che ovviamente puntano senza mezzi termini alla Stanley Cup ma che, comunque vadano i loro playoff, hanno scritto il loro nome nell’albo dei record di squadra di tutti i tempi della NHL, stabilendo i tre più prestigiosi primati riservati ai team: maggior numero di vittorie e di punti stagionali, minor numero di sconfitte. La cavalcata di Marchand e compagni è stata impressionante dall’inizio alla fine, se si pensa che il 2 marzo hanno stabilito il record di velocità per giungere a quota 100 punti (61 partite), primato che resisteva dai Montreal Canadiens del 1977. Meno di dieci giorni dopo, l’11 marzo, i Bruins raggiungono un’altra milestone, divenendo la squadra più veloce della storia a raggiungere le 50 vittorie stagionali (in 64 partite), sorpassando i Tampa Bay Lightning del 2019 e i Detroit Red

Wings del 1996; nella stessa data, quindi con 18 partite ancora da giocare e oltre un mese di anticipo sulla fine della regular season, conquistano matematicamente l’accesso ai playoff, terzo team più veloce di sempre. E terranno questo ritmo infernale fino alla fine, chiudendo la stagione regolare con un filotto di otto vittorie consecutive e numeri complessivi che lasciano sbalorditi: in 82 partite hanno totalizzato 135 punti (battuto il precedente record a 82 partite dei Red Wings 1996 a quota 131), con 65 vittorie (record davanti alle 62 di Tampa 2019 e sempre Detroit ’96) e sole 12 sconfitte nei tempi regolamentari, cui se ne sommano altre cinque ai supplementari, che hanno comunque fruttato punti. Infine, miglior difesa stagionale con soli 177 gol incassati (seconda è Carolina con 213) e secondo miglior attacco a quota 305, dietro solo alla macchina da gol di Edmonton (325, ma con ben 260 reti subite). Insomma, numeri da brividi che, se confermati nella postseason, non potrebbero che portare a Boston la coppa di Lord Stanley; ma, come abbiamo già scritto pochi giorni fa, i playoff sono spesso una storia a parte, in cui i valori si rimescolano e la freschezza atletica assume un’importanza fondamentale, visto che parliamo, per vincere, di quattro turni tutti al meglio delle sette partite, quindi teoricamente altri ventotto match “alla morte” da sostenere.
Ultimo ma non ultimo, non possiamo non dedicare qualche riga al commosso addio a Chicago (e forse all’hockey, ma non si sa ancora) di “Captain Serious”, al secolo Jonathan Toews, capitano e ultimo sopravvissuto (Patrick Kane è stato ceduto ai Rangers lo scorso 28 febbraio) di quei leggendari Blackhawks capaci di vincere tre Stanley Cup in cinque anni (2010, 2013 e 2015). Canadese di Winnipeg, fin dal suo arrivo nella NHL, nel 2007, Toews ha sempre vestito la (splendida) maglia dei Blackhawks, giocando complessivamente 1.067 partite in quindici stagioni, con 372 reti e 511 assist per complessivi 883 punti, con un eccellente +/- carriera di +148, purtroppo intaccato nelle ultime stagioni dalla pochezza del resto della squadra, in piena fase di ricostruzione. E proprio in quest’ottica si inquadra la decisione della dirigenza di Chicago di non rinnovare il contratto al quasi trentacinquenne centro, per liberare spazio nel salary cap per qualche acquisto che in prospettiva possa risollevare la squadra dal fondo della classifica in cui è inevitabilmente precipitata. Toews, che quest’anno ha saltato quasi trenta partite per infortunio, si è detto sorpreso qualche settimana fa, quando gli è stata comunicata la decisione del mancato rinnovo, ma non ha lasciato trapelare nulla sulle sue intenzioni, sospese tra la voglia di continuare e l’inevitabile pensiero che il momento del ritiro sia arrivato. Intanto, ieri sera gli è stato tributato il giusto omaggio da spettatori, compagni di oggi e di ieri, tutti riuniti per omaggiare un campione di eccezionale consistenza e continuità, celebre anche per il fatto di non sorridere mai, ma che ieri, nel suo discorso di commiato, non è riuscito a trattenere qualche tremolio della voce e gli occhi lucidi. Anche i Toews hanno un cuore, in fondo.

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Gianluca Puzzo

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