Simbiosi difficili (2a parte)

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Seconda parte delle difficile convivenze verificatesi tra piloti nello stesso team di F1, dal duello Alonso-Hamilton fino ai giorni nostri.

Il box McLaren dell’Hungaroring 2008

Quando nel 2007 Alonso passa alla McLaren, non aveva considerato le capacità dell’esordiente Hamilton che alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria si presenta in testa al campionato con due punti di vantaggio.
Durante le qualifiche di Budapest si scoprono i nervi e volano colpi bassi, dando il via all’inevitabile separazione.
La premessa è che, in situazioni di equilibrio, la McLaren alterna la prima uscita dai box nella Q3 (il diritto di un tentativo in più per la pole).
Ad Hamilton era toccato a Silverstone, poi in Germania doveva essere il turno di Alonso ma l’incidente del britannico aveva interrotto la rotazione, di conseguenza a Budapest tocca ad Alonso, reduce dai due titoli mondiali vinti in Renault.
Ma all’uscita dai box, Hamilton non è d’accordo e passa Alonso che comunica col box rivendicando le posizioni.
Sempre Alonso, è il primo a rientrare per montare le gomme morbide per l’ultimo giro lanciato, ma a sorpresa vede per lui una mescola dura ed usata, accorgendosi che per Hamilton sono pronte quelle morbide e nuove.
Lo spagnolo resta sulla piazzola quei secondi in più che non consentiranno ad Hamilton di concludere l’ultimo giro, conquistando la pole ma penalizzato di cinque posizioni per l’azione (pole al britannico che avanza dopo aver ottenuto il secondo tempo), mentre il team viene privato dei punti che in gara ottengono i piloti.
Vince Hamilton con Alonso che limita i danni concludendo in quarta posizione, ma al termine di quel campionato insperatamente trionfa Raikkonen (ad oggi ultimo titolo piloti Ferrari), che supera di un solo punto gli stessi Alonso ed Hamilton, come a dire che tra i due litiganti…
Anche la RedBull è stata alle prese con piloti di grande carisma, la cui gestione è dovuta passare anche attraverso incidenti tra compagni di squadra.
I quattro titoli vinti da Vettel (2010-2013) sono stati anche frutto di una monoposto perfetta, ma la convivenza con Webber è stata spesso turbolenta, anche perché l’australiano a fine carriera, era pronto a sfruttare le sue ultime

chance dopo tanta gavetta tra Minardi, Jaguar e Williams.
Il caso più eclatante è l’incidente nel Gp di Turchia del 2010, con Vettel che tenta il sorpasso su Webber ma i due si toccano (foto a sinistra).
Il giovane tedesco scende dalla monoposto gesticolando in mondovisione quasi a dire “questo è matto”, mentre il compagno, dopo la sostituzione del musetto, conclude al terzo posto dietro le McLaren.
Al termine di quella gara, la classifica dice Webber 93pt, Button 88pt, Hamilton 84pt, Alonso 79pt, Vettel 78pt, ma alla lunga viene premiata la scelta della RedBull, con Vettel che vincerà il suo primo campionato con soli 4pt di distacco su Alonso.
Arrivando al recente passato, l’esplosione del giovanissimo Verstappen rovina i piani di Ricciardo: la tensione emerge a Baku nel 2018 con l’australiano (oggi alla Renault) che tampona da dietro il compagno di squadra, entrambi fuori.
In questo elenco c’è sicuramente la Mercedes e la rivalità tra Rosberg ed Hamilton, sfociata a Barcellona nel 2016 quando, dopo la partenza, il britannico tenta il sorpasso sul compagno che lo chiude, così finisce sull’erba travolgendo lo stesso Rosberg.
Ancora divergenze nel contatto della fase finale del successivo Gp d’Austria ma Rosberg al termine della stagione, per cinque punti, vince il suo primo ed unico titolo mondiale, ritirandosi dalle corse.
Episodi di dualismo si sono verificati anche nel recente passato della Force India (oggi Racing Point e dal 2022 Aston Martin) tra Perez ed Ocon.
Dopo le prime curve del Gp di Singapore del 2018, il giovane francese (oggi alla Renault) cerca un sorpasso all’esterno con Perez che resiste portandolo fuori traiettoria verso le vicine barriere e “spedendolo” sul muro dove terminerà la sua gara.
Perez finirà fuori dalla zona punti, ma oggi resta il punto di riferimento del team.
In tempi odierni, non sono mancate le scintille in casa Haas tra Magnussen e Grosjean (tra tutti al Gp di Gran Bretagna 2019) ma soprattutto alla Ferrari, col contatto di Interlagos della passata stagione e l’ultimo episodio nel più recente Gp di Stiria.

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Andrea La Rosa

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