Sono stati famosi: Brawn Gp (2009)

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Incredibile la storia della Brawn Gp che vinse nell’anno di esordio (unico di partecipazione) i campionati piloti e costruttori.

La storia della Brawn Gp ricalca perfettamente il bivio di alcune scelte, tra rimpianti e mosse perfettamente azzeccate.
Quando la Honda reduce da un triennio avaro di risultati nonostante gli investimenti, annunciò il disimpegno dalla Formula 1 per ragioni economiche, la base dello stesso team venne prelevata da Ross Brawn alla cifra simbolica di una sterlina.
Nel campionato 2009 subentrarono nuovi regolamenti, le monoposto furono diverse dalle precedenti e inevitabilmente, la nuova (e unica) monoposto denominata BGP 001 derivò da progetti che la Honda aveva già impostato, spinta dal motore Mercedes fu affidata alla coppia di piloti che fino a pochi mesi addietro, correvano con la casa giapponese quali Jenson Button e Rubens Barrichello.
La livrea era in larga parte bianca, con inserti gialli e neri priva di sponsor che faceva pensare ad un campionato di transizione visto il poco denaro a disposizione per gli investimenti e lo sviluppo, magari una fase intermedia in attesa di ben altri capitali.

Invece fin dai test di Barcellona, la monoposto si rivelò velocissima tra lo stupore generale di quei team che contestarono presunte irregolarità al diffusore posteriore, accuse rigettate a conferma della regolarità.
Una situazione incredibile, con la Brawn Gp velocissima e imprendile nella prima parte di stagione, costretta tra l’altro a non fare troppi calcoli vista la mancanza di capitali utili ad aggiornare la monoposto nel corso del campionato, anche se nella livrea comparvero progressivamente alcuni marchi.
Jenson Button vinse ben sei delle prime sette gare, scavando un importante divario dal resto del gruppo, ma anche Barrichello concluse ripetutamente sul podio, autore complessivamente di due vittorie; in totale furono quattro le doppiette.
A tenere testa alla Brawn fu la RedBull (poi dominatrice nei quattro anni successivi), con Vettel e Webber che nella seconda parte degli appuntamenti in calendario accorciarono lo svantaggio, ma il solco iniziale fu tale da laureare Jenson Button campione del mondo piloti e lo stesso team vinse il campionato costruttori.
Successivamente la Mercedes acquistò la maggioranza delle quote, con buona pace dei giapponesi.

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Andrea La Rosa

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