Playoff NFL: Falcons e Titans, le imprese che non ti aspetti

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Due risultati a sorpresa su quattro partite non è davvero male, per iniziare questi playoff NFL. I Tennessee Titans sono andati a sbancare Kansas City in quella che era da tutti (me compreso) considerata la partita col pronostico più chiuso tra le quattro Wild Card, mentre gli Atlanta Falcons hanno semplicemente messo in campo la partita perfetta a Los Angeles, tenendo i Rams a soli 13 punti fatti ed eliminandoli senza neppure troppo soffrire. Nelle altre due gare, noiosa ma importante vittoria casalinga dei Jaguars sui Bills e bella battaglia vinta dai Saints sui Panthers, che regalano l’ultima delusione a Rivera.

AFC WILD CARD #1
JACKSONVILLE JAGUARS – BUFFALO BILLS: 10-3
Abbiamo dovuto attendere quasi 30′ di football per veder cambiare il tabellone, quando sono arrivati due field goal negli ultimi 110″ per il 3-3 all’intervallo. Partita fisicamente molto dura, dominata dalle difese e con parecchi placcaggi al limite, non sempre ben giudicati dalla crew arbitrale. Nel terzo periodo arriva lo snodo cruciale del match, con Bortles che su un 4°&1 pesca Koyack in end zone per il td del 10-3. Nel quarto periodo, Buffalo ha l’ultima chance a 1’55” dalla fine, ma è senza più timeout e un placcaggio durissimo mette fuori gioco Taylor. Il suo sostituto, Peterman, riesce anche a chiudere un primo down, ma poi combina un paio di pasticci, tra cui l’intercetto che chiude virtualmente la gara. I Jaguars andranno a Pittsburgh contro gli Steelers, domenica.

AFC WILD CARD #2
KANSAS CITY CHIEFS – TENNESSEE TITANS: 21-22
Onore ai Titans, bravi ad averci creduto fino in fondo, ma l’occasione gettata al vento dai Chiefs è stata colossale, un altro neo nella carriera di Andy Reid e il modo peggiore per salutare una bandiera come Alex Smith. Per un tempo, il primo, c’è stata una sola squadra in campo, i Chiefs, padroni del campo con Kelse devastante e Peters che intercetta Mariota. A metà del secondo periodo Kelce incassa un placcaggio assassino; si rialza ma un attimo dopo crolla a terra. Esce per non rientrare più, ma Kansas City non sembra accusare più di tanto il colpo e a 3″ dall’intervallo Smith confeziona il td del 21-3. Nel terzo periodo accadono due cose che fanno capire come il vento stia cambiando: Mariota corre in end zone con un pallone dapprima lanciato da lui, poi ribattuto dalla difesa quindi tornatogli miracolosamente tra le mani. Poco dopo, i Titans perdono un fumble su un punt return, i Chiefs arrivano fino al field goal ma… lo stampano sul palo.
Più che comprensibile, quindi, il patema con cui i tifosi di Kansas City assistono al quarto periodo; hanno ancora 11 punti di vantaggio (21-10), ma i Titans hanno preso in mano il match, e le corse di Mariota e Henry creano sempre più sconquassi nella difesa di casa. L’attacco dei Chiefs, al tempo stesso, perde brillantezza nei lanci e si dimentica (molto colpevolmente) delle corse di Hunt. Dopo 50″ nel quarto, Henry trova il td del 21-16, con Tennessee che poi manca la trasformazione da due punti. Il sorpasso arriva a 6’06” dal termine, quando Mariota trova un fin lì deludente Decker in end zone per il 21-22; i Titans falliscono ancora la trasformazione da due punti, ma difendono alla grande quel punticino fino alla fine. Sabato andranno nel New England per la sfida proibitiva ai Patriots, ma il loro Super Bowl lo hanno già vinto.

NFC WILD CARD #1
LOS ANGELES RAMS – ATLANTA FALCONS: 13-26
I Rams in stagione avevano segnato una media di 30 punti a partita; il fatto che i Falcons li abbiano tenuti a 13 da la dimensione di che partita abbiano fatto. La tensione dei playoff ha fatto certamente la sua parte nel danneggiare la squadra meno giovane, e si è visto subito dallo special team dei Rams, in cui Cooper, uno dei migliori ritornatori della lega, combina due fumble che costano 10 punti alla sua squadra. Ma sono tutti i Rams a non girare, ad iniziare da un attacco inguardabile, che si sveglia solo a 5′ dall’intervallo, quando i Falcons sono già scappati sul 13-0. Lì bastano tre big play per riaccendere la partita e lo stadio: una corsa devastante di Gurley, un td pass di Goff per Kupp (7-13) e un altro lancio lungo per Woods, che propizia il field goal dei Rams allo scadere (10-13). Atlanta però torna in campo con il ritmo di uno schiacciasassi, allungando nel terzo con due field goal (il secondo da 54 yard) fino al 10-19 e contenendo in un solo field goal il tentativo di rimonta dei Rams. La presa in end zone di Julio Jones a 5’48” dalla fine sigilla il 13-26 finale. I Rams ci provano fino alla fine, ma sbattono sempre contro il muro dei Falcons. Sabato Atlanta andrà a Philadelphia, contro gli Eagles ancora privi di Carson Wentz.

NFC WILD CARD #2
NEW ORLEANS SAINTS – CAROLINA PANTHERS: 31-26
Sarà una sintesi brutale finché si vuole, ma Drew Brees ha dimostrato, a 38 anni suonati, di valere ancora più del super celebrato, e ben più giovane, Cam Newton. La vittoria dei Saints non è stata tutta qui, naturalmente, ma il duello chiave è stato quello, con buona pace di chi vedeva nei rookie Kamara e McCaffrey le stelle della partita. I Panthers hanno messo in campo un game plan basato sulle corse, com’era prevedibile, mentre i Saints hanno ribaltato le attese, con Sean Payton bravo a tornare a sorpresa all’antico: palla a Brees e andare.
La partita si apre con un big play da 80 yard in un colpo solo dell’ex di turno, Ginn jr., che vola in end zone dando ai padroni di casa il 7-0 iniziale. Nel secondo periodo New Orleans segna altri due touchdown, mentre i Panthers riescono solo a contenere la marea con un paio di field goal (uno da 58 yard a 3″ dal riposo), arrivando all’intervallo sul 21-9 per i padroni di casa.
Nel terzo arrivano solo altri due field goal, uno per parte, ma ad inizio quarto c’è l’unica vera impennata dei Panthers, con un gran td di Olsen per il 24-19. Quattro minuti dopo, arriva un placcaggio durissimo su Cam Newton, che è costretto a uscire per qualche down, con Anderson che non riesce a rendere produttivo il drive. Kamara sembra chiudere la questione a 5’08” dalla fine con la corsa che vale il 31-19, ma dopo un solo minuto McCaffrey confeziona un capolavoro da 56 yard (passaggio di Newton, rientrato) che vale la speranza del 31-26. Thomas arriva quasi in end zone per New Orleans, ma sul 4°&2 forzato Brees si fa intercettare. Newton ha così 141″ e zero timeout partendo dalle proprie 31 yard: parte benissimo, con tre completi consecutivi, ma si perde sul più bello, con un intentional grounding che lo costringe a un 4°&23 a 11″ dalla fine, su cui incassa un ultimo, definitivo sack. Largo ai Saints, quindi, che domenica affronteranno i Vikings a Minneapolis, nel big match del Divisional Round.

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Gianluca Puzzo

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