Serie A Player of the Week 23: Lorenzo Insigne

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Corre, lotta, spreca, segna due gol e ne salva uno sulla linea. Contro la Lazio, Lorenzo Insigne fa tutto il possibile (e anche di più) per guidare il suo Napoli ad una vittoria che toglie ogni preoccupazione legata alla qualificazione in Champions e mantiene viva la speranza di raggiungere il secondo posto. Sotto gli occhi del Ct Giampiero Ventura, l’attaccante partenopeo gioca probabilmente la sua miglior partita della stagione, che arriva al termine di un periodo di forma eccezionale, che lo ha visto protagonista anche nella doppia sfida con la Juventus.

Il turno trentuno di Serie A ha offerto certezze e sorprese, come dev’essere un campionato che si rispetti e come non credevamo sarebbe stato possibile almeno fino all’anno prossimo. Mentre Juventus e Roma viaggiano sempre a vele spiegate, annichilendo gli avversari privi di qualsiasi tipo di motivazione, in coda si riapre la corsa salvezza, regalando un finale di stagione inaspettato solo fino a due settimane fa. Il Pescara fa frenare l’Empoli in casa e contemporaneamente Falcinelli trascina il Crotone ad un successo meritato e sorprendente sull’Inter, nelle ultime domeniche involuta nel gioco e nella fame di vittoria. I toscani non assaporano il gusto dei tre punti da gennaio e nelle ultime dieci partite hanno raccolto solo due pareggi: sono bastati perciò appena due successi consecutivi alla matricola Crotone per riagganciare il treno salvezza e riportarsi a sole tre lunghezze dal quartultimo posto, occupato proprio dall’Empoli. Questo nuovo scenario, insieme alla bella sfida per gli ultimi posti in palio per l’Europa League, stanno dando un pizzico di pepe al campionato. Non a caso, i migliori di giornata provengono dalle squadre che hanno ancora un obiettivo in ballo: Higuain per la capolista, autore di una formidabile doppietta, il suddetto Falcinelli per il Crotone, giustamente ancora speranzoso di poter restare in Serie A anche l’anno prossimo, e Salah, che ha stroncato la fiacca resistenza del Bologna con le sue giocate e le sue accelerazioni.

L’impresa di giornata porta il segno del ciuccio, capace di comandare il gioco all’Olimpico e di far suo il match-clou domenicale che vedeva di fronte Lazio e Napoli. Entrambe reduci dalle fatiche di Coppa Italia, le squadre hanno avuto un approccio completamente diverso alla gara: i padroni di casa più guardingo, gli ospiti più propositivo. Il risultato ha visto i ragazzi di Sarri uscire vittoriosi dallo stadio capitolino per la seconda volta in stagione dopo il 2-1 con la Roma di un mesetto prima, evento che non succedeva dal 1975/76, quando in panchina sedeva Luis Vinicio (che per certi aspetti ricorda un po’ Sarri): nemmeno Maradona & co. ci erano mai riusciti. Questo dato evidenzia la grandezza dell’impresa del Napoli e dona il giusto lustro al vero grande protagonista della serata: Lorenzo Insigne. Il numero 24, che nelle ultime settimane sembra aver preso fiducia e consapevolezza nei propri mezzi, nel primo tempo corre come un dannato e spreca anche una comoda occasione per il raddoppio dei suoi, salvo poi nella ripresa far vedere solo il meglio di sé, meritandosi la palma di migliore in campo e della settimana intera.

Corre e lotta, dicevamo: al termine della gara, con 12.7, Insigne è l’uomo con più chilometri percorsi tra le fila ospiti ed in generale dietro solo al maratoneta Parolo. Spreca, anche: quando ad un minuto dalla fine del primo tempo Mertens gli apre la strada verso la porta dopo una rapida azione in contropiede, il suo destro a giro è troppo largo e strozza in gola l’urlo del gol di tutti i suoi tifosi. Segna due reti: negli anni questo è sempre stato il lato debole del suo gioco; difficilmente lo si vedeva cattivo e convinto sotto porta; con il tocco del 2-0 su assist di Allan (foto) e il sigillo finale del 3-0 con un destro secco su servizio di Zielinski, tocca quota quattordici in campionato, come mai prima d’ora, dimostrando che anche su questo la crescita è confortante. Ne salva uno sulla linea: l’aspetto probabilmente più encomiabile di tutti, che lo ha fatto tornare in Nazionale e che lo ha fatto tornare ad essere amato dai tifosi. Quando, intorno al settantesimo, è lui a respingere sulla linea un tiro a botta sicura di Patric quasi non ci si crede: il ragazzino svogliato, spesso fuori dal gioco, intento quasi esclusivamente alla ricerca di giochetti e finezze ha lasciato spazio ad un calciatore tuttofare, proficuo e spesso ispirato in avanti, prezioso in fase di copertura, che all’occorrenza sa sacrificarsi in onore della causa. Un piccolo fiore che finalmente è sbocciato, consapevole di poter dare tanto ai propri tifosi, nel club come nella Nazionale.

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Luigi Rivolta

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