Stanley Cup 2018: al festival delle emozioni la spunta Vegas

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Se il buon giorno si vede dal mattino, allora sarà il caso di mettersi comodi e tenere una camomilla a portata di mano perché queste Stanley Cup Finals promettono fuoco e fiamme a non finire. Lunedì si è aperta la serie tra Washington e Las Vegas e ne è nata subito una partita pazzesca, vinta 6-4 dai padroni di casa dopo ben quattro cambi di leadership nel punteggio, tre pali e una traversa ed oltre sessanta tiri in porta complessivi. I Golden Knights l’hanno spuntata grazie al contributo inatteso della loro quarta linea, due reti, e all’aver alla lunga imposto alla gara il loro ritmo preferito, fatto di frenetiche ripartenze, rispetto a quello più ragionato e tecnico dei Capitals, arrivati col fiato corto agli ultimi minuti ma non per questo arrendevoli. Hanno anche di che lamentarsi, e a ragione, visto che sulla rete del 4-4 di Reaves gli arbitri non hanno visto un netto cross-checking ai danni di Carlson che avrebbe dovuto portare all’annullamento del gol.

Dopo qualche minuto di studio iniziale, la partita si accende al primo power play, ben sfruttato da Vegas col gol di Miller dopo il fallo di Burakovsky, l’eroe di gara 7 contro Tampa Bay. Sulle ali dell’entusiasmo per il vantaggio, i Golden Knights mettono Washington alle corde per diversi minuti, in cui Holtby salva ripetutamente la propria squadra dal subire il raddoppio. A 5’20 dalla prima sirena arriva invece il pareggio degli ospiti (splendida deviazione sotto misura di Connolly), seguito dopo un minuto dal clamoroso vantaggio siglato da Backstrom, lasciato colpevolmente solo dalla difesa di casa. I Golden Knights si buttano subito avanti e riescono a pareggiare a 100″ dalla fine del primo periodo, con Karlsson bravo e lesto a sfruttare un rimbalzo del disco in balaustra. Così si va al primo riposo sul 2-2.

Vegas parte fortissimo all’inizio del secondo terzo di gara, passando meritatamente in vantaggio dopo 3′ e mezzo con Smith, sempre su rebound. I Capitals reagiscono, costringendo Fleury alla prima parata davvero impegnativa della serata su Vrana; rischiano anche di capitolare ancora, ma dopo 8’30” trovano il 3-3 con Carlson, che deposita in rete un sensazionale assist no-look di T.J. Oshie. Holtby salva due volte in un minuto, poi Washington cogli il primo palo della serata durante un power play e costringe Fleury agli straordinari per chiudere il tempo ancora sul 3 pari.

Ed eccoci al periodo finale, che regala emozioni in linea con quanto visto finora. Dopo 70″ i Capitals passano sul 4-3, con deviazione fortunata di Wilson su tiro di Ovechkin (piuttosto in ombra il russo, stavolta): il disco si infila sotto il pattino sinistro di Fleury, che muovendosi lo spinge involontariamente in rete. Ma Washington non ha nemmeno il tempo di festeggiare perché dopo 2′ 40″ Vegas agguanta il 4-4, con Reaves che ribadisce in rete un rebound dopo essersi liberato fallosamente di Carlson davanti a lui. Incredibilmente nessuno se ne accorge, né la crew arbitrale né la panchina di Washington, che avrebbe potuto e dovuto chiedere la review. Da lì arrivano dieci minuti di autentica battaglia a tutto campo, con occasioni a pioggia da entrambe le parti: i Capitals colgono un altro palo, Vegas una traversa. A 12′ dalla fine arriva l’unico brutto momento della serata, con un fallaccio di Wilson che manda Marchessault negli spogliatoi per sospetto trauma cranico e susseguente vendetta dei difensori di casa su Ovechkin. Ma la partita ha un ritmo pazzesco e regala un’altra emozione a -10’16” dalla sirena finale con la bellissima rete di Nosek, in one timer su assist fantastico di Theodore, per il 5-4 Vegas.

Washington si butta avanti con le ultime energie rimaste ma Vegas non si accontenta di difendere il vantaggio e cerca di chiudere la partita: Holtby compie due parate prodigiose nell’arco di 90″, ma i Capitals riescono a costruirsi l’occasione per il pareggio a 40″ dalla fine, quando Eller manca una deviazione sotto porta piuttosto facile; il replay evidenzierà un leggero slashing da parte di un difensore, ma stavolta davvero difficile da cogliere a velocità piena. A 2″ dalla sirena arriva infine il gol finale siglato da Perron in empty net.

Stanotte, sempre a Las Vegas, si torna sul ghiaccio per gara 2. Dopo una partita così, è lecito attendersi un’altra battaglia.

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Gianluca Puzzo

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