Playoff NHL ’17: a Ovest tutto già deciso, a Est thrilling Capitals

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Almeno tre serie decisamente sopra le righe in questo primo turno dei playoff NHL, e un’altra che, nel suo essere a senso unico, ci ha consegnato la sorpresa negativa dell’anno. Nella parte Ovest del tabellone tutti gli scontri si sono già conclusi e gli accoppiamenti delle Divisional Finals già designati: i St. Louis Blues affronteranno con il vantaggio del campo i Nashville Predators, mentre gli Anaheim Mighty Ducks se la vedranno contro gli Edmonton Oilers. A Est già qualificati New York Rangers (in attesa della vincente tra Ottawa e Boston) e Pittsburgh Penguins (in attesa della vincente tra Washington e Toronto). Andiamo come di consueto a vedere nel dettaglio ogni serie.

WESTERN CONFERENCE
CHICAGO BLACKHAWKS – NASHVILLE PREDATORS: 0-1, 0-5, 2-3 (OT), 1-4 (Nashville vince la serie 4-0)
Un fallimento; bastano queste due parole per sintetizzare il significato di questa eliminazione per i Chicago Blackhawks (riassunto anche dalla foto qui sopra). La seconda eliminazione consecutiva al primo turno, l’anno scorso da campione in carica (in 7 partite contro St. Louis), ora addirittura a zero pur essendo la candidata numero due per il titolo dopo i Penguins (noblesse oblige). Due shootout, 3 gol fatti a fronte di 13 subiti, un unico, faticosissimo, momentaneo vantaggio nel corso di gara 3, poi persa ai supplementari, 8 sconfitte di fila tra le ultime 4 partite di regular season e questa serie, Kane e Toews con la somma di punti da tenere in una mano… fin troppo facile prevedere che, a differenza di un anno fa, stavolta cambieranno parecchie facce a Chicago. Nashville, lo avevamo detto, non era lontanissima dai Blackhawks, ma sicuramente nemmeno lei si aspettava un trionfo di questa portata, il primo sweep della loro storia in postseason.

MINNESOTA WILD – ST. LOUIS BLUES: 1-2 (OT), 1-2, 1-3, 2-0, 3-4 (OT) (St. Louis vince la serie 4-1)
Una St. Louis che vince e convince pur avendo il suo cannoniere Tarasenko quasi a secco merita di essere tenuta molto più in considerazione di quanto non lo fosse alla vigilia dei playoff. Coach Yeo ha ritrovato la solidità di squadra e un portiere in stato di grazie, quel Jake Allen capace di respingere 182 tiri nell’intera serie, con il picco di 51 in gara 2. Gara 5 è stata un po’ lo specchio di tutta la serie, con Minnesota orgogliosa e grintosa, che sotto 1-3 a 12′ dalla fine mette sul ghiaccio tutta la sua anima guerriera, riuscendo incredibilmente a rimontare con le reti di Koivu e Zucker, ma che poi in overtime, una volta scemato l’entusiasmo, non ne ha più, finendo per capitolare dopo 9’42” di Magnus Pajaarvi. E ora, grazie alla clamorosa qualificazione di Nashville, St. Louis si trova ad essere la favorita per un posto nella finale di Western Conference.

ANAHEIM MIGHTY DUCKS – CALGARY FLAMES: 3-2, 3-2, 5-4 (OT), 3-1 (Anaheim vince la serie 4-0)
I Ducks hanno risolto subito e senza troppi patemi la loro pratica di primo turno, qualificandosi già mercoledì scorso per le Divisional Finals e godendo così di preziosi giorni di riposo supplementari. I californiani, pur incerottati, vincono con lo scarto minimo le prime tre partite, culminate in uno splendido 5-4 all’overtime conquistato in terra canadese in gara 3. Lì si sono spente le residue speranze dei Flames, che in gara 4 hanno comunque lottato, decisivo Gibson in almeno un paio di occasioni, ma senza più il dinamismo iniziale. Nella serie di secondo turno contro gli Oilers, i Ducks avranno dalla loro l’esperienza di alcuni uomini chiave, ma Edmonton sarà un avversario durissimo da domare.

EDMONTON OILERS – SAN JOSE SHARKS: 2-3 (OT), 2-0, 1-0, 0-7, 4-3 (OT), 3-1 (Edmonton vince la serie 4-2)
Ci sono tutta la gioventù, il talento, la follia e l’inesperienza di una squadra dall’enorme potenziale ma ancora acerba in questa qualificazione degli Oilers sugli Sharks. Già detto in un precedente post sulle prime due partite, Edmonton ha vinto con lo scarto minimo gara 3 per poi andare in totale cortocircuito in gara 4, subendo ben 7 reti al termine di un crollo collettivo che non mi capitava da tempo di vedere nei playoff. Lì, con la serie sul 2-2 e dopo un successo così schiacciante, siamo stati in molti a pensare che vecchi marpioni del ghiaccio come Pavelski, Burns e Couture non avrebbero perso la presa sulla situazione, a tutto beneficio degli Sharks. E invece, proprio in quel momento chiave, gli Oilers hanno trovato lo spirito per vincere una gara 5 epica, con un 5-4 ai supplementari dopo essere stati sotto 1-3 fino a un minuto dalla fine del secondo periodo. E una volta rimessa la testa avanti, hanno chiuso meritatamente in gara 6, rimanendo, in attesa di Toronto e Ottawa, gli unici superstiti canadesi al secondo turno.

