Playoff NFL ’23: Bengals e Bills a fatica, ma l’impresa è dei Giants

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Nella domenica delle tre Wild Card, Cincinnati e Buffalo rispettano i pronostici non senza patire più del dovuto, mentre i New York Giants sbancano alla grande Minneapolis. Nel Divisional Round della AFC entrambe le sfide sono già definite, con i Jaguars che andranno a Kansas City e Buffalo a Cincinnati. Nella NFC i Giants saranno ospiti degli Eagles, mentre i 49ers attendono l’esito del Monday Night tra Tampa e Dallas per conoscere i loro avversari.

Tre belle partite in pieno spirito playoff, magari con qualche errore di troppo ma sicuramente emozionanti fino all’ultimo drive: questo ci ha regalato la domenica delle Wild Card ed è un bell’accontentarsi. Onore al merito degli underdog, Baltimore e Miami, che pur incerottate e in trasferta, hanno venduto carissima la loro pelle, uscendo dal campo perfino con qualche serio rimpianto per un colpaccio apparso a tratti possibile. Cominciamo dal match di Cincinnati, in cui i Ravens, privi di Lamar Jackson, vedono concretizzarsi subito i loro incubi, con Huntley (backup di Jackson) che lancia un intercetto al primo drive. I Bengals volano 9-0 ma già all’intervallo la situazione è ribaltata, per un td di Dobbins e un fumble recuperato dalla difesa dei Ravens che porta il field goal del sorpasso (9-10). Al termine del terzo quarto siamo ancora in parità sul 17, ma all’inizio dell’ultimo periodo Huntley la combina grossa perdendo palla sulla linea di meta, palla recuperata da Hubbard che si fa tutto il campo per segnare il td del 24-17. Nel drive seguente Huntley mostra di accusare il colpo, ma Burrow, pur con la linea a pezzi, non la chiude. Dopo una serie di punt, i Ravens hanno la chance dell’ultimo drive, a 8″ dalla fine Huntley lancia lo hail mary della disperazione, l’ovale saltella tra mille mani in end zone, sembra alla portata di Prochet per il td del pareggio ma gli sfugge e cade a terra incompleto. Partita finita ma che spavento per i tifosi di Cincy!
Altro successo casalingo in quel di Buffalo, con il sole a mitigare una temperatura comunque polare e con i Bills vincenti ma piuttosto deludenti, nel complesso. Rischiare di perdere incassando 31 punti da questi Dolphins non promette benissimo per il prossimo turno contro i Bengals, servirà molto di più. La partita: Josh Allen parte con i fuochi d’artificio e in poco più di 15′ di football si ritrova già avanti 17-0. Miami si tiene a galla con tre field goal (17-9), quindi sul finire del secondo periodo la sua difesa intercetta per la seconda volta Allen e Thompson trova prima Gesicki in end

zone e poi Hill per la trasformazione da due punti, firmando il pareggio (17-17) a 33″ dall’intervallo. Lì Miami si rilassa troppo e concede un field goal in quei pochi secondi, per cui si va al riposo con Buffalo comunque in vantaggio 20-17. In apertura di terzo quarto nuova palla persa da Allen, un fumble stavolta, recuperato da Sieler che lo riporta in end zone per il td del sorpasso (20-24). I Bills si scuotono, mentre Thompson, qb di riserva, inizia a sentire il peso di poter vincere; si fa intercettare su un 3&19, regalando ai padroni di casa il drive del controsorpasso con il td di Beasley (27-24), poi Allen è bravo a pescare Davis in end zone per l’allungo decisivo (34-24). All’inizio dell’ultimo quarto i Dolphins tornano a sperare con la corsa in td di Wilson (34-31), ma da lì in poi salgono sorprendentemente in cattedra le difese, che non concederanno più punti, e Miami finirà pasticciando con un delay of the game a meno di 3′ dalla fine che trasformerà un 4&1 in un 4&6 finito poi incompleto. I Bills gestiscono fino alla fine, ma contro i Bengals non basterà una prestazione così.
Merita la chiusura l’impresa esterna dei New York Giants, che sbancano Minneapolis con una partita sontuosa in attacco, accesa dalle prestazioni notevolissime del giovane qb Daniel Jones (301 yard lanciate, 78 corse e 2 td) e del ritrovato running back Saquon Barkley, autore di 2 td e di molte accelerazioni incontenibili. I Vikings, costretti a rincorrere per tre quarti di partita, pagano la latitanza delle corse e la solita fragilità di Kirk Cousins nei momenti che contano. I VIkings partono avanti con il td su sneak di Cousins (7-0), ma già alla fine del primo quarto sono indietro, dopo il td del pareggio di Barkley e quello del sorpasso di Hoogins (7-14). Si va al riposo sul 14-17 per NY, che allunga subito alla ripresa con il td di Bellinger (14-24). Spinti dal pubblico caldissimo, i Vikings tornano con orgoglio in parità sul 24 all’inizio dell’ultimo periodo, ma a 7’47” dalla fine Barkley vola ancora in end zone (24-31) e Cousins, nei due drive che ancora gli restano, non trova di meglio che infilare un incompleto dietro l’altro, fino alla resa finale.

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Gianluca Puzzo

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