Serie A ’18 week 5: è un gioco a due?

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L’equilibrio del campionato è durato quattro giornate appena. È bastato un Bologna in forma, capace di correre e orchestrare qualche buona trama di gioco per fermare la corsa della nuova Inter di Spalletti. E nel mentre, Juventus e Napoli collezionano la quinta vittoria di fila, dimostrando come il campionato sarà una storia a due. O almeno si spera, visto come sono terminati gli ultimi sei tornei.

Solitamente il turno infrasettimanale riserva sorprese ma quello di ieri ha fatto eccezione. Il pareggio dei nerazzurri al Dall’Ara era preventivabile, visto il gioco finora espresso; il vero colpaccio lo ha fatto il Sassuolo, autore di una partita finalmente accorta e sensata, al termine della quale è riuscita ad espugnare il nuovo Sardegna Arena del Cagliari, scompaginando i pronostici della vigilia e salvando momentaneamente la posizione di mister Bucchi. La Roma e il Milan hanno raccolto tre punti facili, contro due neopromosse che ancora non hanno ben chiaro cosa significhi giocare in Serie A. In particolar modo, l’atteggiamento del Benevento appare alquanto suicida per una neofita della massima serie: qualche discreta manovra offensiva, ricerca eccessiva del possesso palla ma soprattutto mancanza di mordente e di cattiveria, armi indispensabili per chi vuole salvarsi. Ne ha approfittato la Roma, che gode di uno Dzeko in splendida forma, ad oggi il centravanti più forte del campionato insieme a Belotti.

Fatte le dovute premesse, la copertina della quinta giornata è tutta per Juventus e Napoli. La prima ha faticato non poco contro una buonissima Fiorentina e forse sta pagando i numerosi impegni fin qui intrapresi: con Higuain ancora indietro di preparazione, un equilibrio difensivo da ritrovare dopo la cessione di Bonucci e i nuovi interessanti innesti a centrocampo (Betancur su tutti), riprendere il cammino da schiacciasassi delle ultime stagioni non è semplice. Ma portare a casa almeno un punto dallo Juventus Stadium resta sempre più un’impresa impossibile, anche quando i padroni di casa non sono brillanti come al solito. Dall’altra parte, il Napoli ha saputo reagire ad un ottimo primo tempo della Lazio con una prestazione fenomenale nella ripresa. Per il quarto anno consecutivo, i partenopei tornano dall’Olimpico sponda biancoceleste con tre punti in cascina. E non sminuiamo la forza di questa squadra cercando forzatamente delle concause, come gli infortuni, per la sconfitta della squadra di Inzaghi: i giocatori di entrambe le squadre hanno corso per tutta la partita e avere riserve valide è una condizione fondamentale in sfide importanti come quella di ieri sera. È un elemento che fa la differenza tra le squadra capaci di vincere lo Scudetto e quelle il cui cammino è positivo ma mai davvero competitivo per la vittoria finale. La speranza è che quest’anno sarà davvero una lotta a due serrata e che non si ripeta il solito noioso (ovviamente non per i tifosi juventini) monologo bianconero degli ultimi anni. A voler essere realistici, questo potrebbe essere un campionato di transizione per le milanesi e di ricambio generazionale per la Juve nel quale l’inserimento di una outsider come il Napoli appare una via concreta. Anche se ancora non è chiaro il percorso della Roma di quest’anno: la valanga abbattutasi sul Benevento era il minimo che ci si potesse attendere da un team attrezzato anche per la Champions, ma il nuovo assetto dirigenziale e tecnico potrebbe richiedere un po’ di tempo alla squadra per trovare la giusta via al successo. Va detto, comunque, che Di Francesco finora si è dimostrato davvero bravo a spostare di poco gli equilibri di una formazione che l’anno scorso ha fatto faville. E Kolarov sembra essere quel terzino di spessore mondiale di cui, ad esempio, da almeno quattro anni è disperatamente a caccia l’Inter.

Come sempre, piccola analisi su ciò che resta del torneo, sperando che quest’anno si possa parlare di partite tirate e di discorsi aperti fino a maggio. Ottimo successo alla Dacia Arena di Udine da parte del Torino, squadra che a mio avviso può vincere e perdere con chiunque, e buon punto che muove la classifica per il Verona; dal Genoa mi aspettavo una vittoria, anche se il Chievo è sempre squadra tignosa, ma credevo che dopo la bella prestazione con la Lazio macchiata dalla sconfitta, arrivasse un successo di voglia e rabbia da parte degli uomini di Juric. Così non è stato e devo dire che mi ha sorpreso molto, considerando l’indole del mister: un solo punto su due gare consecutive in casa è un pessimo bottino per una squadra che, lo ricordiamo, l’anno scorso si è salvata alla penultima giornata. Il Crotone, invece, si è completamente sciolto davanti ad una fresca Atalanta, partita davvero a mille in questa stagione: chissà se mister Nicola riuscirà a ripetere il miracolo dell’anno scorso. A conti fatti, l’impresa è meno ardua di quella conclusa quattro mesi fa, considerando il valore delle dirette avversarie.

Ultima piccola annotazione: il Var anche stavolta ha aiutato gli arbitri e soprattutto lo spettacolo. In Juventus – Fiorentina, correggere l’assegnazione del rigore per i padroni di casa con la punizione dal limite ha consentito alla partita di restare viva, in equilibrio fino al colpo di testa finale di Simeone nei minuti di recupero che ha sfiorato il pareggio. Questo fa crescere l’intensità, lo spettacolo, la concentrazione di tutti i ventidue in campo che alzeranno per forza il loro livello di gioco. Oltre ad essere un aiuto indispensabile per gli arbitri, il Var è uno strumento che agevolerà la competizione del nostro campionato. Per cui…

Viva il Var!

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Luigi Rivolta

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