EASTERN CONFERENCE
MONTREAL CANADIENS – NEW YORK RANGERS: 0-2, 4-3 (OT), 3-1, 1-2, 2-3 (OT), 1-3 (New York vince la serie 4-2)
Gran bella serie, questa vinta dai Rangers contro i più quotati Canadiens, con New York che avrebbe perfino potuto chiuderla prima, se non avesse un po’ buttato via gara 2 dopo aver vinto la prima. Eppure si è trovata anche sotto 2-1, dopo aver perso in casa gara 3, ma lì si è ritrovata, soprattutto in tre uomini: Lundqvist, che ha stravinto il duello a distanza con Pryce, Nash, il più continuo e presente dei Rangers, e Zuccarello, che dopo una partenza inguardabile ha saputo ritrovarsi fino alla decisiva doppietta che ha chiuso gara 6. I Canadiens hanno picchiato molto, forse troppo in alcuni momenti in cui invece bisognava prima pensare a non prendere penalità, e sono un po’ mancati in fase realizzativa, finendo per subire la presenza di Lundqvist tra i pali della porta avversaria.

OTTAWA SENATORS – BOSTON BRUINS: 1-2, 4-3 (OT), 4-3 (OT), 1-0, 2-3 (OT2) (3-2 nella serie)
Cosa si può aggiungere che non dicano già i risultati, in una serie in cui tutte le partite sono terminate con un solo gol di scarto e 3 su 5 addirittura ai supplementari? Quella tra Ottawa e Boston è un’autentica battaglia, magari non di primissimo ordine da un punto di vista tecnico, ma certamente appassionante e incerta, splendida espressione del puro spirito da playoff. Persa gara 1, i Senators hanno infilato tre vittorie di fila, due delle quali a Boston, tornando a casa per una gara 5 che sembrava essere già segnata, ancor di più dopo il doppio vantaggio siglato da Ottawa in apertura. In quel momento, però, sono venuti fuori i migliori Bruins della serie, che hanno prima pareggiato e poi vinto 3-2 al secondo supplementare, dopo 4 ore e 6′ di partita, grazie alla rete decisiva di Kuraly. Stanotte si gioca a Boston una gara 6, inutile dirlo, più che decisiva, in una serie in cui finora il fattore campo non ha davvero inciso un granché. Se vince Boston si torna a Ottawa per gara 7, se vincono i Senators si qualificano e vanno ad affrontare i New York Rangers.

PITTSBURGH PENGUINS – COLUMBUS BLUE JACKETS: 3-1, 4-1, 5-4 (OT), 4-5, 5-2 (Pittsburgh vince la serie 4-1)
Sono due le possibili letture della qualificazione dei Penguins, ottenuta sì a suon di gol fatti (21 in 5 gare) ma anche con moltissime parate del loro portiere, quel Fleury tornato titolare dopo la detronizzazione di Murray. Non i migliori Penguins, insomma, ma sono realmente questi oppure hanno messo sul ghiaccio il minimo sindacale per passare il turno in attesa di dare tutto contro avversari ben più probanti? Al secondo turno, specie se dovessero arrivare i Capitals, l’ardua sentenza. Per il momento ci accontentiamo di non avere brutte sorprese in avvio come quelle di Chicago, e di goderci un hockey offensivo che è uno spettacolo per gli occhi. Quanto a Columbus, che dire; era un’impresa al di fuori della sua portata, ma si è comunque difesa con onore, vincendo una partita e perdendone un’altra ai supplementari. Per quest’anno può bastare.

WASHINGTON CAPITALS – TORONTO MAPLE LEAFS: 3-2 (OT), 3-4 (OT2), 3-4 (OT), 5-4, 2-1 (3-2 nella serie)
Una serie pazzesca, questa tra Washington e Toronto, la più bella tra tutte quelle di questo primo turno. Contro tutti i pronostici, i giovani Leafs stanno facendo spandere sudore e sangue alla corazzata della capitale per uscire da questa serie, che vivrà stanotte il suo sesto atto in quel di Toronto, con la concreta prospettiva che ne sia necessario anche un settimo. Partite pazzesche, ognuna delle quali meriterebbe un post a sé stante, e non solo perché 4 su 5 sono terminate in overtime: dal supplementare di gara 2, in cui si è arrivati a 50 tiri per parte prima del gol vittoria di Kapanen su assist meraviglioso di Boyle, fino all’altalena di emozioni di gara 5, piena di scontri durissimi e decisa, ancora una volta, dall’eterno Justin Williams dopo 1’04” di supplementare. Toronto ha finora evidenziato la sua pecca peggiore nel power play, sfruttandolo quasi per nulla (non ha segnato neppure in 2′ di 5-contro-3 in un momento decisivo di gara 4!), e consentendo così ai Capitals di spendere qualche fallo in più senza troppe preoccupazioni. Ma, in 5 contro 5, Washington è stata per lunghi tratti dominata, uscendone ridimensionata dopo una regular season condotta in carrozza, magari con un bagno d’umiltà che potrebbe rivelarsi salutare per il prosieguo dei playoff. Ma la serie non è ancora finita: i Capitals sono stati bravissimi a rimettere la testa avanti, ma continuano a dare l’impressione di essere più un gruppo di ottimi solisti che una vera squadra. Toronto, da parte sua, sta mettendo sul ghiaccio tutto quello che ha, in termini fisici, tecnici e caratteriali, accettando anche la rissa nei momenti in cui le partite lo hanno richiesto. Ora bisognerà vedere quanta benzina avranno ancora nel serbatoio, dopo cinque partite consecutive giocate a un’intensità devastante, che non può non aver lasciato il segno. Ma non hanno nulla da perdere, e ci stanno davvero regalando uno spettacolo epico, inimmaginabile alla vigilia.

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Gianluca Puzzo

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